Le criptovalute sono nel destino della Juventus. Se la famiglia Agnelli-Elkann non vuole avere niente a che fare con Tether, che emette Usdt, la stablecoin più diffusa al mondo, è il secondo azionista della Juventus con il 10,7% ed è guidata dall’italianissimo Paolo Ardoino, la società bianconera lo scorso giugno ha annunciato il nuovo sponsor della manica sinistra della maglia, la piattaforma di scambio di criptovalute WhiteBit, dalle salde radici in Ucraina.
E sabato 23, alla vigilia della prima partita di campionato, vinta agevolmente dalla Juventus 2-0 contro il Parma, proprio WhiteBit ha presentato all’Allianz Stadium la nuova piattaforma di fan engagement basata su criptovalute dedicata ai tifosi bianconeri. Tifosi che avranno uno sconto del 10% sull’acquisto dei biglietti delle partite e dell’abbonamento annuale quando utilizzeranno la carta di debito WhiteBit Nova, che potrà essere precaricata con criptovaluta.
«Stiamo costruendo un ecosistema», ha dichiarato Volodymyr Nosov, fondatore e ceo di WhiteBit, oltre che presidente della squadra di calcio ucraina Metalist Karkhiv. «Per ora l'accordo con la Juventus è di tre anni, ma il progetto vuole andare oltre, questa piattaforma è la base per un coinvolgimento a lungo termine dove gli strumenti digitali rendono le interazioni quotidiane con il club più significative e accessibili».
WhiteBit, fondata nel 2018, dichiara di avere oltre 35 milioni di utenti in tutto il mondo e 2,5 miliardi di dollari di volumi medi giornalieri che, su base annua, superano i 2.700 miliardi di dollari, secondo i dati di CoinMarketCap. (riproduzione riservata)