Se il trasporto marittimo piange, per l'allungamento delle rotte che i conflitti in Mar Rosso impongono alle navi costrette a circumnavigare l'Africa, il trasporto aereo di riflesso torna a sorridere e qualche beneficio lo riceve anche il treno sul trade Asia-Europa.
Oltre ai già noti allungamenti dei transit time delle navi di almeno 10-15 giorni, le tariffe per i trasporti via mare di merci in container stanno continuando a salire velocemente. La società di analisi Drewry nel suo ultimo Container Index datato 18 gennaio indica un aumento del 21% negli ultimi sette giorni, arrivando a una media di 3.777 dollari per spedire un container da 40 piedi dalla Cina all'Europa, un valore superiore dell'82% rispetto a un anno fa. Tra le tratte che vivono il maggior rialzo compare quella che collega Shanghai a Genova cresciuta negli ultimi sette giorni del 21% e arrivata a quota 6.282 dollari. In questo momento quella fra Estremo Oriente e Italia risulta la rotta più costosa tra le otto analizzate da Drewry.
Non promettono nulla di buono per i caricatori e i ricevitori di merce neanche le stime sul prossimo futuro: «I noli spot est-ovest cresceranno nelle prossime settimane per via della situazione del Mar Rosso e del canale di Suez», sostiene la società di analisi. Ma la situazione indirettamente favorisce una ripresa di altre vie di trasporto, soprattutto quella via aerea ma anche via treno. La casa di spedizioni veneta D.B. Group, ad esempio, ha annunciato nei giorni scorsi di avere avviato dei treni blocco dalla Cina all'Italia in risposta alle difficoltà di attraversamento del Mar Rosso da parte delle navi portacontainer a seguito degli attacchi della milizia degli Houthi alle unità in transito nell'area. Si tratta di una soluzione di emergenza attivata a seguito delle numerose richieste di nuove partenze ricevute, per le quali la società di Montebelluna, in provincia di Treviso, ha già completato i lavori di caricamento relativi al primo convoglio, in partenza il 31 gennaio. Da poco sono state aperte le prenotazioni per il secondo, in partenza il prossimo 3 febbraio da Chengdu, e in arrivo a Milano (Melzo) e Padova. Il transit time è di 25 giorni, mentre la capacità di trasporto è di 50 vagoni.
«Le merci in acqua navigano veramente in un mare di incertezze», ha commentato Silvia Moretto, amministratore delegato di D.B. Group, «perché alle bombe si aggiungono la pausa per il Natale e, a breve, quella del Capodanno cinese, senza tener conto dei prezzi talora più che raddoppiati ed essi pure in balia di della situazione incerta».
La crisi del Mar Rosso, come prevedibile, sta inoltre inducendo molte aziende a ricorrere all'aereo, molto più rapido per spedire la merce, ma estremamente più costoso. Stellantis, ad esempio, è fra i grandi gruppi che ha scelto di affidarsi alle spedizioni aeree, anche se solo per un numero limitato e strategico di consegne. La domanda crescente che si sposta verso il trasporto aereo anche in quel caso spinge verso l'alto i prezzi. Una risalita si vedrà dalla prossima settimana secondo Niall van de Wouw, responsabile Trasporto aereo per la società di analisi Xeneta: «Ci vorrà un po' prima che le merci passino nelle mani degli spedizionieri» aerei. Ancora di più le tariffe potrebbero crescere nelle settimane successive, dato che, secondo i commentatori del Tac Index, alcune aziende produttrici solo ora stanno riprendendo le attività dopo lo stop di fine anno. Gli stessi analisti hanno poi citato il caso di alcuni caricatori che stanno optando per trasporti combinati mare-aria, ovvero su navi portacontainer dall'Asia fino a qualche scalo sicuro del Medio Oriente, e da lì fino alla destinazione finale per via aerea.
Rispetto a un eventuale ricorso massiccio a questa particolare combinazione si è però mostrato più scettico van de Wouw. La stragrande maggioranza delle aziende sta infatti scegliendo o di «spostare tutto sulla via aerea», come nel caso di diversi produttori di abbigliamento, o comunque di passare a spedizioni interamente gestite per via aerea solo per alcune forniture strategiche. Pochi sono quelli che stanno considerando opzioni miste. (riproduzione riservata)