È una storia più che centenaria quella dell’Ippodromo Snai San Siro, un impianto che però oggi non vuole vivere sulle glorie del passato, ma punta a rigenerarsi e giocare un ruolo da protagonista, diventando un asset fondamentale per la città di Milano. Lo scorso 11 luglio l’Ippodromo ha dato vita a «Luci a San Siro Trotto Grand Opening», una serata di gala aperta al pubblico con la quale è stata inaugurata ufficialmente la nuova pista del trotto, il restauro della tribuna secondaria ribattezzata oggi Tribuna del Trotto e la GAMI, la Galleria Archivio Multimediale dell’Ippodromo. Un progetto che ha trasformato un impianto dedicato a una sola disciplina sportiva, il galoppo, in un’arena polifunzionale in grado di ospitare tutte le discipline sportive equestri come il trotto e i concorsi ad ostacoli, ma anche di offrire un ricco palinsesto di intrattenimento rivolto alle nuove generazioni. «San Siro non è lo stadio: San Siro è l’Ippodromo».
Con queste parole Roberto Vecchioni ha salutato il battesimo del nuovo impianto, regalando una meravigliosa versione della sua Luci a San Siro. E le luci si sono accese davvero. Sulla nuova Pista del Trotto: gli spettatori hanno potuto assistere al debutto del nuovo tracciato che, grazie ai materiali innovativi e al nuovo impianto di illuminazione, ha mostrato subito le sue potenzialità. Un intervento che rappresenta l’approdo di un progetto sviluppato in quasi dieci anni, con un investimento di circa 20 milioni.

Da anni l’Ippodromo Snai ospita manifestazioni come le giornate di Primavera FAI e Piano City Milano, ha attivo il progetto Scopri San Siro e il Progetto Scuola che ha coinvolto dal 2018 (e con due anni di stop causa Covid nel 2020 e 2021) più di 3.000 studenti. «Quando abbiamo avviato il percorso di valorizzazione dell’Ippodromo Snai San Siro per trasformarlo da luogo votato esclusivamente all’ippica in un’arena polifunzionale aperta a tutti, a guidarci è sempre stata una parola chiave: contaminazione», racconta Fabio Schiavolin, a.d. di Snaitech.

«Abbiamo scelto di integrare l’attività sportiva con una serie di iniziative culturali, artistiche e di intrattenimento che potessero coinvolgere un pubblico più ampio e rendessero il nostro Ippodromo un punto di riferimento e aggregazione per i milanesi e non solo. Oggi assistiamo al coronamento di questo percorso: vedere in uno stesso luogo discipline sportive diverse, come trotto, galoppo ed equitazione, uno spazio espositivo come la GAMI, rappresenta davvero un orgoglio e ci riempie di gioia. Siamo felici di quanto abbiamo fatto per rigenerare un luogo in cui valori sportivi, architettonici, ambientali e culturali convivono in maniera naturale e, lasciatemelo dire, unica» continua Schiavolin.
«Pensiamo che sia un dovere civico restituire l’Ippodromo alla città, aprire le porte e creare un grande distretto di sport e cultura - che io chiamo il Central Park milanese - da consegnare alle nuove generazioni». (riproduzione riservata)