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Wall Street, New York stock exchange
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La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono contrastate: Nasdaq +0,4%, Dow Jones -0,1%

di Mario Olivari
02 marzo 2026, 16:03 Ultimo aggiornamento: 22:17

Il Nasdaq riesce a chiudere in rialzo grazie al contributo di Nvidia, Intuit e Palantir. Il balzo del petrolio ha sostenuto le quotazioni dei titoli energetici. Mentre il possibile impatto inflazionistico ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury

Le borse Usa chiudono la prima seduta di marzo contrastate, con il Nasdaq che riesce a chiudere in rialzo nonostante lo scoppio della seconda guerra del Golfo. Dopo una brutta partenza che aveva visto scivolare tutti i principali benchmark di mercato di oltre l’1%, il mercato ha assorbito gli ordini di vendita che si erano accumulati nel week-end a seguito dello scoppio del conflitto in Medio Oriente tra Usa/Israele e Iran.

Il Nasdaq guadagna lo 0,4% trainato da Nvidia (+2,9%), Intuit (+2,4%) e Palantir (+5,8%). Tra le Magnifiche 7 - fondamentali per le sorti dei panieri data l’alta concentrazione nei listini – bene anche Microsoft (+1,4%), Meta (+0,8%) e Apple (+0,1%). L’S&P500 chiude poco mosso e il Dow Jones cede lo 0,1%.

Secondo il Wall Street Journal, le vendite sono state contenute grazie alla convinzione degli investitori che il conflitto possa restare circoscritto e di durata limitata. I timori di interruzioni nei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz hanno fatto salire il petrolio Brent e Wti rispettivamente del 7,6% e del 6,5% a 78,3 e 72,1 dollari al barile, beneficiando le quotazioni dei campioni energetici Usa come Exxon (+1,2%), Chevron (+1,4%) e ConocoPhillips (+3,6%). Le azioni dell’esportatore di Gnl Venture Global sono balzate del 17,2% e Cheniere è salita del 5,7%.

Anche i titoli della difesa sono saliti dopo gli attacchi congiunti di Washington e Tel Aviv contro Teheran. Le azioni di Lockheed Martin hanno chiuso a +2,8%, mentre Rtx e Northrop Grumman hanno guadagnato oltre rispettivamente il 4,7 e il 6%.

«È probabile che gli attacchi statunitensi e israeliani all'Iran e la successiva rappresaglia iraniana aumentino l’attenzione degli investitori sui sistemi di difesa missilistica, nonché un probabile aumento della spesa per la difesa degli Stati Uniti», ha affermato Charles Armitage, analista di Citi.

Il possibile impatto inflazionistico del conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i rendimenti, con il tasso del Treasury decennale che supera di nuovo la soglia del 4%. Dollaro e franco svizzero si sono apprezzati in uno scenario di mercato dominato dall’incertezza e dalla ricerca di asset rifugio. In questo contesto l’oro guadagna l’1% a 5330 dollari l’oncia, mentre l’argento cede il 4% a 90 dollari.

Alle 20 i principali indici Usa scambiano contrastati

Il Nasdaq gira in positivo e guadagna lo 0,2%, mentre l’S&P500 scambia nei pressi della parità e il Dow Jones perde lo 0,2%.

L’indice tecnologico cambia segno grazie all’andamento dei colossi ad elevata capitalizzazione, il cui peso sull’indice è determinante. Titoli come Nvidia (+2,8%), Microsoft (+1,6%), Meta (+1,1%) e Apple (+0,2%) sono in rialzo. Tra le azioni delle Magnifiche 7 restano in ribasso Alphabet (-1,8%), Amazon (-0,8%) e Tesla (-0,4%).

In generale è stata un buona giornata per i titoli tecnologici, come Palantir (+6%) e Intuit (+3,8%). Quest’ultimo ha perso più del 35% da inizio anno e il 24 febbraio ha toccato un minimo annuo sotto i 359 dollari, a causa dei timori degli investitori per l’impatto “disruptive” sui modelli di business delle aziende del software. In parallelo, le azioni di McDonald’s e Home Depot, titoli di consumo che avevano beneficiato del cosiddetto “rotation trade” dal settore tecnologico, hanno perso rispettivamente circa il 2 e il 3%.

«Oggi il mercato non cambia posizione solamente sulla guerra, ma anche sulla tecnologia», ha affermato Jay Hatfield, ceo di Infrastructure Capital Advisors. «Una giornata strana», ha aggiunto.

Rosso anche per le azioni di Berkshire Hathaway che arretrano del 5,3% dopo la diffusione dei conti del trimestre chiuso a dicembre, l’ultimo sotto la guida di Warren Buffett in qualità di ceo. Gli utili operativi - che escludono alcune componenti legate agli investimenti - sono scesi del 30% a 10,2 miliardi di dollari, penalizzati dal calo dei ricavi nel comparto assicurativo. Se il ribasso fosse confermato in chiusura, si tratterebbe della peggiore performance giornaliera dal 5 maggio scorso, quando le azioni persero il 5,1% in seguito all’annuncio dell’uscita di Buffett dal ruolo di ceo a fine anno.

Alle 17:30 Wall Street riduce le perdite 

L’S&P 500 cede lo 0,4%, il Nasdaq arretra dello 0,2% e il Dow Jones perde lo 0,5%.

A contenere le vendite contribuisce la convinzione degli investitori che il conflitto possa restare circoscritto e di durata limitata. Inoltre, sebbene il petrolio sia balzato, le quotazioni restano sotto i massimi triennali: il Brent guadagna oltre il 6,9% a 77,8 dollari al barile, mentre il Wti sale del 6% a 71 dollari.

Quasi tutti i settori dell’S&P 500 sono in rosso, con i titoli dei beni di consumo discrezionali tra i più colpiti. Pesano in particolare compagnie di crociera e gruppi legati ai viaggi: Royal Caribbean cede il 4,5%, Carnival arretra di quasi l’8% e Norwegian Cruise Line il 10,5%, nonostante risultati trimestrali superiori alle attese ma accompagnati da una guidance debole.

Il conflitto ha inoltre paralizzato parte del traffico aereo in Medio Oriente, con numerose cancellazioni di voli verso Israele e il Golfo, mentre diverse compagnie internazionali hanno sospeso o ridotto le rotte nell’area.

In controtendenza il comparto energetico, sostenuto dal rialzo del greggio e dai timori di interruzioni nei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Exxon, Chevron e ConocoPhillips sono in rialzo, mentre l’esportatore di Gnl Venture Global balzadel 19,6% e Cheniere sale del 5,9%.

Alle 15:30 le borse Usa aprono in calo

I prezzi del petrolio sono schizzati verso l’alto e le borse Usa hanno virato in forte ribasso sulla scia della nuova Guerra del Golfo. Il Dow Jones guida i ribassi e perde lo 0,6%, mentre S&P500 e Dow Jones calano dello 0,5%.

I future sul Brent, riferimento globale per il greggio, sono balzati di oltre l’8%, sostenuti dalle preoccupazioni per una possibile chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz - snodo strategico per i flussi energetici - e per eventuali attacchi alle infrastrutture petrolifere della regione. I rialzi, tuttavia, sono risultati più contenuti rispetto alle attese di alcuni operatori. In aumento anche i future sul gas europeo, ulteriormente spinti dall’interruzione della produzione da parte del maggiore esportatore mondiale di gas naturale liquefatto.

In controtendenza rispetto gli indici si muovono i comparti energia, shipping e difesa: Lockheed Martin e Rtx hanno segnato rialzi del 3% in avvio di seduta, insieme ai campioni del petrolio come Exxon Mobil (+2%), Chevron (+1,1%) e ConocoPhilips (+3,4%).

L’oro ha beneficiato della corsa ai beni rifugio e scambia in rialzo dello 0,9%, ma l’argento cade del 5%. In rafforzamento anche il dollaro e il franco svizzero, sostenuti dai flussi verso asset considerati più sicuri.

Vendite, invece, sui Treasury americani: il calo dei prezzi ha spinto al rialzo il rendimento del decennale. A pesare sono soprattutto i timori che un prolungato balzo delle quotazioni del petrolio possa riaccendere le pressioni inflazionistiche, prevalendo sul tradizionale ruolo dei titoli di Stato Usa come bene rifugio.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Lockheed Martin

I titoli della difesa e dell’aerospazio avanzano nel pre-mercato in scia all’escalation del conflitto in Iran, sostenuti dalle attese di un possibile aumento della spesa militare. Il titolo Lockheed Martin apre a +3%.

2. Exxon Mobil

Balzo anche per le major petrolifere statunitensi, trainate dall’impennata delle quotazioni del greggio. Le azioni di Exxon Mobil avanzano del 2% in avvio di seduta.

3. Hapag-Lloyd

Le compagnie di trasporto container stanno deviando le rotte circumnavigando l’estremità meridionale dell’Africa per evitare il Canale di Suez e lo Stretto di Hormuz. Le deviazioni tendono a tradursi in un aumento dei noli marittimi. Il titolo Hapag-Lloyd balza 5,6%.

4. Norwegian Cruise Line

Vendite marcate sui titoli delle crociere in apertura, con gli investitori che temono interruzioni delle rotte e un incremento dei costi del carburante. Norwegian ha peraltro riportato risultati trimestrali superiori alle attese, ma accompagnati da una guidance deludente. Le azioni cadono del 10%.

5. Nvidia

Il produttore di chip si prepara a presentare un nuovo processore progettato per consentire a OpenAI e ad altri clienti di sviluppare strumenti più rapidi ed efficienti. Il titolo avanza di oltre l’1% in avvio di seduta, in un contesto di vendite diffuse sul comparto tecnologico. (riproduzione riservata)



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