Tra le realtà ospedaliere pediatriche, la Fondazione Meyer di Firenze registra da anni la raccolta più alta del 5x1000. La firma dei contribuenti, accanto al codice fiscale 94080470480 vale 5,6 milioni di euro, secondo l’ultima rilevazione disponibile dell’Agenzia delle entrate (2020). Si assesta intorno ai
3,49 milioni la cifra destinata all’Associazione Gaslini Onlus (c.f. 95154370100) dell’omonimo istituto genovese che sviluppa ricerca scientifica per la salute dei bambini con progetti eterogenei, ma che interessano la genomica e l’implementazione della medicina di precisione e della medicina personalizzata, trasferendo ai piccoli pazienti i risultati ottenuti in laboratorio e negli studi clinici (ricerca traslazionale). Durante la pandemia, l’ospedale Gaslini è stato in prima linea nell’individuare e nell’affrontare una nuova patologia pediatrica molto severa, strettamente legata al Covid, la Mis-C (sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica), una condizione infiammatoria che può interessare diversi organi come cuore, reni e polmoni. Nell’aprile 2020, l’allarme è stato lanciato, per primo, a livello internazionale, da Angelo Ravelli, attuale direttore scientifico dell’istituto. Dal punto di vista della comunicazione, il target, solitamente individuato nelle mamme, si allarga a papà e professionisti nella campagna 5x1000 che il Gaslini sta modificando puntando soprattutto alla presenza sulla stampa quotidiana locale, su poche postazioni strategiche in affissione e maggiore concentrazione sui mezzi digital e social puntando sui contenuti (content marketing). La fondazione padovana Città della Speranza (c.f.92081880285) per il benessere dei bambini continua a crescere nella raccolta del 5x1000, che vale circa il 20% del fund raising complessivo. «Nell’ultimo rilevamento, relativo al 2020, le oltre 60mila firme hanno concorso per quasi due milioni di euro sui circa nove totali raccolti», dice l’amministratore delegato della fondazione, Luca Primavera. Ogni anno «circa tre milioni sono destinati all’istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza, e circa un milione al progetto Diagnostica Avanzata che permette a qualunque ospedale in Italia di avere una diagnosi specifica su determinati tumori infantili in non più di 48 ore. Altri 1,5 milioni», continua, «finanziano le infrastrutture, le facility e lo sviluppo tecnologico dell’istituto». La fondazione, come dice Primavera, punta al «raddoppio della raccolta fondi nei prossimi tre anni». Per superare i confini del Nord-Est è stata lanciata una campagna nazionale radio-televisiva, social e digitale con il volto di Antonella Viola, direttore scientifico di Irp, figura diventata nota a livello mediatico e scientifico durante la pandemia. Punta invece solo sulla pagina web dedicata nel sito dell’ospedale la campagna di comunicazione del 5x1000 del Bambino Gesù (c.f. 80403930581). Una strategia che paga: negli ultimi cinque anni (2016-2020) gli importi erogati sono quasi raddoppiati passando da 900mila e oltre 1,7milioni, che sono il 4-7% del totale dei finanziamenti che l’ospedale romano destina alla ricerca svolta, principalmente, da giovani ricercatori. «Complessivamente», riassume Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’ospedale, «sono stati finanziati un centinaio di progetti che hanno riguardato soprattutto le aree di ricerca di genetica e malattie rare, oncoematologia, innovazioni clinico gestionali e tecnologiche, malattie multifattoriali e malattie complesse, infettivologia e sviluppo di farmaci pediatrici».
(riproduzione riservata)