Le azioni europee che bruciano energia fossile quasi sicuramente si stanno godendo lo spettacolo di un dollaro in calo del 12,5% dall’inizio dell’anno nei confronti dell'euro e di un prezzo del Brent anch’esso giù del 10,8% nello stesso periodo.
Questo conta, indicano gli esperti di AlphaValue, per una rosa di soggetti molto varia, non solo (è scontato) per le compagnie aeree come Lufthansa ed easyJet, ma anche per le società di abbigliamento sportivo Puma e Adidas o per i gruppi media come Mfe e Canal+.
Ovviamente, spiegano gli analisti di AlphaValue, una grossa fetta di questi risparmi a livello di costi «mandati da Dio» potrebbe non rimanere in tasca agli azionisti, poiché le società con costi in dollari tendono a essere le stesse con un’esposizione dei ricavi in dollari: «i guadagni in termini di costi tendono a essere compensati dalle perdite sui ricavi per le attività registrate in valute diverse dal biglietto verde», chiariscono gli analisti.
Quindi, il passo successivo, non scientifico ma utile, è selezionare i titoli di quelle società dove i costi in dollari sono più rilevanti in termini percentuali rispetto ai ricavi in dollari. Impresa non facile visto che, ad esempio, International Airlines Group (Iag) riporta il bilancio in euro, ma con un contributo enorme come British Airways che riporta in sterline e i clienti di quest’ultima in gran parte in dollari, il tutto condito con costi del kerosene in valuta americana.
Con questi filtri gli analisti di AlphaValue hanno individuato 29 titoli (soltanto, su 550). «È possibile che il mercato non abbia ancora incorporato le notizie positive sul fronte dei costi o sia indeciso sul fronte dei ricavi. In passato la reazione a questi fattori esterni era più forte, ma ora potrebbe essere meno marcata, poiché le aziende tendono a comunicare dati proforma e a nascondere l'impatto dei cambi», hanno aggiunto gli esperti.
Se questi trend del greggio e del dollaro dovessero durare un po’ più a lungo, ecco le 29 azioni che possono beneficiare di più di un biglietto verde in calo e di un prezzo dell’oro nero più economico e il loro potenziale margine di upside secondo gli analisti di AlphaValue: Next (upside del 16,3%; rating add e target price a 13,80), Hennes & Mauritz (5,96%; reduce e tp a 151), Marks & Spencer (4,28%; reduce e tp a 363), Ryanair (-20,7%; sell e tp a 20,9), Wizz Air Holding (-11,8%; sell e tp a 1,21), easyJet (37,7%; buy e tp a 704), Deutsche Lufthansa (-10%; reduce e tp a 7,33), British American Tobacco (-3,28%; reduce e tp a 4,17).
E ancora: Entain (80,8%; buy e tp a 1.665), Adidas (42,9%; buy e tp a 1,66), Seb (73,6%), Iag (-15,2%; reduce e tp a 3,81), Getinge (38,8%; buy e tp a 279), Essity (36,1%; buy e tp a 334), Sandoz (11,8%; add e tp a 54,4), Carrefour (31,1%; buy e tp a 16,9), Mfe (26,5%; add e tp a 5,07), Casino (-70,9%; sell e tp a 0,18), ProSiebenSat (21,6%; add e tp a 9,60; sotto l’opa dell’ex Mediaset: l'offerta è stata riaperta fino al 1° settembre per arrivare oltre il 45%), Puma (3,45%), M6-Metropole Television (-4,57%; reduce e tp a 12,6), Canal+ (69,7%; buy e tp a 407), Colruyt (22,5%; add e tp a 45,9), Imperial Brands (15,5%; add e tp a 3,53), Umicore (28%; add e tp a 18,3), Itv (-20,9%; sell e tp a 64,3), Tesco (4,10%; reduce e tp a 432), Sainsbury (11,1%; add e tp a 334) e Genmab (97,3%; buy e tp a 2.760). (riproduzione riservata)