La presentazione romana del volume “Energy Shock. Governare la transizione energetica nel disordine mondiale”, di Giuseppe Argirò, amministratore delegato di CVA, è stata per noi di GA Alliance molto più di un momento di approfondimento culturale. È stata l’occasione per creare uno spazio di confronto qualificato tra istituzioni, operatori industriali, regolatori e professionisti, su una crisi che ha inciso in modo profondo e duraturo sul sistema energetico e sull’economia reale.
Come consulenti legali attivi da anni nel settore energy, sia sul mercato italiano sia nel dialogo con le istituzioni europee, viviamo quotidianamente gli effetti concreti delle scelte regolatorie e legislative sugli assetti industriali e contrattuali degli operatori. Proprio per questo abbiamo ritenuto importante promuovere un confronto che non si limitasse alla cronaca dello shock dei prezzi, ma che affrontasse anche le sue implicazioni strutturali e normative.
Oltre a ricostruire con grande lucidità le reazioni dei mercati energetici agli eventi geopolitici che dalla fase post-pandemica hanno investito l’Europa, il volume ha il merito di spiegare con chiarezza anche aspetti operativi complessi dei mercati energetici. Meccanismi che, nel pieno della crisi, hanno generato tensioni finanziarie rilevanti per gli operatori e che non sono sempre immediatamente comprensibili a chi opera prevalentemente sul piano giuridico.
Ma il punto centrale che emerge dal libro, e che condividiamo pienamente, è che il sistema energetico europeo non è stato colpito soltanto da un aumento repentino dei prezzi, bensì da una vera e propria inadeguatezza strutturale. A questa lettura sentiamo tuttavia di affiancare un’ulteriore considerazione: accanto allo shock dei prezzi e a quello strutturale, vi è stato anche uno shock normativo.
Il legislatore, di fronte a una crisi senza precedenti, non poteva intervenire con la rapidità necessaria sull’adeguatezza del market design e delle infrastrutture. È quindi intervenuto sui prezzi e sui ricavi, adottando misure emergenziali che, se da un lato erano comprensibili nel contesto, dall’altro hanno inciso in modo significativo sugli assetti commerciali e negoziali degli operatori. Per chi, come noi, assiste imprese e investitori nel settore energia, questa fase ha rappresentato una delle più complesse dal punto di vista giuridico degli ultimi decenni.
Nel nostro lavoro ricordiamo bene almeno tre interventi che hanno segnato quella stagione normativa. Il primo è stato il meccanismo di compensazione a due vie imposto ai produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, successivamente modificato e in parte snaturato, soprattutto con riferimento ai gruppi integrati, dove l’impatto si è trasferito dalle attività di produzione a quelle di vendita. Una disciplina che ha generato ampio contenzioso e che non può dirsi definitivamente chiusa, anche alla luce dei più recenti sviluppi a livello europeo.
Il secondo intervento è stato l’articolo 3 del decreto Aiuti bis che, nell’agosto 2022, ha introdotto la sospensione dell’efficacia delle clausole contrattuali che consentivano la modifica unilaterale delle condizioni economiche e l’inefficacia delle modifiche già comunicate ma non ancora perfezionate. Una norma concepita per la tutela dei clienti finali, ma che ha inciso in modo diretto sui modelli di business degli operatori e sugli equilibri contrattuali, dando origine a procedimenti e contenziosi tuttora pendenti, con un’udienza davanti al Consiglio di Stato fissata per marzo 2026.
Infine, la cosiddetta tassa sugli extraprofitti, introdotta come contributo straordinario di solidarietà. Una misura che, per come strutturata, ha fatto ricorso a una base imponibile più vicina ai ricavi che agli utili, sollevando da subito rilevanti criticità interpretative. Un tema sul quale la Corte costituzionale è intervenuta con la sentenza n. 111 del 2024, segnando un passaggio importante nel rapporto tra fiscalità emergenziale e principi costituzionali.
In questo contesto, riteniamo che il ruolo del consulente legale nel settore energy sia oggi più che mai centrale. Non solo come interprete delle norme, ma come interlocutore qualificato tra imprese, regolatori e istituzioni, capace di contribuire a un dialogo costruttivo e a soluzioni che tengano insieme tutela dei consumatori, sostenibilità degli investimenti e certezza del diritto.
La presenza di GA Alliance nel settore energetico, in Italia e a livello europeo, si colloca esattamente in questa prospettiva. L’incontro promosso a Roma e il dibattito attorno al libro di Argirò vanno letti come parte di un impegno più ampio volto a favorire una riflessione matura sulla transizione energetica, nella consapevolezza che senza un quadro normativo stabile, prevedibile e coerente non possono esserci né investimenti né sicurezza degli approvvigionamenti.
È su questo terreno che, a nostro avviso, il confronto tra operatori, istituzioni, regolatori e professionisti deve continuare, affinché la transizione energetica possa essere davvero governata e non semplicemente subita. (riproduzione riservata)
*GA Alliance