Il mercato delle fusioni e acquisizioni, che è stato fermo per gran parte degli ultimi due anni, sta iniziando a dare segni di vita. Lo dice nella sua newsletter Christoph Schweizer, Chief Executive Officer di Boston Consulting Group (Bcg), la prestigiosa società di consulenza americana, precisando che in settori come la tecnologia, i media e le telecomunicazioni (Tmt) e l'health care, il sentimento per le fusioni e acquisizioni è il più alto dal 2021, citando a questo proposito l'indice di sentiment per le fusioni e acquisizioni del BCG, che riflette sia le condizioni di mercato odierne sia le convinzioni dei dealmaker sul domani. Entrambi i settori hanno un valore dell'indice pari a 115: valori superiori a 100 indicano che le operazioni di dealmaking nei prossimi sei mesi supereranno la media decennale più recente.
L'indice generale del sentiment m&a, tuttavia, rimane in sordina, passando da 78 in giugno a 88 in ottobre, suggerendo che le operazioni di dealmaking nei prossimi sei mesi probabilmente aumenteranno, guidate in particolare dai dealmaker in Europa e negli Stati Uniti, ma rimarranno al di sotto della media storica. Il ceo di Bcg sottolinea che la situazione è diversa a seconda della regione e del settore in cui ci si trova finora nel 2024. In Nord America, nei primi tre quarti del 2024, il valore delle transazioni è aumentato del 15% rispetto all'anno precedente. Il settore energetico è in testa alla classifica, soprattutto per quanto riguarda l'upstream del petrolio e del gas, mentre il telecom-media-technology (Tmt) sta registrando una ripresa grazie alle operazioni guidate dall'intelligenza artificiale. Il private equity sta tornando in auge, soprattutto nel settore TMT.
In Europa il valore delle operazioni è aumentato del 14% rispetto ai primi nove mesi del 2023. Il valore delle operazioni in Svezia e nel Regno Unito è più che raddoppiato, mentre è aumentato del 29% in Francia. Il valore delle operazioni è diminuito in Germania (-52%) e in Italia (-25%) nei primi nove mesi del 2024. La transizione energetica e la digitalizzazione continueranno a essere i principali motori delle attività di fusione e acquisizione in tutto il continente. Nella regione Asia-Pacifico, la Malesia (+ 132% del valore delle transazioni), l'India (+66%), Singapore (+48%) e il Giappone (+37%) sono stati tutti punti di forza. Tuttavia, il valore delle transazioni è leggermente diminuito in Asia-Pacifico nei primi nove mesi, rispetto al periodo comparabile del 2023, a causa della Cina e dell'Australia.
A livello globale, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, le istituzioni finanziarie e immobiliari (+ 35%), il settore TMT (+36%), l'energia e l'elettricità (+14%) hanno mostrato segni di vita. L'm&a Sentiment Index di BCG suggerisce che questi settori continueranno a guidare l'attività di m&a nei prossimi mesi. La nota di Bcg sottolinea che il controllo normativo nell'UE e negli USA sta allungando i tempi di chiusura delle operazioni. Ma le aspettative di prezzo sempre più allineate tra acquirenti e venditori, i tassi d'interesse in calo, i bilanci sani e i livelli record di munizioni nel mondo del private equity, potrebbero dare slancio all'attività di m&a.
La nota di Schweizer si conclude con l’invito ai ceo delle azienda a prepararsi, affinando le loro strategie, identificando gli obiettivi adatti, costruendo i team e le organizzazioni di m&a giusti e investire in nuove tecnologie per l'esecuzione delle operazioni. I proprietari devono esaminare attivamente i loro portafogli, identificare gli asset da monetizzare nel prossimo ciclo e assicurarsi il tempo necessario per le attività di valorizzazione, come le operazioni di carve-out. In questo periodo di relativa calma, la preparazione proattiva separerà i dealmaker pronti a navigare nelle complessità del mercato da quelli che rischiano di essere colti di sorpresa. Insomma, la prossima ondata di fusioni e acquisizioni si sta preparando e le aziende che si preparano ora ne trarranno vantaggio. (riproduzione riservata)