La logistica aerea espressa si conferma una delle infrastrutture più rilevanti per la tenuta e la competitività dell’export italiano. Nel 2024 le attività dei principali operatori internazionali del settore hanno generato un impatto economico superiore a 10,1 miliardi di euro e sostenuto oltre 44 mila posti di lavoro lungo la filiera nazionale. È quanto emerge dal rapporto del centro di ricerca Green dell’Università Bocconi per Aicai, l’Associazione Italiana Corrieri Aerei Internazionali che riunisce Dhl Express Italy, FedEx e Ups.
Il settore mostra un forte effetto leva sull’economia nazionale. Secondo lo studio, ogni 100 euro di valore aggiunto generato direttamente dagli operatori Aicai attivano altri 202 euro nell’indotto. È possibile, inoltre, stimare che nel 2024 il contributo delle attività delle aziende Aicai sulle entrate fiscali per lo Stato italiano sia stato complessivamente di 1.528 milioni di euro.
Sul fronte occupazionale, ogni 100 addetti diretti ne sostengono ulteriori 273 nell’economia collegata.
Un moltiplicatore che conferma il ruolo della logistica aerea come infrastruttura produttiva a supporto delle imprese esportatrici.
Tra il 2019 e il 2024 la quota delle esportazioni italiane verso i mercati extra-Ue è salita dal 41% al 48% del totale, segnando un’accelerazione del processo di internazionalizzazione del ‘Sistema Italia’.
In questo scenario i corrieri espressi agiscono come ‘abilitatori’ del commercio globale, gestendo complessità doganale e logistica per oltre 120 mila imprese italiane e garantendo continuità operativa alle filiere esportatrici.
Nel 2024 i soci Aicai hanno movimentato 24,4 miliardi di euro di esportazioni via aerea, pari al 27,8% del totale nazionale trasportato per via aerea.
Il flusso riguarda comparti ad alto valore aggiunto: meccanica di precisione, moda e tessile, agroalimentare premium, farmaceutico e medicale. Segmenti che dipendono da tempi rapidi, affidabilità e integrazione logistica globale.
Tra il 2019 e il 2024 il fatturato complessivo degli operatori associati è aumentato del 22,4%, mentre l’occupazione diretta è cresciuta del 55,4%, superando gli 11.800 addetti.
La crescita è stata sostenuta da strategie di internalizzazione delle attività negli hub cargo e dal rafforzamento delle infrastrutture operative sul territorio.
Il settore sta accelerando sul fronte infrastrutturale. Tra i principali asset figurano l’hub Dhl Express di Malpensa, il Novara International Hub di FedEx e lo scalo Ups di Milano Bergamo-Orio al Serio.
Gli investimenti puntano su automazione dei processi, efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili, con l’obiettivo di aumentare capacità e resilienza delle reti logistiche.
«In un contesto internazionale segnato da incertezza geopolitica e trasformazioni strutturali, la flessibilità dei network globali rappresenta un vantaggio competitivo decisivo per le imprese italiane, in particolare per le PMI», afferma Alessandro Lega, presidente di Aicai.
«I dati dello studio dimostrano che non si tratta di semplice trasporto espresso, ma di un’infrastruttura strategica che collega il Made in Italy al 99% del Pil mondiale. Un sistema che richiede investimenti continui in innovazione, sostenibilità e dialogo con le istituzioni per sostenere la crescita dell’export italiano», conclude. (riproduzione riservata)