«Rafforzare la capacità di difesa e la resilienza del Paese». È con questo obiettivo che il governo francese ha avviato lunedì 12 gennaio la campagna di reclutamento per il nuovo servizio nazionale militare volontario, fortemente voluto dal presidente Emmanuel Macron per rispondere ai fabbisogni operativi delle Forze armate.
Il programma entrerà in vigore a partire da settembre 2026, con una prima tranche di 3.000 giovani. Il target è progressivo ma ambizioso: 10.000 volontari l’anno entro il 2030, fino a 42.500 nel 2035. Il capo di stato maggiore delle Forze armate, Fabien Mandon, ha chiarito che il servizio sarà selettivo. I criteri principali saranno la motivazione dei candidati e la rispondenza ai «bisogni di mestieri specifici» delle forze armate, dal cyber alla logistica, fino ai profili tecnico-scientifici.
Il servizio sarà aperto a tutti i maggiorenni fino ai 25 anni, anche se la maggior parte dei selezionati avrà tra i 18 e i 19 anni. L’esercito punta tuttavia anche su profili con un livello di istruzione più avanzato: studenti di medicina, tecnici specializzati, ingegneri. Prima dell’arruolamento sarà obbligatoria una visita medica.
Il periodo di impegno sarà di dieci mesi, interamente svolti sul territorio nazionale. I volontari riceveranno vitto, alloggio ed equipaggiamento, oltre a una retribuzione di 800 euro lordi al mese. Il servizio sarà riconosciuto come anno di cesura e valorizzato nel sistema di accesso agli studi superiori (Parcoursup), in un’ottica di integrazione tra percorso formativo e difesa nazionale.
«Ogni giovane avrà una missione chiaramente identificata e sarà pienamente integrato nelle unità», ha sottolineato Mandon durante una conferenza stampa a Parigi, evidenziando come il modello non preveda mansioni simboliche o marginali, ma un contributo operativo concreto.
Il percorso inizierà con un mese di formazione, modulato in base all’assegnazione. Non sono previste competenze standardizzate per tutti: «Non c’è alcun automatismo», ha spiegato Mandon, citando l’esempio dei centri cyber. Seguiranno nove mesi di impiego operativo in attività legate alla protezione del territorio e dei cittadini.
Nella Marina, circa il 20% dei posti sarà a bordo di unità navali impegnate in missioni di sorveglianza e supporto. Secondo l’ammiraglio Nicolas Vaujour, i volontari potranno essere coinvolti anche in operazioni di risposta a emergenze climatiche e calamità naturali. L’Aeronautica prevede impieghi nei settori della difesa delle basi, della pianificazione delle missioni e della lotta anti-droni. Spazio anche al dominio cyber e alle attività del Comando spaziale, con sede a Tolosa, segno della crescente centralità delle dimensioni tecnologiche e spaziali nella dottrina militare francese.
Al termine dei dieci mesi, i volontari potranno rientrare negli studi, entrare nella riserva operativa o arruolarsi stabilmente nelle Forze armate. Un impegno più lungo non è obbligatorio. Tuttavia, in caso di crisi grave, lo Stato si riserva la possibilità di richiamare chi abbia già maturato questa esperienza, su base volontaria.
Il nuovo servizio, come ricorda Le Parisien, segna di fatto l’archiviazione del Service national universel, lanciato nel 2019 e rivolto ai minori tra i 15 e i 17 anni. Un progetto simbolo del primo mandato Macron, mai realmente applicato e oggi giudicato dall’Eliseo «non più adeguato» al contesto strategico emerso dopo l’invasione russa dell’Ucraina. (riproduzione riservata)