Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones cresce dello 0,47% a 49.625,97 punti, il Nasdaq su dello 0,90% a 22.886,07 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un +0,69% a 6.909,51 punti.
Alle 20 le borse Usa accelerano al rialzo dopo che Trump mette in atto il suo piano B sul fronte dazi: il Nasdaq balza dell’1,1%, l’S&P500 gudagna lo 0,7% e il Dow Jones lo 0,4%. In calo la volatilità, con l’indice Vix che scivola del 7% a 18,96 punti.
Il presidente imporrà una tariffa globale del 10% facendo ricorso a una diversa base giuridica, per sostituire i dazi respinti venerdì dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Il leader americano ha inoltre dichiarato di «vergognarsi di alcuni membri della Corte» per la decisione.
Trump ha precisato che la nuova tariffa del 10% si aggiungerà ai dazi già in vigore. «Abbiamo delle alternative — ottime alternative», ha affermato.
Le nuove misure saranno introdotte ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974, che consente al presidente di imporre dazi per un periodo massimo di 150 giorni. In questo arco di tempo, ha aggiunto Trump, l’amministrazione avvierà anche nuove indagini commerciali ai sensi della Sezione 301 della stessa legge, che potrebbero sfociare nell’introduzione di tariffe permanenti.
Questo dopo che la Corte Suprema ha bocciato i dazi imposti dal presidente Donald Trump. Il Nasdaq guida i rialzi e avanza dell 0,6%, seguito dall’S&P500 (+0,3%) e dal Dow Jones (+0,1%).
La Corte ha stabilito, con 6 voti a favore e 3 contrari (quelli di Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh), che Trump ha oltrepassato i limiti della sua autorità invocando una legge federale sui poteri di emergenza per imporre tariffe «reciproche» in tutto il mondo, nonché tasse di importazione mirate che l’amministrazione afferma siano destinate a contrastare il traffico di fentanyl. Il tutto senza una chiara autorizzazione del Congresso.
Nella sentenza lunga 170 pagine la Corte Suprema ha respinto l’argomentazione di Trump secondo cui una legge del 1977, l’International Emergency Economic Powers Act, autorizzava implicitamente entrambi i gruppi di dazi. «Se il Congresso avesse voluto conferire il potere distinto e straordinario di imporre dazi, lo avrebbe fatto espressamente», ha scritto il presidente della Corte Suprema John Roberts.
«Una decisione vergognosa», ha commentato a caldo il presidente Usa, aggiungendo di avere in mente «un piano di riserva».
A seguito della decisione, le azioni del settore calzaturiero come Crocs, Deckers Outdoor, On e Birkenstock - duramente colpite dai dazi a Cina e Sud-est asiatico - hanno tutte guadagnato l’1% o più.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la reazione relativamente contenuta del mercato alla sentenza della Corte Suprema si riduce a due fattori: gli investitori se lo aspettavano e non è chiaro se la sentenza significhi davvero che i dazi scompariranno. Gli operatori nei mercati predittivi assegnavano una probabilità di circa il 75% che i dazi venissero eliminati prima della decisione, e gli operatori di borsa avevano probabilmente già inserito probabilità simili.
Nel frattempo, «l’amministrazione ha a disposizione diversi strumenti per continuare a svolgere i propri compiti, almeno nel breve termine», ha scritto venerdì ai clienti Bob Elliott, ceo di Unlimited Funds.
La Casa Bianca ha segnalato che intende avvalersi di altre autorità legali per mantenere in vigore le tariffe.
«Ciò significa semplicemente che l'amministrazione Trump passerà a tariffe specifiche per paese e per settore», ha scritto Brian Jacobsen, capo stratega economico di Annex Wealth Management.
Salvatore J. Stile II, fondatore della società di intermediazione doganale Alba Wheels Up International, prevede che la decisione della Corte degli aprirà un vero e proprio mercato dei rimborsi tariffari.
«I miei clienti mi chiedono quale sia il meccanismo per recuperare il denaro versato», ha spiegato Stile. Una delle opzioni, secondo il manager, sarà la cessione dei crediti di rimborso potenziali a hedge fund e ad altri operatori di Wall Street, consentendo così alle imprese di ottenere liquidità in tempi più rapidi. Stile ha inoltre riferito di aver già ceduto, alcune settimane fa, a un hedge fund una richiesta di rimborso da 18 milioni di dollari avanzata da un importatore e prevede di concludere ulteriori operazioni analoghe. Ha infine sottolineato che le aziende dovranno attendere la pubblicazione di ulteriori dettagli nel Federal Register prima di poter avviare concretamente le procedure di rimborso.
L’S&P500 è piatto, il Nasdaq avanza dello 0,2% e il Dow Jones perde lo 0,3%.
La lettura sulla variazione del pil tra ottobre e dicembre ha mostrato una crescita economica pari all’1,4%, al di sotto delle previsioni, che si attestavano al 2,5%, e in deciso calo rispetto alla rilevazione del terzo trimestre, che aveva mostrato una crescita del prodotto interno lordo del 4,4%.
In parallelo, alle 14:30, è stato pubblicato il dato sul Pce (Personal Consumer Expenditure), la misura preferita dalla Fed per misurare l’inflazione. Su base annua l’indicatore è cresciuto del 2,9%, attestandosi al di sopra delle aspettative e della rilevazione precedente, pari al 2,8%. Si tratta del tasso di crescita dei prezzi più elevati da marzo 2024.
Crescita economica in contrazione e inflazione in aumento fanno rima con stagflazione, lo scenario macroeconomico da incubo per ogni banchiere centrale. In un contesto di questo tipo, gli strumenti di politica monetaria a disposizione della Fed sono limitati e la banca centrale si troverebbe costretta a prediligere uno dei due mandati conferitigli dalla costituzione: o la tutela dell’occupazione, o il contenimento dell’inflazione.
Tra le materie prime, il petrolio Wti è in lieve calo dello 0,2%, nonostante Il Wall Street Journal riferisca che il presidente Donald Trump starebbe valutando un attacco mirato contro obiettivi militari o governativi in Iran, con l’obiettivo di spingere Teheran a negoziare un accordo, evitando un’operazione su larga scala. Intanto i future sul greggio restano in rialzo di oltre il 5% rispetto a venerdì scorso, avviandosi a registrare il maggiore guadagno settimanale da ottobre.
I metalli preziosi sono in rialzo, con l’oro che guadagna l’1,1% a 5050 dollari l’oncia e l’argento che balza del 3% a 80,94 dollari.
I rendimenti sono stabili e il biglietto verde continua a rafforzarsi, con il Dollar Index che guadagna lo 0,15% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati socio-economicamente.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
La piattaforma digitale per la compravendita immobiliare ha registrato ricavi trimestrali superiori alle attese degli analisti. Il titolo è balzato di più del 14% in avvio di seduta.
Il gruppo dell’intrattenimento dal vivo ha riportato un aumento delle vendite nell’ultimo trimestre, sostenuto dalla forte domanda di concerti. Le azioni hanno guadagnato il 4,6% al suono della campanella.
Il colosso minerario ha pubblicato risultati trimestrali migliori delle attese, spinti dal rally dell’oro. Tuttavia il mercato prende profitti e il titolo cede l’1,4% all’apertura di Wall Street.
La società biotech ha comunicato che il test di screening Galleri non ha evidenziato una riduzione significativa dei tumori in stadio avanzato in uno studio clinico. Il titolo si è quasi dimezzato all’apertura dei mercati.
Il gruppo attivo nella sicurezza informatica e nei servizi cloud ha diffuso previsioni sugli utili inferiori alle aspettative del mercato. Le azioni hanno perso oltre l’11% all’avvio delle contrattazioni. (riproduzione riservata)