In questa settimana, in cui si è tenuta e si conclude la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (nota ai più come Cop26), il mondo della logistica in Italia, complice anche la contestuale entrata in vigore del decreto legge Infrastrutture, ha aspramente criticato le misura normative che ambiscono a rendere più sostenibile anche l'industria dei trasporti ma facendo a pugni con la realtà del mercato. Sia nella logistica terrestre che quella marittima. L'ultima uscita critica è arrivata dalla filiera dei trasporti eccezionali, in particolare quella al servizio dell'industria siderurgica, che ha indetto per domenica un fermo nazionale per protestare contro l'entrata in vigore del decreto Infrastrutture. Il presidente di Trasporti Eccezionali Associati, Luca Civolani, ha detto che «introducendo il comma 2Bis all'articolo 10, pone fine a tutto il trasporto in condizioni di eccezionalità legato al mondo siderurgico».
Secondo l'associazione una norma come questa, che modifica il Codice della strada e le regole per il trasporto dei carichi eccezionali, non limita ma aumenta l'inquinamento, i rischi per la sicurezza di chi viaggia per le strade. «Questo accadrà nei prossimi giorni, perché con il provvedimento varato per trasportare gli stessi volumi di coil o lamiere grezze che oggi viaggiano su un camion ce ne vorranno tre. Quindi si triplica il numero dei mezzi sulle strade, si triplicano i costi che ricadranno sulle imprese destinatarie dei prodotti e si mette in crisi il comparto», ha detto Civolani. Che poi ha aggiunto: «Come sa chiunque davvero si occupi di logistica e trasporti, oggi tutte le imprese di trasporto non trovano autisti, in Italia e in Europa. Solo qui ne mancano oltre 14 mila». La richiesta è quella di «una sospensione immediata della legge e un tavolo tecnico nazionale per discutere le modifiche indispensabili».
Secondo il segretario di Trasportounito, Maurizio Longo, «senza preventivi confronti tecnico-economici nel trasporto delle merci, sono stati privilegiati all'interesse generale quelli di parti ben individuabili. Nel settore dei trasporti eccezionali si è dato valore immediatamente attuativo a una norma che causerà il blocco istantaneo di 500 veicoli, e con una liberalizzazione dei semirimorchi di oltre 15 metri che non otterrà il risultato sbandierato di una riduzione dei viaggi (1 solo pallet in più rispetto agli autotreni) generando invece confusione e difficoltà operative».Dunque un favore, secondo Longo, ai produttori di rimorchi e semirimorichi, fatto «senza minimamente tener conto delle restrizioni fisiche delle strade italiane, dalle rotonde ai porti».
Criticato da Trasportounito anche il «contributo a fondo perduto per l'acquisizione delle abilitazioni di guida a giovani conducenti senza neanche prendere in considerazione il fatto che la carenza di conducenti non è legata al costo della patente ma richiede interventi di carattere strutturale». Qui gli «interessi di parti ben individuabili» sono quelli delle scuole guida.
Critiche, in questo caso alle norme sul trasporto marittimo inserite nel pacchetto Fit for 55, sono arrivate invece da Assarmatori, l'associazione degli armatori aderente a Conftrasporto-Confcommercio che, in occasione del 6° Forum internazionale appena andato in scena a Roma, ha criticato il pacchetto di norme per abbattere le emissioni delle navi: «Puniscono chi non usa carburanti “che non esistono” e favoriscono i porti extra europei. L'Ue sta sbagliando strada, le norme sullo shipping del pacchetto Fit for 55, quelle per abbattere le emissioni delle navi, non aiuteranno l'ambiente e affosseranno l'economia», ha sottolineato il presidente Stefano Messina.Per spingere lo shipping verso l'uso di carburanti green la Ce propone di disincentivare l'uso di carburanti fossili attraverso misure fiscali, come l'estensione al trasporto marittimo del sistema europeo di scambio delle emissioni (Eu Emission Trading System) e l'introduzione, dal 2023, di una tassa da applicare a tutti i carburanti venduti nell'area economica europea, con l'opzione, per gli Stati Membri, di estenderla anche ai viaggi internazionali.