????È nata una nuova stella nel firmamento borsistico americano, abituato a sfornare titoli dagli exploit tanto rapidi quanto formidabili. L’ultimo in ordine di tempo era fino a un anno fa una società misconosciuta. Oggi invece Lumentum Holdings (codice di borsa: Lite) è il secondo titolo del S&P 500 con la migliore performance a un anno. Da aprile del 2025 è passata da 52 dollari per azione alla cifra stellare di 866 dollari cui scambia in questi giorni, con un balzo di oltre il 1.500%.
Numeri da rush esplosivo per un gruppo che, quotato nel 2015, fino all’aprile dello scorso anno aveva di fatto vivacchiato senza infamia né gloria sul listino. Il bacio in fronte che ha provocato l’esplosione dell’interesse degli investitori nei confronti di Lumentum è rappresentato, guarda caso, da Nvidia. La quale a marzo scorso ha annunciato di aver investito 2 miliardi di dollari in un accordo commerciale con cui si impegna a comprare fino almeno al 2028 i prodotti Lumentum, che produce componenti laser sofisticati e ottiche e fotoniche per i data center.
Se il maxi-ordine ha ovviamente confermato la bontà del rialzo, qualcosa doveva essere trapelato già mesi fa sulle potenzialità delle ottiche di Lumentum, dato che il rally è partito proprio nella primavera scorsa. Ora Nvidia non fa che certificare il ruolo di primo piano, che vedrà la società californiana come uno dei fornitori del colosso guidato da Jen-Hsune Huang che sta facendo letteralmente da apripista nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale dall’alto dei suoi 4.800 miliardi di dollari di capitalizzazione sul Nasdaq.
Del resto la nuova stella dell’S&P, battuta come performance annua solo da Sandisk tra i 500 titoli del listino più rappresentativo Usa, fino a poco tempo fa viveva nell’ombra. Nel biennio 2023-2024 ha arrancato con perdite cumulate per oltre 650 milioni di dollari e con i ricavi che stazionavano da tempo intorno a 1,7 miliardi di dollari, senza crescita e senza slancio.
Poi la svolta sotto il segno della new wave dell’intelligenza artificiale e dei data center, con il fatturato che, secondo il consenso degli analisti, raccolto da S&P Global Market Intelligence, dovrebbe quasi raddoppiare passando da 1,6 miliardi a 2,9 miliardi nel bilancio di esercizio di quest’anno, che chiuderà il prossimo mese di giugno.
Inoltre, sempre secondo il consenso degli analisti, la commessa assegnatale da Nvidia dovrebbe dare ulteriore slancio alle entrate della società di San Jose in California. Le stime al 2027 indicano infatti un fatturato che dovrebbe salire fino a 4,9 miliardi e un utile netto di 1,46 miliardi di dollari.
Ovviamente sono stime da prendere con cautela, ma è ovvio che avendo un contratto di fornitura da 2 miliardi con Nvidia è inevitabile un balzo prospettico dei ricavi e con esso della redditività, che si collocherebbe al 30% del fatturato nel 2027.
Ma sullo sfondo, come per tutte le società beneficiate dalla nuova rivoluzione tecnologica, resta il problema della corsa in borsa. Sono sostenibili i multipli astronomici raggiunti da questi titoli? È la domanda che ogni investitore dovrebbe porsi, soprattutto visto il clamoroso rialzo già messo a segno sul listino. Quel +1.500% di performance in un solo anno di Lumentum ha infatti portato la capitalizzazione di borsa a superare i 60 miliardi di dollari. Il tutto, tradotto in soldoni, significa che il mercato ha assegnato un valore al titolo di oltre 15 volte il fatturato previsto per fine del 2027. E la bellezza di 88 volte gli utili al 2026 e oltre 40 volte i profitti che il gruppo dovrebbe conseguire a giugno 2027, quando chiuderà il bilancio dell’anno.
Questi numeri dicono delle quotazioni stellari raggiunge oggi da Lumentum Holdings. Che quindi nel prossimo futuro dovrà dimostrare di saper correre come un treno sul fronte dei ricavi e degli utili per sostenere quei prezzi del titolo. Altrimenti da stella si potrebbe trasformarsi in meteora. (riproduzione riservata)