Indispensabili per i più distratti, e utilissimi per tutti, gli AirTag riescono a ritrovare l’oggetto a cui sono attaccati senza esitazione e senza eccezioni, si tratti delle chiavi della macchinetta del caffè dell’ufficio finite in fondo alla cassettiera o quelle della macchina sotto i cuscini del divano. La celebre frase di Steve Jobs “It just works”, ovvero “semplicemente, funziona”, è da tempo una delle caratteristiche più apprezzate dei dispositivi Apple, ma AirTag alza ulteriormente l’asticella: la configurazione avviene in una manciata di secondi ed è davvero difficile pensare a qualcosa di più semplice ed efficace. In pratica, basta togliere il sottile film di plastica che protegge l’etichetta intelligente e impedisce il contatto con la batteria interna e assegnare un nome all’etichetta, guidati per i più pigri da un menu che comprende gli oggetti più comuni a cui AirTag verrà abbinato, come chiavi, zaino, borsa e così via. E il gioco è fatto. Da quel momento, AirTag sarà rilevabile in tempo reale direttamente dall’app Dov’è del proprio iPhone o iPad, che presenta ora la voce Oggetti accanto a quella Dispositivi per localizzare Mac e AirPods oltre naturalmente a iPhone e iPad.
L’icona scelta per AirTag, o più icone nel caso si abbiano associate al proprio account più etichette intelligenti, compare immediatamente sulla mappa, indicando così la posizione in modo estremamente preciso. Quello che contraddistingue però AirTag dalle molte etichette Bluetooth in commercio è la possibilità di ogni AirTag di collegarsi non solo al dispositivo del proprietario per trasmettere poi la propria posizione attraverso Internet, ma a ciascuno dei miliardo di dispositivi Apple attivi nel mondo. E di farlo, naturalmente, in modo sicuro e con il livello di rispetto maniacale della privacy tipico di Apple, i cui dispositivi e servizi rispondono alla regola della privacy by design, ovvero sono ingegnerizzati mettendo proprio la privacy al centro. AirTag si collega infatti in modo anomino al dispositivo Apple per trasmettere la propria posizione, cambiando addirittura codici di identificazione Bluetooth a rotazione per impedire ogni sorta di tracciamento.

Per il proprietario, invece, conoscere la posizione del proprio AirTag è un gioco da ragazzi: basta selezionare appunto l’icona sull’app Dov’è oppure, più semplicemente, chiedere a Siri: “dove sono le chiavi?” AirTag inizierà a emettere un suono per facilitare il ritrovamento, nel caso la posizione sia prossima al proprietario, che può avere però un modo ancora più efficace per trovare l’oggetto smarrito. Gli iPhone 11 o 12 dispongono infatti dello stesso chip U1 integrato negli AirTag che consente, grazie alla tecnologia Ultra Wideband e alla funzione Posizione esatta, di guidare verso la posizione dell’oggetto cercato con indicazioni precise e intuitive sotto forma di una freccia sullo schermo di iPhone che, grazie anche all’accelerometro dello smartphone, guida senza esitazioni verso la posizione con una approssimazione sotto i 10 centimetri. Nel corso della prova questa funzione si è rivelata così precisa da evitare persino di dover attivare il suono su AirTag, ed evitare così di disturbare magari il riposo di chi sul divano in cui erano nascoste le chiavi schiacciava un pisolino.
