I listini azionari statunitensi chiudono positivi: Dow Jones +0,3%%, S&P 500 +0,6%, Nasdaq +0,6%. La guerra dei dazi torna ad agitare i mercati, dopo gli avvertimenti di Donald Trump per un aumento delle tariffe sui prodotti importanit da Messico, Canada e Cina.
Intanto il Bitcoin si è allontanato ulteriormente dal livello psicologico dei 100.000 dollari, dopo che gli investitori hanno incassato i profitti generati dalle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, precipitando fino a un minimo di 90.799 dollari.
Qualcuno evoca il massacro del Giorno del Ringraziamento del 26 novembre 2020 quando nel giro di 24 ore il bitcoin aveva perso il 13,5% a 16.412 dollari. Ma solo quattro giorni dopo il crollo, il bitcoin era tornato a poco meno di 20.000 dollari e a metà dicembre era salito a un nuovo massimo storico sopra i 24.000 dollari. Entro la fine dell'anno, il prezzo era salito sopra i 30.000 dollari, in rotta verso il picco del mercato rialzista di 65.000 dollari toccati poi nell'aprile 2021. Il precedente, insomma, fa ben sperare. Ma si sa che la storia non si ripete mai nella stessa maniera.
«Il traguardo dei 100.000 dollari rimane una formidabile barriera psicologica», ha osservato a sua volta Mati Greenspan, fondatore di Quantum Economics. «La comunità ha tenuto d’occhio questo livello per anni e, sebbene sfondarlo ora sarebbe un importante segnale rialzista, potrebbe essere necessario un breve ritiro per raccogliere slancio prima del prossimo tentativo», ha aggiunto Greenspan.
Secondo Geoff Kendrick, analista di Standard Chartered, il bitcoin scenderà fino a 88.700 dollari. Il motivo? Il nuovo segretario del Tesoro, Scott Bessent, ritenuto una figura più moderata di altri candidati a quella carica. Questo ha portato a un calo dei rendimenti dei Treasury. Di conseguenza il bitcoin sta scendendo perché è considerato una copertura contro le cattive politiche monetarie dei governi e contro l'inflazione. Kendrick ritiene comunque ancora possibile vedere il bitcoin a 125.000 dollari entro fine anno e a 200.000 entro la fine del 2025.
Le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono diminuite a ottobre più di quanto previsto. Il dipartimento del Commercio ha registrato un ribasso del 17,3% al tasso annualizzato di 610 mila unità, contro attese per un dato a 725 mila. Il dato di settembre è stato confermato a 738 mila. Rispetto a un anno prima, il dato è in ribasso del 9,4%. Il prezzo mediano è cresciuto a 437.300 dollari, il prezzo medio è salito a 545.800 dollari. All’attuale ritmo di vendita, servirebbero 9,5 mesi per esaurire le case a disposizione.
A novembre, gli americani si sono dimostrati più ottimisti sull’economia rispetto al mese precedente. L’indice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, è salito dai 108,7 di ottobre a 111,7 punti, al di sotto però delle attese a 112 punti. La componente che misura le aspettative per il futuro è salita di 3,2 punti a 92,3 punti; quella sulla situazione attuale è cresciuta di 2,9 punti a 140,9 punti.
Wall Street apre contrastata, dopo la chiusura record del Dow Jones di ieri. Il presidente eletto, Donald Trump, ha movimentato i mercati dopo aver avvertito che già da gennaio l’America imporrà dazi contro Cina, Messico e Canada. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,32%, l’S&P 500 sale dello 0,24% e il Nasdaq avanza dello 0,39%.
Sul fronte macro, nella serata di martedì 26 novembre, saranno pubblicati i verbali della riunione del Fomc del 6-7 novembre, quando la Banca centrale americana ha tagliato di 25 punti base i tassi di interesse, come ampiamente previsto dopo la riduzione di 50 pb di settembre.
«Non ci aspettiamo alcun riferimento al risultato elettorale e alle sue potenziali implicazioni per la politica monetaria, dato che la riunione è iniziata solo un giorno dopo le elezioni. I verbali rifletteranno invece probabilmente sui migliori dati macro pubblicati nel periodo precedente la riunione, che supporterebbero un ritmo più lento dei tagli dei tassi», affermano gli esperti di Unicredit Group Investment Strategy.
Il Fomc potrà osservare ancora un mese di dati sul mercato del lavoro e sull’inflazione prima della decisione di dicembre. «Riteniamo che la Fed taglierà probabilmente di 25 punti base il 18 dicembre, poiché è probabile che il mercato del lavoro continui a mostrare un graduale raffreddamento (di fondo), ma si tratta di una scelta in bilico», concludono gli strategist.
Cinque titoli da monitorare martedì 26 novembre
Alle 15:30 le azioni salgono dell’1,6%. La società di abbigliamento ha chiuso il terzo trimestre con una crescita a doppia cifra delle vendite e degli utili e ha annunciato la nomina di Robert Ball a nuovo direttore finanziario. Nel dettaglio, il gruppo ha registrato un utile netto di 2,5 dollari ad azione, rispetto a un risultato di 1,9 dollari ad azione nel terzo trimestre 2023 e di una previsione di mercato di 2,39 dollari. La società ha alzato le stime annuali e prevede ora di registrare un incremento del 14%-15% delle vendite nette, contro il 12%-13% precedentemente atteso.
Alle 15:30 il titolo è in calo dello 0,2%. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha assegnato un pacchetto di sovvenzioni federali da quasi 7,9 miliardi di dollari a Intel per potenziare la filiera nazionale dei semiconduttori, nell'ambito del programma di incentivazione Chips Funding Opportunity for Commercial Fabrication Facilities. I fondi sosterranno in modo diretto il piano di investimento da 90 miliardi di dollari previsto dalla società entro la fine della decade e saranno erogati in base al completamento di una serie di traguardi da parte dell’azienda.
Alle 15:30 le azioni perdono il 19%. La catena di grandi magazzini ha tagliato le previsioni di vendita annuali per la terza volta quest’anno. La società si aspetta ricavi inferiori a quelli precedentemente attesi, poiché prevede di avviare ricche offerte per attirare gli acquirenti in vista dello shopping natalizio. L’azienda prevede ora un calo delle vendite nette per l’intero anno compreso tra il 7% e l'8%, rispetto alla precedente previsione di una flessione tra il 4% e il 6%. Dopo l’annuncio, l’amministratore delegato di Kohl’s, Tom Kingsbur, ha comunicato le dimissioni.
Alle 15:30 il titolo avanza del 2,2%. La Casa Bianca punta ad ampliare l’assistenza federale per l’acquisto di farmaci anti-obesità attraverso i programmi di copertura sanitaria Medicare e Medicaid. Attualmente, il programma offre copertura per l’acquisto di farmaci come Ozempic di Novo Nordisk e Mounjaro di Eli Lilly per soggetti con alcuni problemi di salute, come il diabete. Il nuovo programma aiuterebbe circa 3,4 milioni di americani iscritti a Medicare, riducendo i costi diretti per questi farmaci da prescrizione fino al 95% e, inoltre, garantirebbe l’accesso ai farmaci a 4 milioni di soggetti adulti con copertura Medicaid.
Alle 15:30 le azioni perdono il 7,8%. II più grande rivenditore al dettaglio di elettronica di consumo ha deluso le aspettative degli analisti dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, tagliando le previsioni sul fatturato per l’intero anno. Nel dettaglio, Best Buy ha riportato un utile adjusted di 1,26 dollari per azione, inferiore all’eps di 1,29 dollari per azione previsto dagli analisti intervistati da Lseg. Anche il fatturato, risultato pari a 9,45 miliardi di dollari, ha mancato la stima di consenso di 9,63 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)