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Aumento per Nasdaq e S&P 500, PayPal in calo

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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso: Dow Jones -0,46%, Nasdaq -0,38% e S&P 500 -0,30%

di Mario Olivari
29 luglio 2025, 15:54 Ultimo aggiornamento: 22:13

Il segretario al Commercio statunitense, Howard Lutnick, ha esortato i funzionari sudcoreani a presentare la loro proposta commerciale migliore e definitiva durante il recente incontro in Scozia. Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le prospettive di crescita globale | IL VIDEO

Le borse Usa chiudono negative appesantite dai timori che la guerra sui dazi non sia ancora finita e dalle previsioni non troppo rosee sulle prossime trimestrali delle Big Tech. Il Dow Jones registra un calo dello 0,46% a 44.632,99 punti, il Nasdaq perde lo 0,38% a 21.098,29 punti e lo S&P 500 scende dello 0,30% 6.370,89 punti. 

Domani la Federal Reserve alle 20 (ora italiana) dovrebbe tenere i tassi invariati. Sul fronte societario, dopo la chiusura dei mercati si attendono i risultati di colossi tech come Microsoft e Meta Platforms, insieme a Qualcomm, Hershey, Kraft Heinz, Robinhood e Ford. Tra i dati macro, in arrivo l’Adp National Employment Report di luglio e una stima preliminare del pil statunitense per il secondo trimestre. 

Alle 18:40 i principali indici Usa girano in rosso, perdendo i guadagni conseguiti a inizio seduta

L’S&P500 è in calo dello 0,3%, il Nasdaq dello 0,1% e il Dow Jones dello  0,4%. Stando a quanto riportato da Reuters, si sono conclusi a Stoccolma i due giorni di negoziati tra funzionari statunitensi e cinesi, un nuovo round di colloqui volto a ridurre le tensioni commerciali tra le due principali economie mondiali. Sebbene dal vertice non siano emersi risultati concreti, il capo negoziatore cinese, Li Chenggang, ha confermato che le parti hanno espresso l’intenzione di prorogare la tregua tariffaria di 90 giorni raggiunta a maggio. Tuttavia, al momento non sono state comunicate né tempistiche né modalità operative per un’eventuale estensione. 

«Le parti hanno condotto negoziati costruttivi», hanno dichiarato martedì il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer ai giornalisti. Hanno aggiunto che riferiranno l’esito dei colloqui al Presidente Usa Donald Trump, il quale prenderà la decisione finale sull’eventuale estensione dell’intesa. In assenza di un accordo, i dazi statunitensi sulla Cina torneranno al 34%, ha affermato Bessent, o a qualsiasi livello che il presidente riterrà opportuno.

La trattativa si inserisce in un contesto delicato, con la scadenza dell’1 agosto per nuovi dazi unilaterali Usa ormai imminente, e un clima di crescente attenzione da parte dei mercati internazionali.

Sempre sul fronte del commercio internazionale, il Wall Street Journal riporta che il segretario al Commercio statunitense, Howard Lutnick, ha esortato i funzionari sudcoreani a presentare la loro proposta commerciale migliore e definitiva durante un recente incontro in Scozia. Durante la riunione, Lutnick ha detto ai consulenti commerciali della Corea del Sud che dovranno “giocarsi tutte le carte” quando presenteranno l’offerta finale al presidente Trump, sottolineando che quest’ultimo deve ancora essere convinto della necessità di un nuovo accordo con Seul. Trump, infatti, ha già siglato intese con importanti partner commerciali come Unione Europea, Giappone e Regno Unito.

Il segretario al Commercio Usa ha confermato in un’intervista a Fox News lunedì 28 luglio di aver incontrato, insieme al Rappresentante per il Commercio Jamieson Greer, i negoziatori sudcoreani durante il soggiorno in Scozia, mentre Trump era impegnato a chiudere l’accordo con Bruxelles. Tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli. I ministeri sudcoreani del Commercio e delle Finanze hanno scelto di non commentare l'incontro.

Poco prima di imbarcarsi per Washington, il Ministro delle Finanze Koo Yun-cheol — tra i principali negoziatori commerciali sudcoreani — ha dichiarato che presenterà agli Stati Uniti una proposta che evidenzi le aree di cooperazione potenziale nel medio-lungo termine, citando la cantieristica navale come uno dei settori chiave.

La decisione di inviare una delegazione in Scozia per incontrare i consiglieri di Trump sottolinea l’urgenza, da parte di Seul, di concludere rapidamente un accordo prima della scadenza del 1° agosto. Trump ha recentemente inviato una lettera al presidente sudcoreano Lee Jae Myung minacciando l’imposizione di un dazio del 25%, che potrebbe entrare in vigore già da venerdì.

Infine la recente distensione delle tensioni commerciali ha avuto un impatto positivo sulle aspettative di crescita economica globale. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, infatti,  le prospettive per l’economia mondiale appaiono oggi più favorevoli rispetto a qualche mese fa, nonostante persistano rischi legati alla guerra commerciale. Il Fmi prevede una crescita globale del 2,7% nel 2025, calcolata sul confronto tra il quarto trimestre di quest’anno e lo stesso periodo del 2024. Una stima in rialzo rispetto al 2,4% previsto ad aprile, ma comunque in calo rispetto al +3,6% registrato nel 2024. Per l’economia statunitense si prevede un’espansione dell’1,7%. Le nuove previsioni non tengono conto degli effetti degli accordi commerciali appena siglati dagli Stati Uniti con Unione Europea e Giappone. Tuttavia, il Fmi avverte che un ritorno ai livelli tariffari di aprile, come minacciato dalla Casa Bianca, potrebbe ridurre la crescita globale dello 0,2%. Ulteriori dazi — come quelli ipotizzati su rame e prodotti farmaceutici — peggiorerebbero ulteriormente lo scenario.

Alle 15:30 i principali indici Usa aprono in territorio positivo

L’S&P500 guadagna lo 0,3%, il Nasdaq lo 0,5% e il Dow Jones lo 0,1%.

Da notare il rafforzamento del dollaro, che si apprezza dello 0,51% contro l’euro, facendo scendere il cambio a 1,1528. Il rafforzamento del dollaro, come sottolineano gli analisti, è  probabile che rifletta una combinazione di effetti: attese di rallentamento globale, ruolo del dollaro come bene rifugio e aspettative sui tassi.

Mentre i mercati restano in attesa di sviluppi nei colloqui commerciali internazionali, gli operatori analizzano con attenzione i risultati trimestrali delle grandi aziende. La scadenza di venerdì incombe: da quel giorno potrebbero scattare tariffe più alte su beni provenienti da numerosi Paesi.

Martedì 29l uglio, in mattinata, sono arrivati i conti di colossi come UnitedHealth, Spotify e Boeing. Si apre così una settimana intensa per i mercati: circa un terzo delle società dell’indice S&P 500 pubblicherà i propri risultati nei prossimi giorni.

Sul fronte geopolitico, proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Cina, con l’obiettivo di evitare nuove tensioni in vista della scadenza del 12 agosto per la tregua commerciale. Da Stoccolma, dove si svolgono i colloqui, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato di voler estendere l’intesa. In precedenza, le trattative avevano già portato a un alleggerimento dei controlli sulle esportazioni e a una sospensione di 90 giorni sull’imposizione di nuove tariffe.

Restano invece ancora senza accordo altri partner commerciali di rilievo come Canada, Messico, Corea del Sud e Taiwan.

Intanto Stellantis — il gruppo automobilistico dietro i marchi Chrysler e Jeep — ha annunciato che l’impatto dei dazi sulle importazioni potrebbe aggirarsi attorno a 1,7 miliardi di dollari nel 2025. L’azienda ha inoltre ripristinato la propria guidance finanziaria annuale, sospesa lo scorso aprile proprio a causa dell’instabilità legata alle politiche tariffarie.

In generale, la settimana in corso sarà densa di eventi chiave che potrebbero influenzare significativamente il sentiment degli operatori. In primo piano la decisione sui tassi d’interesse della Federal Reserve, il report sul mercato del lavoro di luglio e una raffica di trimestrali da parte dei giganti della tecnologia.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. UnitedHealth

Il colosso della sanità ha ripristinato la sua guidance, fornendo una stima degli utili rettificati annuali ben al di sotto delle previsioni iniziali. Il titolo, che ha perso oltre il 40% da inizio anno, a causa di un’inchiesta federale a danno della società — sia criminale che civile — per possibili pratiche discutibili legate a fatturazione e codifica del rischio nei piani Medicare Advantage, apre a -7%.

2. Boeing

Il ritmo più sostenuto delle consegne ha spinto l’azienda aerospaziale a registrare la sua migliore performance finanziaria trimestrale dal 2023. Grazie alla lettura positiva dei dati trimestrali le azioni della società salgono del 2% all’apertura.

3. Ups

United Parcel Service ha presentato risultati contrastanti e ha dichiarato che la visibilità economica resta troppo limitata per fornire previsioni su utile e ricavi annuali. A causa della negatività della guidance Ii titolo segna in apertura -5,8%.

4. Procter & Gamble

Il produttore del detersivo Tide ha segnalato segnali di rallentamento nei consumi. Nonostante ciò, ha riportato risultati superiori alle attese e ha confermato che i dazi potrebbero aggiungere fino a 1 miliardo di dollari ai costi annuali. Il titolo perde lo 0,2% in apertura.

5. Norfolk Southern Union Pacific

La compagnia ferroviaria si fonderà con Union Pacific per creare il primo operatore ferroviario coast-to-coast negli Stati Uniti. Le azioni di Norfolk Southern, oggetto dell’acquisizione, sono scese del 3,5% in apertura.



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