Uno sponsor ponte, in attesa che nuovi successi rinforzino il brand. La Juventus non ha ancora trovato l’erede di Jeep (gruppo Stellantis), che dal 2012 è stato lo sponsor principale dei bianconeri.
Secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza il club controllato da Exor (65%) cerca un accordo breve, di circa due anni: la speranza è che alla scadenza l’arrivo di nuovi campioni e nuove vittorie rafforzino l’appeal del club e permettano di concludere un contratto più remunerativo.
Tra due anni la Juventus punterà a qualcosa in più dei 20 milioni di parte fissa l’anno per cui tratta ora. La cifra è lontana dai circa 30 milioni che garantiva Jeep, che grazie ai bonus versava fino a 45 milioni. La Juventus cercherà di ripetere questo schema e con i bonus vuole far salire il valore della prossima sponsorizzazione del 30/40%.
Il club non ha fretta e dopo la ritirata di Ita (si dice che Giorgia Meloni non volesse finanziare gli Elkann dopo gli scontri sulla produzione di auto in Italia) continua la ricerca.
All’inizio le manifestazioni d’interesse erano una ventina, ma ora si tratta con un numero ridotto di player. In passato si è fatto il nome di Amazon. Ma fonti finanziarie spiegano che le aziende americane ora temono ripercussioni d’immagine per i processi in cui la Juventus è ancora coinvolta. Queste società sanno che dalla giustizia non arriveranno altre conseguenze per il club, ma negli Usa la sensibilità sul tema è maggiore.
In casa Juve si spera allora di accelerare le trattative con un buon inizio di campionato. Intanto lo sponsor provvisorio Save the Children ha portato fortuna: a differenza di Milan e Inter i bianconeri hanno esordito in Serie A con una vittoria per 3-0 sul Como. (riproduzione riservata)