Maire pubblicherà i risultati del quarto trimestre del 2025 e l’aggiornamento del piano industriale il prossimo 4 marzo. Equita si attende un trimestre ancora solido con ricavi in aumento anno su anno del +2%, un ebitda in crescita a doppia cifra (+12%) con un margine oltre il 7% (+60 punti base anno su anno) sostenuto dal mix delle divisioni del gruppo ingegneristico e soprattutto dalla controllata Nextchem.
«Stimiamo una generazione di cassa marginalmente positiva: la forte performance operativa dovrebbe essere in parte assorbita da una dinamica del capitale circolante netto in progressiva normalizzazione», spiega Equita che ritiene, quindi, altamente probabile il raggiungimento della guidance 2025 nella parte alta del range indicato (ricavi tra 6,8 e 7 miliardi di euro, ebitda tra 460 e 490 milioni, investimento tra 130 e 150 milioni e disponibilità nette adjusted in linea con il dato del 2024 a 375,1 milioni) con i conti del terzo trimestre del 2025».
Per quanto riguarda, inoltre, la raccolta ordini è stimata nel trimestre a 1,1 miliardi circa. Sebbene la raccolta del 2025 sia risultata sotto l’obiettivo iniziale: 6,8 miliardi contro il target di 8 miliardi la sim è convinta che il tema sia prevalentemente di uno slittamento temporale.
I contratti attesi a fine 2025 di importo cumulato oltre 5 miliardi, già indicati come in fase avanzata, «potrebbero essere annunciati nel primo semestre di quest’anno, fungendo da catalizzatore rilevante. La visibilità rimane elevata, supportata da una pipeline superiore a 60 miliardi e dall’avanzamento del progetto Hail & Ghasha (8,7 miliardi di dollari) che Maire si è aggiudicata da Adnoc.
Fatte queste premesse, secondo Equita il piano al 2029 (ricavi a 8-8,5 miliardi ed ebitda a 620-670 milioni) appare conservativo. «Stimiamo, infatti, che tali target possano essere raggiunti già nel 2027-2028. Per cui ci attendiamo una revisione della traiettoria di crescita nel nuovo piano al 2030 e al 2035, una maggior enfasi sul ruolo strutturale di Nextchem oltre all’acquisizione di Ballestra Lng negli Stati Uniti come nuovo verticale di crescita», precisa la sim che, quindi, al 2030 si attende un tasso medio annuo di crescita dei ricavi del 6%.
Nel frattempo, ha alzato dell’1% le stime 2026 sui ricavi, includendo Ballestra e le sinergie con Nextchem e del +3% quelle sull’ebitda; viceversa ha abbassato quelle sull’utile netto del 7% per tener conto del maggior peso delle minorities (Nextchem e Kazakhstan).
Per riflettere le nuove stime, il maggior valore strategico del gruppo (piattaforma tecnologica più ampia, opzionalità di crescita nel gas naturale liquefatto in Usa) e la maggior visibilità a medio termine, il target price sull’azione sale del 7% a 16 euro (+1,5% a 15,52 euro in chiusura il 20 febbraio dopo il -4,5% della seduta precedente a causa del downgrade di Kepler Cheuvreux da buy a hold).
Il titolo tratta a 18 volte il p/e e 9 volte l’ev/ebitda 2026, multipli superiori al passato, ma coerenti con la crescita attesa dell’utile per azione: tasso annuo del 9% al 2030 e con la possibile valorizzazione tramite un’Ipo della controllata Nextchem.
Quindi, per Equita il titolo ha già incorporato il rischio legato al timing degli ordini prima del Capital Markets Day. «In assenza di segnali di un deterioramento competitivo o operativo, la recente pausa nel flusso ordini appare un fattore tecnico più che strutturale. L’equity story di crescita», conclude la sim, «rimane solida, supportata da esecuzione, pipeline e operazioni di M&A accrescitive. Confermiamo il rating buy». (riproduzione riservata)