Wall Street chiude in rialzo, in quella che si configura come una seduta storica per il Dow Jones. L’indice delle blue chip statunitensi guadagna il 2,5%, salendo di più di 1.100 punti, e termina le contrattazioni oltre i 50.000 punti per la prima volta nella sua storia. Tutti i 30 titoli inclusi nel paniere, tranne due, hanno registrato un incremento nel corso della giornata. Tra questi, Nvidia ha guadagnato il 7,6%, Caterpillar il 7% e 3M il 4,6%. Bene anche l’S&P500, che termina le contrattazioni in crescita del +2%.
Gli investitori hanno attribuito il rally alla percezione di un’economia resiliente e a ad utili aziendali sani, affermando che la crisi degli ultimi giorni è andata oltre i fondamentali economici.
«Le vendite emotive di deleveraging come quella di questa settimana sono snervanti», ha affermato Mark Hackett, responsabile delle strategie di mercato di Nationwide. Ma «a questo punto, il contesto macroeconomico e degli utili rimane incoraggiante», ha aggiunto.
Anche i titoli tecnologici e le criptovalute si sono ripresi dallo scivolone di inizio settimana. Il Nasdaq ha chiuso a +2,2% dopo essere sceso del 4,5% nelle ultime tre sedute, riflettendo le preoccupazioni degli investitori sia per la gli effetti della disruption dell’AI nel comparto software sia per un potenziale sovrainvestimento. Bitcoin è salito di oltre l’11%, recuperando gran parte delle perdite di giovedì e attestandosi a circa 70.000 dollari. Le azioni di Amazon hanno invertito la tendenza positiva e sono scivolate del 5,6%, dimostrando che gli investitori rimangono diffidenti nei confronti dei piani di spesa esagerati legati all’intelligenza artificiale.
Tra le materie prime, i metalli preziosi continuano la corsa sulle montagne russe: l’oro avanza del 3,6% a 4951 dollari l’oncia, mentre l’argento balza del 9% a 77,3 dollari. Sul piano energetico, il petrolio Wti chiude in lieve rialzo dello 0,3% a 63,5 dollari al barile.
Infine, sul versante macroeconomico, una lettura preliminare dell’Università del Michigan ha mostrato che la fiducia dei consumatori ha raggiunto il livello più alto da agosto e che le aspettative di inflazione a breve termine sono scese al 3,5%, il livello più basso in poco più di un anno.
Il Dow Jones balza del 2,2%. L’indice composto dalle blue chip statunitensi supera così quota 50.000 punti per la prima volta nella storia. Seguono il Nasdaq e l’S&P500 che avanzano rispettivamente dell’1,9% e dell’1,7%. Al rialzo odierno è corrisposto in un crollo della volatilità, con l’indice Vix che segna -17,5% a poco meno di 18 punti.
Nonostante la seduta di forti rialzi, i titoli delle società di assicurazione sanitaria focalizzate su Medicaid stanno accusando il colpo. Dopo che Molina ha riportato utili del quarto trimestre ben al di sotto delle aspettative e ha previsto un utile per azione rettificato per il primo trimestre inferiore alla metà delle stime di consenso di FactSet, le azioni della società crollano del 26%. Le azioni della concorrente concorrente Centene scivolano del 6%. In questo contesto, le aziende del settore hanno insistito affinché gli stati Usa aumentassero le tariffe di Medicaid, sostenendo che siano necessarie per tenere il passo con l'aumento dei costi sanitari.
Sul fronte macro, oggi il Bls avrebbe dovuto rilasciare il rapporto occupazionale sulle buste paga non agricole relativo al mese di gennaio. Tuttavia, a causa della breve chiusura del dipartimento causata dal breve shutdown delle attività governative, il dato verrà pubblicato alle 14:30 di mercoledì 11 febbraio. Secondo le stime degli economisti intervistati dal Wall Street Journal, è probabile che il mese scorso negli Stati Uniti siano stati creati 60.000 nuovi posti di lavoro e che il tasso di disoccupazione sia rimasto stabile al 4,4%.
Il Dow Jones balza del 2% e continua a sovraperformare il Nasdaq, replicando con un’(insolita) tendenza degli ultimi giorni. L’indice tecnologico e l’S&P500 salgono invece entrambi dell’1,5%.
Tra i titoli che evidenziano i maggiori rialzi all’interno del Dow figurano Nvidia (+7%), 3M (+4,7%), Caterpillar (+6%) e Goldman Sachs (+3,5%). Amazon rimane in rosso del 7,3%, insieme a Microsoft (-1,9%) e Alphabet (-2,9%).
Sul fronte macro, una lettura preliminare dell’Università del Michigan ha mostrato che la fiducia dei consumatori ha raggiunto il livello più alto da agosto e che le aspettative di inflazione a breve termine sono scese al 3,5%, il livello più basso in poco più di un anno. Il Bitcoin segna +12% superando la soglia dei 70.000 dollari e raddoppiando la performance di apertura.
Il mercato sembra aver placato i suoi timori sul comparto tecnologico, nonostante il sell-off su Amazon. Il Nasdaq, dopo aver perso il 4,5% in tre giorni, avanza dello 0,7%. Il Dow Jones guida i rialzi (+1,2%) e l’S&P500 guadagna lo 0,9%.
La volatilità è in calo, ma rimane su livelli a cui prestare attenzione: l’indice Vix arretra infatti del 7,8% a 20,23, al di sopra della sogli spartiacque tra mercato tranquillo e turbolento dei 20 punti. Nel mercato obbligazionario i rendimenti si muovono con andamento contrastato: il tasso del Treasury a dieci anni sale di 2 punti base al 4,20%, mentre quello del biennale è in calo di poco meno di 1 punto base al 3,75%. Nel mercato valutario, dopo il rally dai minimi degli ultimi otto giorni, il Dollar Index si deprezza dello 0,3%.
Le azioni Amazon crollano dell’8,5% dopo i conti e confermano un sospetto che sta diventando sempre più certezza: il mercato sta iniziando a punire le eccessive spese in conto capitale per AI. Ieri sera il gruppo guidato da Andy Jassy ha delineato piani di investimento da 200 miliardi di dollari solo quest’anno.
Sul fronte cripto, il Bitcoin, dopo aver perso il 12,8% negli ultimi quattro giorni e il 28,4% negli ultimi trenta, rimbalza del 6,2% a 66.662 dollari. Tra le materie prime, continua l’andamento volatile sui metalli preziosi: l’oro cresce del 2,5% a 4902 dollari l’oncia, mentre l’argento, più volatile, avanza del 5,2% a 74,59 dollari.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il colosso dell’e-commerce e del cloud prevede investimenti in conto capitale per 200 miliardi di dollari nel 2026, accelerando sulla corsa all’intelligenza artificiale. Il titolo apre a -8,5%.
La società attiva nel comparto del gaming prevede una crescita dei ricavi fino al 29% nel 2026, sostenuta dall’aumento delle prenotazioni e degli utenti attivi giornalieri. Il titolo balza dell’11% in avvio di seduta.
Il gruppo, che gestisce una piattaforma digitale per professionisti della sanità, attiva anche nei servizi di intelligenza artificiale, ha rivisto al ribasso la guidance sui ricavi dell’intero esercizio. Il titolo affonda del 25% al suono della campanella.
Le azioni della società di tesoreria di Bitcoin guidata e fondata da Michael Saylor, essendo estremamente correlate alle quotazioni dell’asset digitale, beneficiano del rimbalzo del 6% della regina delle criptovalute e aprono a +13%.
L’assicuratore sanitario prevede un forte calo degli utili nel prossimo esercizio e ha annunciato l’uscita dal prodotto Medicare Advantage Part D a partire dal 2027. Il titolo perde il 27,4%. (riproduzione riservata)