Wall Street chiude negativa, per effetto della guerra dei dazi. Il Dow Jones perde l'1,55% a 42.520,99 punti, il Nasdaq cede lo 0,35% a 18.285,16 punti e lo S&P 500 scende dell'1,11% a 5778,18 punti. L'euro è scambiato a 1,0612 dollari dopo la chiusura americana. La moneta unica sale dell'1,17% verso il biglietto verde.
Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 17.30 il Dow Jones perde l’1,6%, il Nasdaq l’1,5% e lo S&P 500 l’1,7%. Si tratta del calo maggiore dell’indice S&P 500 da dicembre.
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha annunciato martedì che domenica lo Stato risponderà ai dazi imposti da Donald Trump con «misure tariffarie e non tariffarie».
Corey Barry, il ceo di Best and Buy, il più grande rivenditore al dettaglio di elettronica di consumo, ha annunciato che è «molto probabile» che i prezzi aumentino dopo i dazi.
Barry ha affermato che il 60% del costo delle merci dell’azienda proviene dalla Cina e ha sottolineato che il Messico è il suo secondo maggiore importatore.
Il cambio euro/dollaro cresce del 0,36%, mentre il rendimento del Treasury decennale cala al 4,13%. Male il petrolio, con il Brent che segna -1,52% e il Wti -1,26%. Cresce, invece, l’oro (+0,6%).
Wall Street apre la seduta in calo. Alle 15.30 il Dow Jones perde il 0,7%, il Nasdaq l’1,12% e lo S&P 500 l’1%.
Nella giornata di ieri Trump ha confermato l’entrata in vigore di dazi del 25% su Canada e Messico e il raddoppio delle tariffe sui prodotti cinesi (al 20%), ribadendo che il 2 aprile entreranno in vigore i dazi reciproci, a partire da quelli sui prodotti agricoli.
Ecco cinque titoli da monitorare martedì 4 marzo
Alle 15.30 il titolo cala del 4,9%. La catena di grandi magazzini ha riportato risultati trimestrali oltre le aspettative del mercato, ma ha avvertito che le politiche protezionistiche degli Stati Uniti peseranno sui conti dei primi tre mesi del 2025.
Alle 15.30 le azioni balzano del 13,16%. La società americana ha pubblicato risultati del quarto trimestre che hanno sorpreso al rialzo. La compagnia di software cloud ha realizzato un utile per azione di 0,78 dollari su un fatturato di 682 milioni di dollari, mentre le attese degli analisti erano, rispettivamente, di 0,74 dollari e 670 milioni.
Alle 15.30 il titolo perde il 3,6% dopo che i dati della China Passenger Car Association hanno mostrato che le vendite di veicoli Tesla fabbricati in Cina sono calate di quasi il 50% anno su anno a febbraio.
Alle 15.30 le azioni calano del 2,1%. La catena di fast food è scesa nel mercato poiché l’azienda acquista circa la metà dei suoi avocado dal Messico, colpito dai dazi di Trump.
Alle 15.30 il titolo cresce del 5,4%. L’azienda è vicina a un accordo per essere acquistata dalla società di private equity Sycamore per circa 10 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)