Le vendite il 3 marzo si sono accanite anche sul settore europeo della difesa (-2% lo Stoxx settoriale) nonostante il Medio Oriente sia in fiamme. Il colosso italiano Leonardo, positivo per gran parte della seduta, è sceso in chiusura dello 0,48% a 57,94 euro. Hanno fatto peggio britannica Bae Systems (-0,94% a 2.220 pence), le francesi Thales e Dassault Aviation (-2,46% a 249,60 euro e -2,24% a 331 euro, rispettivamente) e la tedesca Rheinmetall (-2,92% a 1.580 euro).
In seguito ai risultati 2025 e in vista dell’aggiornamento del piano industriale (il 12 marzo), Citi ha alzato le sue previsioni sull’utile di Leonardo del 7-8% a 1,318 miliardi di euro nel 2026 e a 1,531 miliardi nel 2027 (dividendo a 0,72 euro per azione e a 0,83 euro per azione), aumentando anche la conversione in cassa al 90% (quanta parte dell’utile si trasforma realmente in liquidità) e di conseguenza il prezzo obiettivo sull’azione da 48 a 60 euro.
Le stime aggiornate riflettono le maggiori consegne di Eurofighter, un incremento del 5% delle vendite di elicotteri, la crescita della divisione Aerostrutture (gli utili 2030 passano da 34 a 43 milioni, solo l’1,5% degli utili del gruppo) grazie all’aumento delle consegne del 787 e una generazione di cassa più forte del previsto (free cash flow atteso a 1,236 miliardi nel 2026 e a 1,306 miliardi nel 2027) grazie agli anticipi dei pagamenti dei clienti, supportata dall’aumento della spesa per la difesa in Europa.
«Le nostre previsioni ora sono allineate a quelle del consenso, manteniamo un rating neutral sul titolo a causa delle preoccupazioni sulla valutazione», spiega Citi che con l’aggiornamento del piano industriale il prossimo 12 marzo si attende le linee guida 2026 e le prospettive di medio termine, oltre che i dati finanziari completi quando sarà pubblicato il bilancio annuale 2025.
In particolare Citi si attende un tasso annuo di crescita dell’utile di circa il 9% dal 2026 al 2031, con una conversione in cassa al 90%. E fa presente che una variazione di 10 punti percentuali nella conversione in cassa impatta il fair value di ben 6 euro per azione, mentre un cambiamento dell’1% nella crescita dell’utile altera il fair value di 2,5 euro per azione.
Tuttavia la metodologia «What’s Priced in» di Citi suggerisce che l’attuale prezzo dell’azione riflette già un tasso medio annuo di crescita dell’ebit 2030-2035 del 9%, in linea con la crescita attesa dei budget per la difesa in Italia e Regno Unito (gradualmente fino al 3,5% del pil entro il 2035, anche se attualmente non è chiaro come i due Paesi finanzieranno questo incremento), i principali mercati di Leonardo.
Leonardo, confrontata con i competitor del settore della difesa, appare leggermente più economica sui multipli di utile, ma più costosa sulla base del rendimento del free cash flow, a causa della minor conversione dell’utile in cassa: «riteniamo che la cassa sia il parametro più importante, da qui il nostro rating neutral su Leonardo», precisa Citi che, invece, ha un rating buy su Bae Systems con un prezzo obiettivo di 2.438 pence, aspettandosi un cagr dell’ebit dell’8,8% nel periodo 2026-2031.
E ancora buy su Dassault Aviation con un target price a 377 euro (atteso un cagr dell’ebit del 20% nel periodo 2025-2030), sulla svedese Saab con un target price a 516 corone svedesi (atteso un cagr dell’ebit del 14% dal 2026 al 2031) e su Thales con un prezzo obiettivo a 284 euro (atteso un cagr dell’ebit del 9,4% nel periodo 2025-2030)». (riproduzione riservata)