«L’obiettivo che ci prefiggiamo per questa legge di Bilancio è portare più risorse possibili sull’economia reale, a partire dalla nostra risorsa principale: il risparmio». Lo ha anticipato a MF-Milano Finanza Giulio Centemero, capogruppo della Lega in commissione Finanze, a ridosso del consiglio dei ministri che ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025, che aggiorna le stime macroeconomiche e dei conti pubblici e sostituisce la Nadef come fulcro portante della terza manovra siglata dal governo Meloni. Per mandare tutto a Bruxelles l’esecutivo ha poco più di 10 giorni (la scadenza è il 15 ottobre) mentre ha tre settimane per presentarsi con la legge di Bilancio 2026 davanti al Parlamento, che deve approvarla a sua volta - come sempre - entro la fine di dicembre per evitare la procedura d’infrazione.
Domanda. C’è quindi allo studio qualche nuova misura a tutela del risparmio?
Risposta. Sì e lo ha confermato anche il sottosegretario Federico Freni intervenendo al convegno «Investimenti per muovere l’Italia» di Confindustria proprio questa settimana. Per esempio, si sta lavorando ad alcune proposte per aumentare la liquidità dei portafogli gestiti attraverso Pir Alternativi rendendo lo strumento adatto anche a fondi aperti o fondi chiusi investiti prevalentemente in titoli quotati.
D. È sul tavolo qualche intervento per rafforzare il mercato dei capitali italiano e far avvicinare le imprese a Piazza Affari?
R. Il lavoro costante che stiamo portando avanti come maggioranza è quello di attrarre liquidità sull’economia reale, cosa di cui godrebbero tutte le imprese e in tutte le fasi del ciclo dell’equity: dalla startup alla grande impresa. In particolare credo che lo sviluppo dei nostri mercati finanziari sia fondamentale per dare opportunità di exit alle nostre startup. Se infatti guardiamo al Nasdaq vediamo che tra le prime 10 società per capitalizzazione almeno 7 erano startup. Ponendo l’attenzione sulle partecipate penso per esempio che Cdp Venture Capital, come avvenuto con Invitalia, debba considerare lo sviluppo di strumenti finalizzati ad accompagnare le nostre startup verso la Borsa.
D. Si sta studiando invece come fermare l’ondata di delisting a Milano?
R. L’onda di delisting si ferma portando liquidità al mercato e maggiore «equità» nelle valutazioni. Sotto il primo aspetto a breve vedremo i primi effetti del Fondo Nazionale Strategico Indiretto che dovrebbero sbloccare la pipeline degli ipo e quindi frenare i delisting. Un aspetto su cui si sta ponendo attenzione - anche durante il cantiere della manovra - è la ricerca finanziaria sulle imprese di piccola e media capitalizzazione, che potrebbe andare a migliorare la situazione sia della liquidità che delle valutazioni.
D. Si fa concreta l’ipotesi di modificare la flat tax per i Paperoni esteri che si trasferiscono in Italia, rendendo l’agevolazione subordinata agli investimenti effettuati nel Paese?
R. Si sta pensando a come portare tali soggetti a investire sull’economia reale italiana e a stimolarne il radicamento. Un ragionamento simile lo si sta effettuando anche rispetto al regime impatriati. A mio avviso la fine regime cosiddetto «Res non dom» nel Regno Uniyo presenta delle opportunità per il Paese. (riproduzione riservata)