Wall Street chiude contrastata: Jerome Powell non si piega alle pressioni del presidente Donald Trump e così la Fed lascia i tassi invariati al 4,25-4,50%. Ma l consenso intorno a lui comincia a sfaldarsi e due membri del Comitato di politica monetaria votano a favore di un taglio dello 0,25%: Dow Jones -0,4%, S&P500 -0,1%, Nasdaq +0,1%
Alle 18:00 le borse Usa mostrano un andamento lievemente positivo: mentre il Nasdaq guadagna uno 0,4% e l’S&P500 uno 0,2% e il Dow Jones aumenta dello 0,1%.
Tutta l’attenzione del mercato è sulla riunione della Fed che si terrà alle 20:00 ore italiane. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi d'interesse invariati finora nel 2025, all'interno di un range compreso tra il 4,25% e il 4,5%. Tuttavia, le aspettative sui futuri orientamenti di politica monetaria si sono modificate in modo significativo, con gli investitori intenti ad anticipare in che modo crescita e inflazione potrebbero essere influenzate dai rapidi cambiamenti nelle politiche commerciali.
Secondo i dati del Cme FedWatchTool, aggiornati a mercoledì mattina, c’è una probabilità del 43% che da qui a dicembre i tassi vengano abbassati di 50 punti base—l’equivalente di due tagli standard da un quarto di punto ciascuno. Dopo la riunione di oggi, alla Fed resteranno tre ulteriori incontri previsti entro la fine dell’anno.
I funzionari della banca centrale si dividono attualmente in tre schieramenti su quali evidenze economiche considerare decisive per avviare una nuova fase di tagli ai tassi. In mezzo ci sono i centristi, come Mary Daly della Fed di San Francisco, che si sono detti aperti a un allentamento nel corso del 2025, ma desiderano vedere almeno altri due mesi di dati economici prima di decidere, in tempo per la riunione di settembre.
Da uun lato, poi, le ‘colombe’, come i governatori Christopher Waller e Michelle Bowman, che hanno invece indicato che preferirebbero procedere subito con un taglio dei tassi.
Un terzo gruppo, rappresentato dai falchi, come ad esempio da Raphael Bostic della Fed di Atlanta, teme che le pressioni inflazionistiche derivanti dai dazi si intensifichino durante l’estate. Per questo sono cauti all’idea di preparare il terreno per un taglio a settembre, proprio quando le pressioni sui prezzi potrebbero raggiungere il picco.
Come evidenziato dal Wall Street Journal, la riunione odierna della Federal Reserve dovrebbe concludersi con un quinto mantenimento consecutivo dei tassi. Tuttavia, gli osservatori seguiranno con attenzione alcuni elementi chiave.
Tra questi, in primis, segnali su futuri tagli. Parte del dibattito si concentrerà su un possibile cambiamento nell’approccio finora attendista della Fed. Il grado di dissenso interno sarà un altro punto caldo: il presidente Jerome Powell, sotto attacco quest’anno da parte del presidente Trump per la sua politica monetaria, potrebbe affrontare un raro caso di doppio dissenso da parte di due governatori—evento che non si verifica da trent’anni—sostanzialmente in linea con la posizione dell’attuale inquilino della Casa Bianca, che da tempo chiede tassi più bassi.
Un altro aspetto cruciale sarà la posizione della Fed sui dazi. Alla base del dibattito interno vi è infatti un disaccordo sulla valutazione dei rischi legati a inflazione e tariffe. L’inflazione si è rivelata meno problematica di quanto temuto, ma i membri più falchi del board temono che possa crescere presto se i dazi continueranno a pesare sul sistema economico.
Infine, non si esclude che Powell possa essere interrogato anche su questioni extraconomiche, come la controversa ristrutturazione della sede della Fed a Washington. Sebbene Powell cerchi di mantenere le conferenze stampa focalizzate sull’economia, il recente sopralluogo di Trump sul cantiere della sede centrale—accompagnato da critiche sui costi e sulla gestione del progetto—potrebbe spingere i giornalisti a porre domande sul tema.
L’S&P500 scambia nei pressi della parità, il Nasdaq guadagna lo 0,1% e il Dow Jones perde lo 0,1%.
l presidente Usa Donald Trump torna ad alzare i toni sul fronte commerciale, mentre i mercati restano concentrati sulla tornata di trimestrali delle big cap americane e sull’attesa decisione della Federal Reserve in materia di tassi, prevista per le 20:00 ora italiana.
Intanto, i dati macroeconomici diffusi nelle ultime ore mostrano una ripresa dell’economia statunitense: nel secondo trimestre, il pil è cresciuto del 3%, segnando un deciso rimbalzo dopo la contrazione registrata nei primi tre mesi dell’anno. Trump ha definito il dato «molto migliore del previsto» e ha colto l’occasione per rinnovare il pressing sulla Fed, affinché proceda con un taglio dei tassi.
Secondo le attese, la Banca centrale statunitense dovrebbe lasciare invariato il costo del denaro, ma sarà la conferenza stampa del presidente Jerome Powell a catalizzare l’attenzione degli investitori: il focus sarà tutto sulle eventuali aperture a nuovi tagli già a partire da settembre.
Sul versante del commercio internazionale, Trump ha annunciato che non estenderà la scadenza fissata per venerdì 1° agosto per l’introduzione di dazi più elevati verso quei Paesi che non hanno ancora raggiunto un’intesa con Washington. Tra questi figurano Canada, Messico e Corea del Sud.
Nel mirino anche l’India: le esportazioni verso gli Stati Uniti saranno soggette a tariffe del 25%. Inoltre, Nuova Delhi sarà penalizzata per l’acquisto di armamenti e fonti energetiche dalla Russia. La notizia ha immediatamente pesato sulla valuta indiana, con la rupia in calo rispetto al dollaro.
Sul fronte corporate, continua la stagione delle trimestrali. In Europa, colossi dell’automotive come Porsche e Mercedes hanno rivisto al ribasso le stime sull’anno in corso, dopo l’accordo commerciale siglato tra Unione Europea e Stati Uniti. Negli Usa hanno già pubblicato i risultati società come Hershey, mentre l’attesa si concentra ora su Meta e Microsoft — due dei cosiddetti ‘Magnifici Sette’ — che comunicheranno i conti a mercati chiusi, insieme a Qualcomm e Ford.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il colosso tecnologico riporterà i risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati. Gli investitori si concentrano sull'equilibrio tra l'espansione dell'AI e la redditività. Le previsioni indicano ricavi tra 44,7 e 45,5 miliardi di dollari, con un utile per azione (Eps) di 5,86 dollari. Gli analisti di Bank of America e Oppenheimer sono ottimisti riguardo alla crescita dei ricavi pubblicitari, stimata del 14,6% su base annua, grazie all'adozione di strumenti pubblicitari basati sull'AI come Advantage+ . Tuttavia, l'attenzione è rivolta anche agli investimenti in infrastrutture AI, previsti tra 64 e 72 miliardi miliardi, e alle perdite di Reality Labs, che potrebbero influenzare i margini. In apertura il titolo evidenzia un rialzo dello 0,2%.
Per la società di Cupertino, gli analisti prevedono ricavi di 89,1 miliardi di dollari nel terzo trimestre, con un eps (utile per azione) compreso tra 1,42 e 1,45 dollari, segnando un incremento modesto rispetto all'anno precedente. Il segmento Servizi, che include Apple Music e iCloud, continua a crescere, contribuendo significativamente al fatturato. Tuttavia, la concorrenza in Cina sta erodendo la quota di mercato degli iPhone, mentre l'impatto delle tariffe doganali potrebbe aumentare i costi di produzione, influenzando i margini. Le azioni della società sono in calo dello 0,4% in apertura.
Gli investitori si concentrano sull'impatto dei costi delle materie prime e dei dazi sulle performance finanziarie. Nonostante un aumento delle vendite del 26% a 2,61 miliardi di dollari nel secondo trimestre, l'utile netto è diminuito del 65% a 62,7 milioni di dollari. Le previsioni per l'intero anno indicano una diminuzione dell'utile per azione rettificato tra il 36% e il 38%, principalmente a causa dei costi tariffari stimati tra 170 e 180 milioni. Gli investitori monitoreranno le strategie di mitigazione dei costi per affrontare le sfide macroeconomiche. Il titolo segna +4,1% in apertura.
Gli analisti prevedono un utile per azione (eps) di 0,33 dollari, a fronte di ricavi per 45,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre, segnando una diminuzione rispetto all'anno precedente. Nonostante una crescita delle vendite di veicoli negli Stati Uniti, Ford ha sospeso le previsioni per l'intero anno e gli investitori cercheranno indicazioni su come l'azienda intende affrontare queste sfide e ripristinare la redditività. Il titolo apre poco mosso, nei pressi della parità.
Le aspettative per Qualcomm includono ricavi pari a 10,3 miliardi di dollari e un eps (utile per azione) di 2,71 dollari, in aumento del 10% rispetto all'anno precedente. La divisione automotive ha registrato una crescita del 59% su base annua, mentre l'Internet of Things (IoT) ha visto un incremento del 27%. Gli investitori monitoreranno l'espansione in questi settori ad alto margine e l'impatto delle tariffe sulle operazioni globali. Il titolo perde lo 0,5% in apertura di Wall Street.