La Fed lascia i tassi invariati ai massimi da 23 anni. La banca centrale statunitense, come ampiamente previsto dagli economisti, il 1° maggio ha lasciato il costo del denaro fermo tra il 5,25% e il 5,50%. Una decisione presa all’unanimità con 12 voti favorevoli su 12. Si tratta della sesta riunione consecutiva in cui non ha toccato i tassi. Tuttavia, ha rallentato la velocità di riduzione del suo bilancio: da giugno imporrà un tetto di 25 miliardi di dollari al mese ai Treasury, dai 60 miliardi attuali, mantenendo a 35 miliardi quella dei mortgage-backed securities. Questa mossa allenterà la pressione sulle emissioni di Treasury.
«I recenti indicatori suggeriscono che l'attività economica ha continuato a espandersi. Il mercato del lavoro resta solido e il tasso di disoccupazione basso. L'inflazione è rallentata nell'ultimo anno, ma resta elevata. Negli ultimi mesi c'è stata una mancanza di progressi verso l'obiettivo del 2%», ha sottolineato la Fed nel comunicato al termine della riunione. «Non ci aspettiamo che sarò appropriato ridurre i tassi fino a quando non avremo maggior fiducia sulla traiettoria dell'inflazione verso il target del 2%», ha chiarito l’istituto centrale. L’inflazione negli Stati Unti è risultata pari al 3,5% a marzo e il tasso core, quello più monitorato dalla Fed, è al 3,8% su base annua (+0,4% su base mensile).
E il presidente, Jerome Powell, ha ribadito: tassi alti più a lungo. Se da una parte è improbabile che la prossima mossa sia un rialzo dei tassi, dall’altra «ottenere la fiducia necessaria per tagliare il costo del denaro richiederà più tempo di quanto previsto», ha detto Powell, sottolineando che «la politica monetaria è restrittiva e sta pesando sulla domanda ma anche sul mercato del lavoro che, seppur solido, si è raffreddato».
Ora, con l’inflazione che resta elevata, i mercati finanziari si aspettano solo un taglio dei tassi di interesse quest’anno, a novembre, secondo il FedWatch del Cme. I futures statunitensi sono positivi (+0,44% quello sul Dow Jones e +0,56% quello sull’S&P500), il rendimento del Treasury Usa 10 annisale al 4,61% e il dollaro scende: il cross euro/dollaro vale 1,071 (+0,52%) e il cross dollaro/yen 155,75 (-1,28%).