
Con la nuova generazione di processori proprietari di fascia alta, M2 Pro e M2 Max, Apple ha rinnovato la gamma dei notebook MacBook Pro e aggiornato Mac Mini, il piccolo desktop che costituisce il punto di ingresso nel mondo Mac per il prezzo di partenza di 729 euro. I nuovi chip di Apple, evoluzione della seconda generazione del processore proprietario che ha sostituito i prodotti di Intel ed è stato adottato anche negli iPad di fascia alta, vanta prestazioni decisamente migliorate rispetto ai precedenti grazie anche al numero elevato di transistor, che raggiunge i 40 miliardi nel caso dell’M2 Pro e addirittura i 67 miliardi nell’M2 Max. Un risultato raggiunto grazie alla tecnologia di costruzione a 5 nanometri, che consente di ridurre le dimensioni dei singoli componenti a vantaggio non solo della potenza, ma anche dei consumi, tanto che Apple indica una durata massima della batteria dei nuovi MacBook Pro equipaggiati con i chip di ben 22 ore.
Notevole anche il divario di prestazioni dichiarato da Apple rispetto alla prima generazione di processori proprietari di fascia alta, i chip M1 Pro e M1 Max: secondo quanto dichiarato nelle applicazioni multi-thread, ovvero quelle che sfruttato più unità elaborative allo stesso tempo come l’editing video o la compilazione software, M2 Pro ha un vantaggio del 20% rispetto al precedente M1 Pro, mentre in guadagno di velocità di M2 Max rispetto a M1 Max sale al 30%. Meno significativo il confronto fatto da Apple con i precedenti Mac dotati di processori Intel, dal momento che si tratta di chip di decima generazione e quindi molto meno potenti di quelli attualim che hanno inoltre dalla tredicesima generazione un disegno architetturale non dissimile da quello adottato da Cupertino, ovvero un numero elevato di core con funzioni differenti per ottimizzare prestazioni e consumi energetici.

Il notevole miglioramento delle prestazioni è frutto del disegno architetturale dei processori di Apple, che vedono nel caso della cpu dell’M2 Pro quattro core, o unità di elaborazione, ad alta efficienza energetica e 6 o 8 core ad alte prestazioni, oltre a 16 o 19 core nell’unità di elaborazione grafica (Gpu) integrata e 16 core per 16 per il Neural Engine, ovvero il processore dedicato al supporto delle applicazioni di machine learning e intelligenza artificiale sempre più sfruttato dal sistema operativo Mac OS e da applicazioni evolute come Adobe Photoshop o Premiere. Le prestazioni elevate di M2 Pro sono legate anche alla memoria di sistema, che può raggiungere un massimo di 32 GB ed è di tipo unificato, ovvero direttamente integrata con una banda di ben 200 Gigabit al secondo, che rende però necessario identificare in fase di acquisto il taglio desiderato non potendo in alcun modo essere espansa successivamente.Ancora più potente l'architettura di M2 Max, che può contare sugli stessi core a livello di cpu e Neural Engine ma su ben 38 core per la Gpu, il doppio dell’M2 Pro, e può gestire una memoria massima di 96 GB con una banda di 400 Gbit al secondo.
I chip M2 Pro e M2 Pro Ma sono ora il cuore dei nuovi MacBook Pro con display da 14 o 16 pollici, che vedono in questo modo non solo un aumento di prestazioni che li rende capaci di sostituire un computer fisso anche per operazioni impegnative come il montaggio professionale di video in 4K o 8K con l’applicazione di effetti speciali, ma anche un aumento dell’autonomia nella riproduzione di video che raggiunge secondo Apple le 18 ore per il modello da 14 pollici e addirittura le 22 ore per il più grande e potente 16 pollici. Non si tratta chiaramente dell’utilizzo tipico di computer così potenti e costosi, dal momento che i prezzi partono da 2.499 euro per il MacBook Pro 14 e da 3.099 euro per il MacBook Pro 16, ma sono indicative di consumi parchi. Invariate le altre caratteristiche, a partire dall’eccellente display Liquid Retina Xdr e dalla presenza del comodo connettore MagSafe per l’alimentazione accanto alle tre porte Thunderbolt 4, mentre il connettore Hdmi può ora pilotare monitor 8K e il Wi-Fi 6E aumenta ulteriormente la velocità di connessione.

Prezzi decisamente più abbordabili per il nuovo Mac Mini, che vede accanto al modello base con chip M2 anche la versione con processore M2 Pro, 16 GB di memoria e disco fisso da 512 Gb a partire da 1.579 euro. Immutate le dimensioni compatte che lo rendono adatto a ogni scrivania, che nascondo però prestazioni adatte ora davvero a ogni esigenza, compresa la creazione multimediale grazie anche all’accelerazione hardware della trascodifica video e qualche partita ai videogame preferiti. (riproduzione riservata)