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La diretta da Wall Street | Borse Usa in rosso, Nasdaq -1,6%. Gli hedge fund riducono l’esposizione azionaria

di Mario Olivari
05 febbraio 2026, 16:02 Ultimo aggiornamento: 22:05

I fondi speculativi aumentano la pressione di vendita. Salgono le probabilità che la Fed tagli i tassi di 25 punti base a marzo

Wall Street chiude in rosso: Dow Jones -1,2%, S&P500 -1,2%, Nasdaq -1,6%. Gli hedge fund hanno aumentato la pressione di vendita sul mercato e ridotto la loro esposizione azionaria nella misura più significativa in un solo giorno dal 9 aprile scorso, quando c’era ancora alta volatilità dopo l'annuncio dei dazi del presidente Donald Trump per il "Giorno della Liberazione".

Alle 19:30 i principali indici Usa continuano la seduta al ribasso, anche se rimbalzano rispetto ai minimi giornalieri. Il Nasdaq, che era arrivato a perdere quasi il 2%, segna -1,2%. Seguono l’S&P500 e il Dow Jones, entrambi in ribasso dell’1%. La volatilità rimane alta, con l’indice Vix che si trova al di sopra della soglia spartiacque dei 20 punti.

A seguito dei segnali preoccupanti derivanti dal mercato del lavoro si assiste a un deciso calo dei i rendimenti lungo tutta la curva: il tasso dei Treasury con scadenza a dieci anni scendono di 7 punti base al 4,21%, mentre quello del biennale è in calo di 7,4 punti base al 3,485%. Stando ai dati forniti dal Cme Group, la probabilità di un taglio dei tassi di interesse da 25 punti base da parte della Fed nella riunione di marzo è salita al 22,7% dal 9,4% del 4 febbraio.

Sul fronte dei media, il presidente Donald Trump ha dichiarato che lascerà al dipartimento di Giustizia le decisioni in merito all’opa di Netflix su Warner Bros. Discovery e sul servizio di streaming Hbo Max, invertendo così i precedenti commenti sul suo ruolo nel processo di revisione.

«Non sono stato coinvolto», ha dichiarato Trump in un’intervista con Tom Llamas della NBC News, pubblicata mercoledì sera. Ha sottolineato che sia Netflix che Paramount hanno mostrato il loro interesse ad acquisire parte o la totalità della Warner. «Ho deciso che non dovrei essere coinvolto. Se ne occuperà il Dipartimento di Giustizia». Per quanto riguarda la battaglia tra Netflix e Paramount, Trump ha affermato: «Si stanno dando battaglia a vicenda, e ci sarà un vincitore».

Pochi giorni dopo l’annuncio dell’accordo Netflix-Warner, lo scorso dicembre, Trump ha dichiarato che sarebbe stato «coinvolto in quella decisione» quando gli è stato chiesto dell'approvazione normativa. Ha anche messo in dubbio che, date le dimensioni di Netflix, l’acquisizione di Hbo Max avrebbe conferito all’azienda un ruolo troppo importante nel mercato dello streaming. Ha continuato a esprimere queste preoccupazioni nell’intervista alla Nbc.

Le azioni di Netflix avanzano dell’1,4%, mentre quelle di Warner Bros sono in calo della stessa percentuale. Il titolo di Paramount scivola del 3,4%.

Alle 16:30 Wall Street amplia le perdite, con il Dow Jones che arriva a perdere l’1,2%

Il Nasdaq scivola dell’1,7% e l’S&P500 cede l’1,3%. Degno di l’andamento di Super Micro Computer, che dopo il balzo di ieri post utili, crolla del 12%.

Continua anche il sell off su Palantir, in ribasso di circa il 7%. Male anche i titoli legati al mondo cripto come Coinbase (-8%) e Robinhood (-6,8%). Scivola anche Carvana, azienda che rappresenta una delle partecipazioni più rilevanti di Lingotto, la società di gestione degli investimenti che fa capo a Exor. Amazon scivola del 4,7% prima delle trimestrali ed è in buona compagnia: tutti colossi tech ad alta capitalizzazione noti come “Magnifici 7” sono scambiano in territorio negativo. Non sorprende quindi che il forte ribasso abbia creato un effetto contagio sull’S&P500, paniere in cui le suddette aziende hanno un peso percentuale superiore al 30%.

Tra i migliori titoli per performance dell’indice delle 500 aziende più importante negli Usa spicca McKesson, che balza del 15,5% dopo gli utili. Seguono poi Align Technology, Cardinal Health e Cencora, rispettivamente in rialzo del 9,8%, 9,5% e dell’8,3%.

Alle 15:30 Wall Street apre in rosso

A farne le spese è l’indice tecnologico per definizione, il Nasdaq, che guida i ribassi e perde lo 1,6%, seguito da S&P500 (-1,1%) e Dow Jones (-0,6%). Negli ultimi giorni, secondo Dow Market Jones Data, l’indice industriale sta sovraperformando il Nasdaq e questa tendenza potrebbe indicare una rotazione dai titoli “risk-on” a quelli più difensivi. La volatilità si impenna e arriva su livelli a cui prestare attenzione: l’indice Vix balza del 14% a 21,7 punti, oltre la soglia spartiacque dei 20 punti.

La reazione del mercato alle trimestrali di Alphabet e Qualcomm sembra confermare che gli investitori non sono più disposti a pagare alte valutazioni per gli investimenti in AI. Il titolo della holding che detiene Google, nonostante i solidi utili, è scivolato del 2,7% dopo che la società ha dichiarato che gli investimenti legati all’AI potrebbero portare la spesa in conto capitale fino a 185 miliardi di dollari quest’anno. Anche Qualcomm viene colpita dal tema degli investimenti in AI, anche se modalità diverse. Il gruppo, che fornisce processori ai produttori di smartphone, ha spiegato che i clienti del settore risentiranno di una carenza di memoria a livello industriale e di un aumento dei prezzi, dovuti alla concorrenza della domanda proveniente dai data center per l’intelligenza artificiale. Sempre in ambito trimestrali, dopo la chiusura stasera del mercato, sarà la volta di Amazon.

Sul fronte cripto, il bitcoin è in ribasso del 4,5% e scende sotto i 70.000 per la prima volta dal 2024. Da inizio anno la regina degli asset digitali ha perso circa il 20% e ha trascinato con sè le quotazione di azioni correlate come Coinbase e Strategy.

Sul fronte macro, si assiste a un progressivo deterioramento del mercato del lavoro: le richieste di sussidi di disoccupazione, rilasciate alle 14:30, sono risultate pari a 231mila unità, in aumento di 22.000 unità rispetto alle 209mila della settimana precedente e al di sopra delle 212mila unità attese dagli analisti.

I segnali non idilliaci provenienti dal mercato del lavoro si fanno sentire nell’obbligazionario: il rendimento del Treasury con scadenza a 10 anni scende di 4 punti base al 4,24%. Nel mercato valutario, il dollaro è invece piatto contro un paniere composto dalle valute dei Paesi sviluppati. Tra le materie prime, in rosso i metalli preziosi, con l’argento che crolla del 14,7% a 75,2 dollari l’oncia. Più contenuto il ribasso dell’ero che, essendo meno volatile, scivola del 2,7% a 4.831 dollari.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Alphabet

Le azioni della holding che detiene Google scivolano del 2,4% in apertura nonostante i risultati record. I ricavi sono cresciuti del 18%, raggiungendo quasi 114 miliardi di dollari nel quarto trimestre, sopra le attese degli analisti, sostenuti dall’espansione della pubblicità digitale e del cloud computing. L’utile netto si è attestato a 34,5 miliardi di dollari, in aumento del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le azioni pagano tuttavia i forti investimenti destinati all’infrastruttura AI: per l’anno in corso, il gruppo stima investimenti in conto capitale compresi tra 175 e 185 miliardi di dollari, in forte aumento rispetto ai 91-93 miliardi del 2025.

2. Qualcomm

Il titolo è scivolato dell’8% sui minimi di aprile 2025, dopo aver fornito stime di vendite e utili per azione inferiori alle attese per il trimestre in corso. Nel trimestre più recente, Qualcomm ha registrato un utile di 3 miliardi di dollari, con ricavi in crescita del 5% a 12,25 miliardi di dollari

Il gruppo, che fornisce processori ai produttori di smartphone, ha spiegato che i clienti del settore risentiranno di una carenza di memoria a livello industriale e di un aumento dei prezzi, dovuti alla concorrenza della domanda proveniente dai data center per l’intelligenza artificiale.

3. Estée Lauder

la società proprietaria di Mac e di altri marchi di bellezza ha alzato le sue previsioni di utili rettificati per l'anno, ma prevede comunque un impatto di circa 100 milioni di dollari sui dazi. 

4. Intercontinental Exchange

Le azioni di Intercontinental Exchange hanno subito un crollo nella settimana appena trascorsa, dopo che gli investitori hanno rivisto le loro aspettative sui settori del software e dei dati finanziari. Le azioni della società aprono a +4,5%.

5. Arm Holdings

Il produttore di semiconduttori, controllato da SoftBank, prevede una crescita del fatturato più contenuta, nonostante la domanda crescente di chip per data center dedicati all’intelligenza artificiale. Le azioni di Arm hanno perso circa l’1,2% in avvio di seduta. (riproduzione riservata)



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