Il Dow Jones Industrial Average ha perso 34,30 punti, pari allo 0,08%, chiudendo a 44.911,82. L'S&P 500 ha chiuso in ribasso dello 0,01% a 6.449,15, mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,03%.
«Il mercato sembra piuttosto tirato», osserva Zach Hill, responsabile della gestione dei portafogli di Horizon Investments. «Allo stesso tempo, però, se possiamo contare su tassi più bassi e su un’economia ancora resiliente, lo scenario resta favorevole».
Sul fronte geopolitico, Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si sono incontrati oggi nello Studio Ovale per un summit incentrato sulla sicurezza e sul futuro della guerra in Ucraina. Trump, parlando ai giornalisti, ha ribadito la sua visione di una pace duratura, escludendo categoricamente che un cessate il fuoco possa risolvere la crisi. «Non è necessario un cessate il fuoco. La guerra finirà», ha dichiarato con fiducia, aggiungendo che, sebbene non fosse in grado di prevedere quando, è certo che il conflitto giungerà al termine. Il presidente americano ha anche sottolineato che l'Europa rappresenta la «prima linea di difesa» per l'Ucraina, con gli Stati Uniti pronti a supportare i loro alleati, ma ribadendo che la responsabilità della sicurezza europea resta principalmente nelle mani dei Paesi europei.
Alle 19:30 i listini Usa restano piatti. L’S&P500 e il Dow Jones scambiano nei pressi della parità, mentre il Nasdaq perde lo 0,1%.
Il focus degli investitori è sull’incontro in corso tra il presidente Usa Trump e Zelensky, durante il quale il presidente ucraino sta cercando il sostegno internazionale. L'incontro, che si sta svolgendo nello Studio Ovale, è stato caratterizzato da dichiarazioni forti e gesti simbolici da entrambe le parti. Zelensky, pubblicando un video del suo incontro con i leader europei, ha sottolineato l'importanza di un'azione congiunta tra Stati Uniti ed Europa per fermare l'aggressione russa, ribadendo il bisogno di una «pace affidabile e duratura» per l'Ucraina e per l'intera Europa. «La pressione deve essere efficace e congiunta», ha affermato il presidente ucraino, facendo eco all'impegno di lavorare con i leader di Finlandia, Regno Unito, Italia, e la Commissione Europea in vista del summit con Trump.
Nel corso della summit, Zelensky ha ribadito che l'Ucraina è pronta a una vera tregua e a stabilire una nuova architettura di sicurezza. «Abbiamo bisogno di pace», ha dichiarato, mentre il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz arrivavano a Washington per partecipare al summit multilaterale. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha subito respinto le prospettive di un coinvolgimento diretto della Nato in Ucraina, definendo inaccettabile qualsiasi dispiegamento di truppe nell'area, avvertendo che ciò potrebbe portare a un'escalation incontrollata.
Durante l'incontro, Trump ha sottolineato il suo affetto per il popolo ucraino, rispondendo con un semplice «Li amo» alla domanda dei giornalisti. Mentre il presidente americano si è detto ottimista sulle possibilità di una fine della guerra, parlando di un possibile trilaterale con il presidente russo Vladimir Putin, ha anche enfatizzato l'importanza di discutere delle garanzie di sicurezza con i partner internazionali. Zelensky ha replicato, dichiarandosi pronto per un trilaterale con Putin: «Dobbiamo mettere fine a questa guerra», ha aggiunto, aprendo a una possibile mediazione internazionale per porre fine al conflitto.
Il summit alla Casa Bianca sta mettendo in evidenza l'urgenza di una risoluzione diplomatica del conflitto, con il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e dei leader europei, ma anche la resistenza della Russia a qualsiasi intervento diretto della Nato. Con la guerra che entra nel suo quarto anno, il dialogo tra le potenze occidentali e l'Ucraina resta cruciale per definire un futuro di pace e stabilità nella regione.
Il Nasdaq perde lo 0,2%, l’S&P500 lo 0,1% e il Dow Jones scambia nei pressi della parità.
Il divario tra i costi di finanziamento a breve e lungo termine negli Usa si sta ampliando, riflettendo la convinzione degli investitori che la Federal Reserve procederà con dei tagli dei tassi, nonostante un’inflazione destinata a crescere. In termini di mercato obbligazionario, la curva dei rendimenti — che evidenzia le differenze tra i tassi di interesse dei titoli a diverse scadenze — sta diventando più ripida, con alcune misure che hanno raggiunto i massimi degli ultimi anni. I titoli di stato a trent’anni hanno chiuso venerdì con un rendimento superiore di 1,08 punti percentuali rispetto ai titoli a cinque anni, segnando il divario più ampio da ottobre 2021, secondo i dati di Dow Jones Market Data. Gli investitori, infatti, stanno prezzando una probabilità di circa il 66% – stando ai dati forniti dal Cme Fed WatchTool – che la Fed tagli i tassi di almeno un punto percentuale entro luglio 2026.
Se da una parte l'andamento dei tassi negli Stati Uniti suggerisce scenari di allentamento monetario, dall’altra le Ipo – le offerte pubbliche iniziali, ossia il processo attraverso cui un'azienda emette azioni per la prima volta al pubblico, quotandosi in Borsa – in Europa sembrano attraversare un periodo di grave difficoltà. Solo sei aziende hanno fatto il loro ingresso in Borsa nel Regno Unito quest’anno, raccogliendo appena 208 milioni di dollari, il livello più basso degli ultimi trent'anni. Anche nel resto dell’Europa la situazione non è molto migliore, nonostante i mercati azionari in forte rialzo: le offerte pubbliche iniziali nel Vecchio Continente sono quasi dimezzate rispetto all’anno scorso. Negli Stati Uniti, invece, le raccolte di capitali sono salite a circa 40 miliardi di dollari.
Non solo i volumi delle nuove quotazioni sono ai minimi storici, ma anche le borse europee stanno vivendo una fase di ridimensionamento, con le aziende più rilevanti che scelgono di trasferirsi negli Stati Uniti o di andare private. I leader europei vedono il declino di queste storiche borse come una vera e propria emergenza, uno dei fattori principali dietro il rallentamento economico dell’Europa, la bassa produttività e l’aumento del divario di ricchezza tra i suoi cittadini e gli americani.
L’S&P500 e il Dow Jones perdono lo 0,1%, mentre il Nasdaq scambia nei pressi della parità.
Mercoledì 20 agosto saranno pubblicate le minute dell’incontro della Fed di luglio, che offriranno uno spunto su come i membri della banca centrale abbiano deciso di mantenere i tassi di interesse invariati. Più tardi, i banchieri centrali si riuniranno in Wyoming per il tradizionale simposio di Jackson Hole, con il presidente Jerome Powell che interverrà venerdì.
Gli investitori esamineranno con attenzione le parole di Powell per cercare segnali sulle future mosse della Fed in vista dell'incontro di settembre. Un allargamento del divario tra i tassi di interesse a breve e lungo termine riflette la crescente convinzione tra gli investitori che la banca centrale sarà costretta a ridurre i tassi, come raccomandato anche dal presidente Usa Donald Trump.
Attenzione anche al rendimento del decennale Usa. Negli ultimi cinque giorni è aumentato dello 0,65% a 4,32%. Ciò potrebbe essere avvenuto per timori di una ripresa dell’inflazione dopo i dati dell’inflazione alla produzione usciti giovedì 14 agosto. A luglio i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati infatti più del previsto, segnando un’accelerazione dopo la stabilità del mese precedente. Secondo i dati diffusi giovedì dal Bureau of Labor Statistics, l’indice dei prezzi alla produzione (Ppi) è salito dello 0,9% su base mensile, contro un incremento dello 0,2% atteso dagli economisti intervistati dal Wall Street Journal. Si è trattato del rialzo mensile più marcato degli ultimi tre anni. Il Ppi è osservato con attenzione dagli investitori poiché parte dei suoi dati confluisce nell’indice dei prezzi per le spese per consumi personali (Pce), la misura di inflazione preferita dalla Federal Reserve. Gli economisti stanno già rielaborando le proiezioni per il dato di luglio, che influenzerà le decisioni della Fed nella riunione di settembre. Inoltre, è da sottolineare che il Ppi – che misura l’inflazione a monte della filiera – è un indicatore anticipatore dell’inflazione al consumo (Cpi). Un rialzo brusco come quello che verificatosi nella rilevazione del mese passato potrebbe avere un impatto su letture successive del dato sul Cpi.
Sullo sfondo la questione geopolitica irrisolta della guerra Russia Ucraina. Intorno alle 19:00 ora italiana, Trump incontrerà a Washington il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e, successivamente, i leader europei. L’incontro arriva a pochi giorni di distanza dal vertice con Vladimir Putin, al termine del quale il tycoon ha suggerito all'Ucraina di cercare un accordo di pace con Mosca.
Sul fronte aziendale, sono attesi i risultati finanziari di Lowe's, Target e Walmart, che concluderanno una stagione di utili generalmente positiva per i principali retailer al dettaglio.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Alphabet, la società madre di Google, aumenterà il suo investimento nel miner di bitcoin e nella società di calcolo per l’IA fino a circa 3,2 miliardi di dollari. Le azioni di TeraWulf salgono del 14,5% all’apertura di Wall Street.
Investitori guidati da uno dei maggiori proprietari di hotel degli Stati Uniti stanno privatizzando Soho House in un accordo da 2,7 miliardi di dollari. Le azioni dell’operatore del club sono salite del 16,1% nei primi minuti di contrattazione.
Le azioni salgono del 2,4% all’apertura dei mercati Usa, dopo il balzo di venerdì in seguito alla comunicazione di Berkshire Hathaway di aver acquisito una quota nell’assicuratore sanitario in difficoltà.
Le azioni della società solare hanno aperto in aumento dell’8%, dopo il rialzo di venerdì, quando le indicazioni sui crediti fiscali per l’energia pulita si sono rivelate meno penalizzanti del previsto.
Le azioni della società di software per le risorse umane salgono di oltre il 25% all’apertura di Wall Street, dopo che Bloomberg ha riportato che la società di private equity Thoma Bravo è in trattative per acquisirla.