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Le cripto e l’esperimento dimenticato della moneta abruzzese
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Le cripto e l’esperimento dimenticato della moneta abruzzese

di Angelo De Mattia
04 luglio 2025, 20:00

La moneta è del popolo, diceva il professor Giacinto Auriti, ed è esclusiva misura del valore dei beni; la Banca d'Italia non ha il diritto al signoraggio sull'emissione delle banconote, ma tutti possono crearle

A volte sopravviene il dubbio che l'estrema sofisticazione delle cripto attività si avvicini molto al bizzarro progetto che, verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso, aveva realizzato il professor Giacinto Auriti, uno stimato giurista, docente universitario, che a un certo punto della sua vita si era dedicato allo studio della moneta giungendo a conclusioni paradossali. La moneta è del popolo, diceva Auriti, ed è esclusiva misura del valore dei beni; la Banca d'Italia non ha il diritto al signoraggio sull'emissione delle banconote, ma tutti possono crearle. Così egli confezionò una nuova moneta, il simec, che si diffuse in un centro dell'Abruzzo.

Auriti era stato individuato come l'emittente, il responsabile di ultima istanza. A lui si presentarono, allora, i commercianti che avevano accettato il simec per avere il cambio nella moneta a corso legale (stava per sopravvenire l'euro) e così Auriti dovette fronteggiare le richieste con propri denari. Nel frattempo era stato pesantemente sconfitto in una causa intentata contro la Banca d'Italia sul signoraggio e condannato alle spese. Vi fu, però, chi, dell'Università di Teramo, aveva progettato di candidare Auriti al Premio Nobel per l'Economia.

Il Micar non basta: servono più riforme

Naturalmente il paragone è estremizzante. Tuttavia è un fatto che ancora non si riscontri un attivismo riformatore da parte degli organi competenti pur dopo l'inquadramento giuridico-istituzionale e le segnalazioni dei rischi di quelle che impropriamente vengono anche definite «criptovalute», inquadramento e segnalazioni curati, prima, dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nelle recenti Considerazioni Finali e poi con i caveat, dal presidente della Consob Paolo Savona, nell'ugualmente recente discorso al mercato.

Di seguito all'ampia condivisione, da parte dei media e degli esperti dei problemi rappresentati, innanzitutto per l'aleatorietà delle cripto pur nelle diverse configurazioni che possono assumere o per l'estrema oscillazione delle quotazioni, nessun segnale è (ancora) venuto dalle istituzioni dell'Unione dopo la pure importante, ma non certo esaustiva, emanazione del Regolamento Micar che ha lo scopo, innanzitutto, di tutelare chi opera con le cripto attività.

La collaborazione internazionale

Il problema è che in questa materia è necessario agire, per l'informazione, la regolamentazione e i controlli a livello nazionale ed europeo, come in qualche modo si sta facendo pur con ritardi e indecisioni, ma poi è fondamentale la cooperazione internazionale: basti solo riflettere sul fatto che negli Usa l'Amministrazione Trump intende fare dell'America la patria dei bitcoin (e simili), che ha progetti per l'inclusione delle «criptovalute» fra le riserve ufficiali degli Usa e che a ciò si collega un potenziale conflitto di interesse per l'operatività nel settore da parte di soggetti facenti capo personalmente e privatamente allo stesso Trump.

Occorre poi aver presente che altri Paesi hanno, invece, vietato l'operatività in questi asset, come nel caso della Cina. Il pilastro internazionale, pur cruciale, è insomma quello che manca ed è difficile costruirlo. Occorrerebbe una forte iniziativa dell’Unione. Ma le condizioni in cui oggi si trova, la subalternità che dimostra alle scelte americane rendono tutto più difficile, per l'imporsi di vicende forse ancor più importati delle «cripto», quali la spesa nella Nato per la cosiddetta difesa o i dazi che Trump intende introdurre sulle esportazioni europee, per non parlare della condizione in cui versano oggi i rapporti Usa-Ucraina-Russia oppure Israele-Usa-Palestina.

Eppure, se si vuole evitare che, accanto agli esperti e a persone ben consapevoli dei vantaggi e dei rischi delle «cripto», si formino schiere di persone che si convincano dell'esistenza del campo di miracoli, quindi dei facili guadagni, la cooperazione internazionale è fondamentale, in considerazione dell'inesistenza di un organo centrale di emissione, quindi, di un prestatore di ultima istanza di questi asset, della contabilità decentrata su cui essi si basano, nonché delle soluzioni tecnologiche per la loro produzione.

L’euro digitale

Poi, non per ultimo, questo complesso di problemi milita per passare all'essenzialità dell'euro digitale per avere, come ha detto Panetta, strumenti digitali di pagamento affidabili, accessibili, mentre si conferma il ruolo della banca centrale. Ma anche per valutare, come Savona sostiene, la possibilità che queste innovazioni portino a un riesame dell'inquadramento giuridico-istituzionale delle funzioni di emissione della moneta, del sistema dei pagamenti e della Vigilanza bancaria, nonché della politica monetaria: una disamina certamente di lunga lena.

Vi è, insomma, un modo per tutelare queste specifiche forme di risparmio e per rivedere, in una più ampia prospettiva, l'assetto istituzionale. In questo quadro è più che mai importante l'educazione finanziaria da diffondere ad ampio raggio. I Viaggi con la Banca d'Italia sul territorio e il decentramento di importanti funzioni dall'amministrazione centrale alle filiali dell'istituto di Via Nazionale agevolano l'assolvimento degli impegni in materia di informazione, spiegazione ed educazione finanziaria nelle diverse aree del Paese. Ma è un impegno che, per la parte di competenza riguarda tutte le istituzioni che, direttamente o indirettamente, vengono coinvolte in queste materie.

Se la migliore regolamentazione a livello europeo e internazionale va a rilento o incontra evidenti ostacoli, quanto meno occorre, per quel che è possibile, operare per prevenire i rischi connessi e ciò può essere fatto con lo sviluppo dell'educazione finanziaria e dell'informazione a tutti i livelli. Rafforzare le competenze finanziarie dei cittadini, come ha detto il governatore, è un impegno della Banca d'Italia. (riproduzione riservata)



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