I dettagli tecnici che separano l’accordo di massima dall’imminente annuncio ufficiale dell’alleanza europea dei satelliti passano per la più spinosa delle questioni: gli eventuali conguagli che Leonardo e Thales dovranno riconoscere ad Airbus, il socio più ingombrante del nascente consorzio da 10 miliardi di euro, pensato per sfidare il dominio di Starlink, il colosso di Elon Musk.
Gli equilibri di governance si basano sui rispettivi pesi azionari riconosciuti ai tre gruppi in base agli asset che confluiranno sotto l’ombrello di una holding creata allo scopo. Secondo indiscrezioni, in base all’intesa esaminata dai rispettivi consigli di amministrazione (quello di Leonardo si è tenuto il 21 ottobre), Airbus deterrebbe il 35% della nuova società, mentre Thales e Leonardo avrebbero ciascuna una quota del 32,5%.
Ma il peso azionario di Airbus non rispecchierebbe quello, più alto, degli asset da conferire, e per questo il gruppo europeo pretenderebbe una compensazione da parte degli altri due partner, come riconoscimento per aver accettato di limitare la propria partecipazione al 35%, nonostante la sua divisione spaziale valga circa la metà del fatturato complessivo della futura entità, una cifra quantificabile in almeno tre miliardi di euro.
In totale, l’alleanza conterà su una dote di 30 siti produttivi, 25mila dipendenti e ricavi annui nell’ordine dei 6,5 miliardi di euro. Per ora non si prevedono riduzioni del personale, anche se razionalizzazioni di sedi e funzioni sono date per scontate. Il quartier generale dovrebbe essere in Francia. Quanto alle nomine di vertice, se l’alleanza si rifarà davvero alle regole di governance della joint venture missilistica Mbda, partecipata da Airbus, Bae Systems e Leonardo, la scelta del ceo non sarà a rotazione ma avverrà in base alle esigenze di business. In ogni caso, da quanto trapela, l’intenzione sarebbe di rinviare i dettagli della governance a una fase successiva. L’alleanza richiederà 18-24 mesi per essere perfezionata.
Un altro aspetto da chiarire è rappresentato dalle valutazioni dell’Antitrust europeo. Sia Airbus che Leonardo vorrebbero che Bruxelles valutasse l’accordo nel quadro più ampio del mercato mondiale, e non solo in quello europeo.
Secondo gli analisti di Equita, è comunque solo questione di tempo perché arrivi il via libera definitivo all’alleanza per la produzione di satelliti. Per Leonardo (buy, prezzo obiettivo 55 euro) e Thales, concorda la banca d’affari, resta però da chiarire non solo se ci saranno dei conguagli in cash da versare, ma anche quale potrebbe essere la strategia per beneficiare di sinergie di costo e risollevare un business con problemi di redditività.
Intanto il titolo Leonardo nella seduta del 22 ottobre ha segnato una leggera retromarcia in borsa, chiudendo a 50,5 euro (-0,6%), percentuale identica a quella persa da Airbus, che ha ripiegato su quota 206,3 euro. Positiva la giornata per Thales, che ha guadagnato l’1,4% a 259,2 euro. (riproduzione riservata)