Wall Street chiude in calo. Il Dow Jones cede lo 0,99% a 42.579,08 punti, il Nasdaq lascia il 2,61% a 18.069,26 punti e lo S&P 500 perde l'1,78% a 5.738,50 punti. L'euro è scambiato a 1,0788 dollari dopo la chiusura. La moneta unica lascia lo 0,04 verso il biglietto verde.
Il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha dichiarato giovedì che sono probabili esenzioni di un mese per più di una casa automobilistica .
Secondo quanto riferito, l’amministrazione starebbe anche valutando l’opportunità di esentare alcuni prodotti agricoli dai dazi doganali in vigore in Messico e Canada.
Uno studio condotto da Anita Patel, Investment Director di Capital Group spiega la situazione macroeconomica in corso. «In un mondo incerto, non mancano le sfide al dominio economico degli Stati Uniti. Le recenti notizie del chatbot cinese DeepSeek e i dazi dell'amministrazione Trump dimostrano quanto rapidamente possano sorgere dei rischi. Le minacce potenziali più ampie includono una flessione economica prolungata, un aumento dell’inflazione, un dollaro debole e errori politici. Un rischio più positivo è che altre parti del mondo inizino a generare una crescita costantemente superiore, come India, Cina ed Europa».
Il cambio euro/dollaro cresce del 0,37% a 1,08 mentre il rendimento del Treasury decennale sale al 4,33%. Bene il petrolio, con il Wti che cresce del 0,32% e il Brent del 0,39%.
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15.30 il Dow Jones perde l’1,1% , il Nasdaq l’1,7% e lo S&P 500 l’1,4% .
Gli investitori vogliono maggiore chiarezza sulle politiche commerciali Usa. I dazi sulle importazioni canadesi, messicane e cinesi sono entrati in vigore martedì 5 marzo, scuotendo i mercati finanziari. Canada e Cina hanno risposto con tariffe di ritorsione, mentre il Messico ha affermato che avrebbe svelato delle misure in riposta ai dazi nel fine settimana.
Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 6 marzo.
Alle 15.30 il titolo crolla del 15%. I ricavi e gli utili del trimestre sono stati sostanzialmente in linea con le stime di Wall Street, così come le indicazioni del primo trimestre per i risultati finali. Gli investitori però si aspettavano risultati molto più alti viste le aspettative nei confronti del settore dell’AI.
Alle 15.30 le azioni crescono del 5%. La catena di negozi al dettaglio statunitense ha riportato un utile per azione (eps) del quarto trimestre di 1,14 dollari, 0,03 dollari in più rispetto alla stima degli analisti di 1,11 dollari. L’azienda prevede un utile per azione per l’anno fiscale 2025 compreso tra 4,60 e 4,80 dollari, rispetto al consenso degli analisti di 4,46 dollari.
Alle 15.30 il titolo sale del 7%. L’azienda americana di cloud computing ha registrato utili trimestrali pari a 1,74 dollari per azione, superando la stima di 1,58 per azione. Negli ultimi quattro trimestri, la società ha battuto quattro volte le stime di consenso sugli utili.
Alle 15.30 le azioni calano del 2% dopo che la catena di grandi magazzini ha riportato utili contrastanti e ha diffuso previsioni deboli per il trimestre in corso.
Alle 15.30 il titolo cresce del 5,3%. Le azioni leader nella tecnologia per semiconduttori ha rifiutato una proposta di acquisizione da parte di On semiconductors ritenendola inadeguata. (riproduzione riservata)