Chiusura in rosso per il Ftse Mib, in calo dello 0,27% a 32.617 punti. Poco mosse anche le altre piazze europee (Cac-40 +0,08%, Dax +0,25%, Ibex-35 -0,44%) mentre gli operatori restano in attesa della lettura di gennaio dell'indice sulle spese per consumi negli Usa, in agenda domani.
La prima potenza economica mondiale ha registrato nel quarto trimestre 2023 una crescita del prodotto interno lordo del 3,2%, secondo la seconda stima flash. La prima lo aveva calcolato a +3,3% e nel terzo trimestre il Pil era cresciuto del 4,9%. Nella zona euro, l'indice del clima di fiducia economica a febbraio si e' attestato a 95,4 punti, in calo rispetto ai 96,1 di gennaio, mentre l'indicatore sulla fiducia dei consumatori e' risultato pari a -15,5 punti dai -16,1 di gennaio, in linea alla lettura preliminare.
A piazza Affari focus su Leonardo Spa (+0,67% a 19,64 euro) dopo nuovi accordi con Bristow, Thc, Metro Aviation e Sloane per la consegna di elicotteri. Il titolo, gia' migliore blue chip del 2023, da inizio anno ha messo a segno una performance di oltre +30%.
In rialzo anche Stellantis (+0,49%) nella seduta di avvio della prima tranche da 1 mld euro del programma di buyback per complessivi 3 mld. Inoltre, il ministro del Mimit Adolfo Urso ha sottolineato la necessita' del raggiungimento di un'intesa per la produzione in Italia, ma ha anche confermato le indicazioni di stampa relative all'interesse per attrarre case automobilistiche cinesi nel Paese e dichiarato di essere in trattative avanzate con Tesla tra i produttori occidentali.
Poco mossa ma acquistata Tim (+0,11%) in scia al consolidamento nel settore tlc. Swisscom ha confermato le negoziazioni avanzate per acquisire Vodafone Italia per un EV di 8 mld euro, anche se gli analisti di Equita Sim sottolineano che si tratta di uno scenario meno rivoluzionario rispetto alla prospettata fusione tra Vodafone e Iliad.
Tra i titoli in calo, focus su Campari (-3,38% a 9,504 euro) dopo gli acquisti della vigilia in scia ai conti e ai giudizi degli analisti. Molteplici le revisioni al ribasso delle stime e dei prezzi obiettivo, tra cui quelli di Jefferies (10,5 da 11,5), Jp Morgan (7,8 da 8,3), Barclays (10,1 da 10,9), Banca Akros (12 da 12,7) e Mediobanca Research (11 da 11,3).