Wall Street chiude contrastata: Dow Jones +0,6%, S&P 500 -0,9%, Nasdaq -2,1%. La performance dell’indice dei titoli industriali conferma il sospiro di sollievo delle borse americane sul Medio Oriente, dato che l’Iran non sembra intenzionato a rispondere all’attacco di Israele. I problemi negli Usa sono altri, sempre uguali: la persistenza dell’inflazione continua a preoccupare perché allontana il taglio dei tassi (ora al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre 20 anni). Più che un timore una certezza, considerato che le previsioni di una prima sforbiciata della Fed a giugno sono solo del 16%.
Ecco perché S&P 500 chiude in calo per la sesta seduta di fila. Mentre il Nasdaq paga la performance negativa dei titoli tecnologici, più esposti in uno scenario di tassi alti più a lungo (leggi sotto). In particolare il listino tech è trascinato giù da Nvidia (-10%) e da Netflix (-9,1%). Nel primo trimestre il colosso dello streaming ha messo a segno un altro record sul fronte degli abbonati (+9 milioni). Ma la crescita degli utenti è rallentata, così Netflix non si è sbilanciato nelle stime sul secondo trimestre (leggi sotto). Una scelta non apprezzata da Wall Street.
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,5%, mentre S&P 500 cede lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,8%. Alla fine la tanto temuta reazione di Israele è arrivata ma l’attacco dello Stato ebraico all’Iran è stato mirato, una circostanza che ha risparmiato un tonfo ai mercati. Il quasi certo rinvio del taglio dei tassi d’interesse continua però a pesare sulle borse americane. Le più colpite sono le società tecnologiche del Nasdaq, che continuano a bruciare cassa per innovarsi e quindi sono più sensibili ai costi di finanziamento troppo elevati.
Ecco allora che tra i peggiori titoli di Wall Street spiccano Amazon (-1,7%), Apple (-1,2%), Nvidia (-3,2%), Intel (-1%), Visa (-0,6%), Microsoft (-0,6%) e Walt Disney (-0,5%). Tra le migliori azioni emergono invece American Express (+4,3%, UnitedHealth (+1,7%), Chevron (+1,6%), The Travelers (+1,5%), Honeywell (+1,3%), Coca Cola (+1%) e Jp Morgan (+1%).
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones e S&P 500 sono piatti mentre il Nasdaq cede lo 0,3%. Le borse americane si apprestano a chiudere la settimana in rosso: in particolare S&P 500 viene da cinque sedute di fila con il segno meno. Non bastavano le preoccupazioni sull’inflazione (che fatica a compiere l’ultimo miglio verso il 2%) e sul sempre più probabile rinvio del taglio dei tassi (ora al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre 20 anni) da parte della Fed. La mattina del 19 aprile Wall Street ha assistito al riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente dopo la risposta di Israele all’Iran. La nuova escalation però non ha piegato gli indici statunitensi.
Un simile contesto invece ha permesso al dollaro di guadagnare terreno sull’euro. Giorno dopo giorno la valuta americana si è rafforzata anche se oggi, 19 aprile, il cambio euro-dollaro resta stabile a quota 1,066 (+0,2%). Negli Usa lo scenario «tassi alti più a lungo» (la Bce dovrebbe iniziare a tagliarli a giugno) ha rinvigorito anche i rendimenti: quello del Treasury decennale è da giorni al 4,6%. Infine il petrolio, dopo il balzo avvenuto in mattinata nel post attacco di Israele, inizia a perdere sprint: il prezzo del Brent scende dello 0,45% e quello del Wti dello 0,3%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 19 aprile.
Alle 15:30 il titolo Netflix cede il 6,4%. Il colosso americano dello streaming ha chiuso i primi tre mesi del 2024 con più di 9 milioni di nuovi utenti, per un totale di 269,6 milioni, sopra i 264,2 milioni attesi. I profitti netti sono saliti a 5,28 dollari ad azione (consenso a 4,52 dollari) e i ricavi sono aumentati a 9,37 miliardi (9,28 miliardi le stime). Ma Netflix è rimasto cauto sul secondo trimestre, periodo in cui si attende un fatturato di 9,49 miliardi, valore sotto i 9,53 miliardi attesi. L’utile per azione, invece, viene indicato in 4,68 dollari, poco sopra il consenso (4,54 dollari per azione). Anche il trend di crescita degli abbonati dovrebbe ridursi.
Alle 15:30 le azioni Meta perdono l’1,2% nonostante la svolta della big tech nel mondo dell’AI. Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp avranno il loro assistente di intelligenza artificiale, in grado di rispondere alle domande degli utenti. Si chiamerà Meta AI e funzionerà sfruttando il large languarge model (llm) open source Llama 3. «Crediamo che questa sia l’AI più intelligente che chiunque possa usare gratis», spiega Mark Zuckerberg, fondatore di Meta. «Ogni volta che avrete una domanda dovrete solo scriverla nell’app».
Alle 15:30 il titolo Paramount sale del 4%. Il New York Times e Bloomberg hanno rivelato che Sony Pictures Entertainment e il fondo di private equity Apollo Global Management potrebbero allearsi e presentare un’offerta congiunta per acquisire il gigante americano dell’intrattenimento. L’indiscrezione arrivare mentre Paramount sta trattando una possibile fusione con la casa di produzione Skydance Media.
Alle 15:30 le azioni Apple cedono lo 0,7%. Il governo cinese ha costretto l’azienda di Cupertino a rimuovere WhatsApp e Threads dal suo App Store per motivi di sicurezza nazionale. Anche altre due applicazioni straniere di messagistica, Telegram e Signal, sono state eliminate. Sono ancora scaricabili invece le altre due app di Meta, cioè Facebook e Instagram, e la piattaforma YouTube di Aplphabet insieme al social network di Elon Musk, X.
Alle 15:30 il titolo Tesla è piatto. Ancora un nuovo guaio per la casa di Elon Musk, alle prese con la concorrenza spietata dei rivali cinesi e il conseguente calo dei margini provocato dal taglio dei prezzi di listino. Tesla ha richiamato 3.878 Cybertruck per riparare il pedale dell’acceleratore, che rischia di staccarsi e incastrarsi nel rivestimento interno. Le difficoltà che hanno colpito la società nel 2024 hanno portato le azioni a bruciare quanto guadagnato nel 2023: ora il titolo capitalizza meno di 500 miliardi. (riproduzione riservata)