La guerra in Iran torna a scuotere i mercati, con il petrolio supera i 105 dollari al barile dopo gli attacchi di Teheran a oltre dieci navi nello Stretto di Hormuz. Intanto Donald Trump prevede che il conflitto possa finire dopo le elezioni di midterm del 3 novembre e lascia aperta la porta alla ripresa dei negoziati.
Ore 15:30 Petrolio Brent sopra i 105 $ al barile
Ore 15:00 Gli Houthi prendono il controllo della città portuale yemenita di Mocha
09:40 I prezzi del petrolio continuano a correre: Brent sopra i 100 dollari
08:30 Media: «Teheran ha venduto petrolio alla Cina in cambio di crediti per importazioni»
07:25 Trump: «La guerra finirà dopo le elezioni di midterm»
Alle 15:30 il Brent scambia sopra i 105,3 dollari al barile (con un massimo intraday di 105,84), mentre il Wti scambia poco sotto i 100 dollari, a 99,4. Contestualmente Wall Street apre in calo.
La milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall’Iran, ha assunto il controllo della città portuale di Mocha, aumentando la pressione sul traffico navale internazionale e sulle rotte da cui transitano importanti forniture energetiche. Lo riferisce Reuters, citando alcuni fonti a conoscenza dei fatti.
La nuova avanzata si concentra in particolare nell’area dello stretto di Bab el-Mandeb, il passaggio che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e che rappresenta un nodo cruciale per il commercio mondiale. Quattro fonti appartenenti alle forze governative yemenite hanno inoltre riferito di nuovi attacchi contro le isole Hanish, considerate di rilevanza strategica per il controllo della navigazione nella regione.
Continuano a correre i prezzi del petrolio, mantenendosi sopra i 100 dollari al barile. Alle 9:40 il prezzo del greggio Brent, il contratto di riferimento internazionale, viaggiava sui 101,33 dollari al barile, mentre il Wti, riferimento in Usa, viene scambiato da 96,22 dollari al barile.
L'Iran ha utilizzato un meccanismo simile al baratto per aggirare le sanzioni sulle sue vendite di petrolio e acquistare dalla Cina beni per miliardi di dollari, tra cui equipaggiamento militare. Lo scrive il Times of Israel, citando quanto riferito a Reuters da due fonti iraniane di alto livello e da altre tre persone a conoscenza della questione, secondo cui, il meccanismo commerciale segreto, in cui il petrolio iraniano viene scambiato con crediti per le importazioni cinesi, ha rappresentato un'ancora di salvezza finanziaria per Teheran negli ultimi anni, in concomitanza con l'intensificarsi delle pressioni economiche e militari statunitensi sul suo programma nucleare.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che la guerra con l’Iran finirà dopo le elezioni di metà mandato che si terranno il 3 novembre e che i negoziati potrebbero riprendere.
L’Iran ha attaccato oltre dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, provocando un’impennata dei prezzi del petrolio. I Guardiani della Rivoluzione hanno affermato di aver preso di mira, nella regione del Golfo, due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e altre dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, bloccato da Teheran dall'inizio della guerra in Medio Oriente. (riproduzione riservata)
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