Nel corso di un convegno organizzato a Roma, Conftrasporto-Confcommercio ha rivolto al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, richieste precise per le aziende della logistica. Per ciò che riguarda il trasporto marittimo i desiderata sono di «assegnare al settore le risorse non conferite tra quelle stanziate dal fondo complementare al Pnrr; rifinanziare il Marebonus; snellire la burocrazia per evitare che le nostre compagnie lascino la bandiera italiana a vantaggio di Paesi europei; sostenere la cybersicurezza; potenziare il supporto per gli armatori che si rivolgono per commesse ai cantieri navali nazionali». Sul fronte delle Dogane e dei porti le richieste sono invece di «integrare le istanze settoriali e superare possibili rigidità del ruolo affidato ai ministeri Cultura e Ambiente; attrezzare i porti contro il climate change; collegare i terminal ferroviari alla rete nazionale; varare la Piattaforma Logistica Nazionale; risolvere le criticità del nuovo Regolamento sulle concessioni portuali; cancellare l'obbligo di contributo all'Autorità di regolazione dei trasporti delle imprese terminaliste; sostenere l'efficientamento energetico e ambientale degli operatori». In materia di autotrasporto Conftrasporto chiede di «porre fine alle limitazioni unilaterali dell'Austria al Brennero e accelerare sul nuovo tunnel, anche sul versante tedesco, per attivare l'intermodalità; intervenire in Unione Europea perché il beneficio del gasolio commerciale non venga soppresso; ridurre il cuneo fiscale per contrastare la carenza di autisti; rivedere i divieti di circolazione». Per il trasporto ferroviario viene chiesto invece di «rendere strutturale il Ferrobonus; varare strumenti per lenire la speculazione energetica; incentivare l'intermodalità e completare i corridoi europei; favorire il reshoring della costruzione dei carri per il rientro di competenze ora emigrate nelle aziende extra-Ue». La lista dei desideri riguarda anche la logistica energetica per la quale l'auspicio è di «semplificare gli iter verso il green nei depositi fiscali costieri; anticipare al 2023 i criteri della proposta di revisione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici (bio e alternativi); rivedere la disciplina dei contributi di solidarietà straordinari contro gli extraprofitti, evitando la doppia imposizione e scorporando il valore delle accise dalla base imponibile».