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Bce, Lagarde non teme l’euro forte e l’inflazione sotto il 2%. Ma restano rischi legati al cambio e ai prodotti cinesi
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Bce, Lagarde non teme l’euro forte e l’inflazione sotto il 2%. Ma restano rischi legati al cambio e ai prodotti cinesi

05 febbraio 2026, 21:50 Ultimo aggiornamento: 21:52

La banca centrale lascia i tassi al 2% e invia raccomandazioni ai leader europei

La Bce resta «in buona posizione» sui tassi e non è preoccupata per l’euro forte o per la discesa dell’inflazione a gennaio all’1,7%, quindi sotto il target del 2% nel medio termine. È quanto emerso il 5 febbraio dalle parole della presidente Bce Christine Lagarde, al termine del consiglio direttivo che come atteso ha lasciato i tassi al 2%.

Le buone notizie per l’Eurozona sono arrivate negli ultimi giorni soprattutto dalla crescita che secondo Bce «rimane resiliente in un contesto globale difficile».

Le prospettive su tassi e il tema del cambio

La maggior parte degli analisti ritiene che non ci saranno interventi sui tassi quest’anno da parte della banca centrale. Ma alcuni economisti lasciano aperta la possibilità di un altro taglio, soprattutto alla luce dei rischi al ribasso per l’inflazione, legati all’invasione di prodotti cinesi a basso costo sul mercato europeo e a un ulteriore rafforzamento dell'euro.

Riguardo al cambio, il presidente francese Emmanuel Macron ha già fatto trapelare che intende discutere la questione dell’apprezzamento della moneta unica nella riunione dei leader europei della prossima settimana.

Lagarde, al contrario del presidente francese, ha mostrato di non essere intimorita dall’euro forte (sceso poco sotto 1,18 dollari). La presidente Bce ha detto che il deprezzamento del dollaro non è una novità degli ultimi giorni, ma procede da marzo, con movimenti contenuti «in una forchetta» dall’estate.

Lagarde ha aggiunto che il cambio euro-dollaro è in linea con le medie storiche e con le previsioni di Francoforte (per queste ultime sarà però a 1,16 quest’anno). La presidente Bce ha aggiunto che l’euro non sarà necessariamente più forte se acquisirà un maggior ruolo a livello internazionale, come mostra il recente calo del dollaro.

L'andamento dell'inflazione e la crescita economica

Lagarde ha smorzato anche le preoccupazioni sulla discesa dell’inflazione all’1,7% a gennaio, ricordando che il dato è stato influenzato soprattutto dal calo dell’energia. La presidente Bce ha sottolineato che la politica monetaria non è definita in base al dato di un solo mese e che il valore di gennaio non cambia lo scenario complessivo.

Lagarde ha detto che già a settembre la Bce aveva previsto un’inflazione all’1,7% quest’anno, anche se poi il valore è stato portato all’1,9% a dicembre. Nel complesso il mantra della «buona posizione» è stato esteso all’inflazione.

La banca centrale, ha aggiunto, continuerà a guardare con attenzione i dati di servizi e salari. Lagarde ha definito i rischi su inflazione e crescita «nel complesso bilanciati», ovvero non orientati né al ribasso né al rialzo.

La crescita dell’economia secondo Bce è sostenuta da «bassa disoccupazione, solidi bilanci del settore privato, graduale aumento della spesa pubblica per difesa e infrastrutture ed effetti positivi dei precedenti tagli dei tassi».

Sul pil Lagarde ha evidenziato che «la grande storia» riguarda gli investimenti, in particolare quelli privati e legati (anche in modo indiretto) all’intelligenza artificiale. La domanda domestica nell’Eurozona è in ripresa, anche se i consumi stanno aumentando meno degli investimenti, mentre il peso delle esportazioni nette è in calo a causa di euro, dazi e tensioni commerciali.

La checklist per la competitività europea

Lagarde ha anticipato che nei prossimi giorni la Bce presenterà novità sulle linee repo in modo da aumentare l’attrattività dell’euro per altre banche centrali globali.

Inoltre ha fatto sapere che una «checklist» ai leader politici europei per la riunione straordinaria sulla competitività della competitività della prossima settimana.

Nella lista sono elencate raccomandazioni per aumentare la crescita, con richieste di interventi su Savings Investments Union, euro digitale, mercato unico europeo, autonomia strategica, semplificazione delle normative e rafforzamento del quadro istituzionale. Rispondendo a una domanda, Lagarde ha detto che ci saranno riferimenti anche a eurobond e safe asset comuni. (riproduzione riservata)



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