Chiude in rialzo per la borsa di Wall Street: il Dow Jones segna +0,53% a 44,254 punti, il Nasdaq sale dello 0,26% a 20,734 punti e lo S&P guadagna + 0,31% a 6,263 punti. L'euro è scambiato a 1,1639 dollari dopo la chiusura delle borse Usa. La moneta unica guadagna lo 0,31% verso il biglietto verde.
Il presidente Usa Donald Trump sarebbe pronto a rimuovere il numero uno della Fed Jerome Powell. L’ipotesi basta a far invertire la rotta ai listini: intorno alle 17:30 il Dow Jones cede lo 0,2%, l'S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,1%. La notizia ha fatto salire il prezzo dei futures sull’oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio nei momenti di turbolenza, sono saliti dell’1% nelle contrattazioni di metà giornata, spinti dalle crescenti tensioni sul fronte della politica monetaria e commerciale degli Stati Uniti.
Alla base del movimento c'è anche la crescente sfiducia da parte degli investitori nella capacità dell’amministrazione Usa di concludere accordi commerciali concreti, che ha rafforzato la cosiddetta narrativa Trump Always Chickens Out (acronimo Taco): l’idea che il presidente minacci azioni aggressive ma poi faccia marcia indietro.
Alle 15:30 i principali indici Usa aprono positive: l’S&P500 guadagna lo 0,3%, il Nasdaq lo 0,1% e il Dow Jones lo 0,3%. Il cambio euro dollaro cala dello 0,2% a 1,1582, mentre il rendimento dei Treasury con scadenza a dieci anni scende al 4,465%.
La stagione delle trimestrali entra nel vivo e offre uno scenario misto sull'impatto dei dazi commerciali a livello globale.
A Wall Street, i big della finanza sorprendono positivamente. Bank of America, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno battuto le attese degli analisti, sostenuti dalla maggiore volatilità di mercato generata proprio dalle tensioni commerciali. Un contesto che, almeno per il settore finanziario statunitense, si sta rivelando favorevole. Bank of America ha inoltre sottolineato la solidità dell’economia americana, in linea con quanto affermato il giorno prima da JPMorgan e altri istituti.
Oltre la finanza, anche Johnson & Johnson ha pubblicato risultati superiori alle attese, spingendo il titolo al rialzo. Il titolo guadagna un 2,1% in apertura.
Nel frattempo, aleggia costantemente sui mercati lo spettro della guerra commerciale. A Washington riprendono i contatti tra Stati Uniti e Unione Europea, nel tentativo di riaprire i negoziati sul commercio, ma le prospettive restano incerte. In merito, nella serata di martedì 15 luglio il presidente Usa Trump ha dichiarato: «Per la Ue le tariffe sono al 30% ma stiamo discutendo e faremo progressi. In passato ci ha trattato male ma ora ci sta trattando bene. Penso che tutto andrà bene con la Ue».
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Commissario europeo al Commercio, Maroš Šefcovic, dovrebbe tenere questa settimana incontri separati in presenza con il Segretario al Commercio Howard Lutnick e il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer. Šefcovic si unirà a un gruppo di funzionari commerciali dell’Ue partiti martedì 15.
Contestualmente, Trump ha annunciato che presto verranno imposti dazi superiori al 10% ai partner commerciali minori, oltre la soglia precedentemente prevista per decine di Paesi. Anche il Canada potrebbe non esserne esente: il premier Mark Carney ha ammesso che neppure un accordo bilaterale potrebbe mettere al riparo Ottawa dai dazi americani.
Infine, spostandosi nell’universo della politica monetaria, il tycoon ha dichiarato che Scott Bessent potrebbe potenzialmente guidare la Federal Reserve, ma l’ex gestore di hedge fund non è la sua prima scelta perché sta facendo un buon lavoro come Segretario al Tesoro.
«Beh, è un’opzione. Ed è molto bravo», ha detto Trump, aggiungendo: «Mi piace il lavoro che ha fatto. Quindi, in questo senso, probabilmente non è poi un’opzione così concreta».
Bessent è uno dei candidati in lizza per sostituire l’attuale presidente della Fed, Jerome Powell, il prossimo anno. Tra gli altri nomi in considerazione ci sono Kevin Hassett, uno dei principali consiglieri economici di Trump, e Kevin Warsh, ex governatore della Federal Reserve.
Sia Bessent che Jamie Dimon, ceo di JPMorgan, sono intervenuti martedì sul tema della governance della Fed e dell’indipendenza della banca centrale.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
J&J ha alzato le previsioni per l’intero anno dopo aver registrato utili e ricavi trimestrali superiori alle attese. Il titolo apre a +5,2%.
La banca di Wall Street ha riportato utili trimestrali superiori alle aspettative, trainati da un incremento nelle attività di M&A e da un’impennata nel trading durante la turbolenza di mercato causata dai dazi. Il titolo sale dello 0,1%.
Anche Morgan Stanley ha registrato un utile trimestrale sopra le previsioni, con il business del trading favorito dalla volatilità legata ai dazi. Tuttavia il titolo apre in calo del 2,8%.
Le azioni salgono dello 0,3% in apertura di Wall Street dopo che la banca ha pubblicato utili migliori delle attese.
Il fondo pensione dei dipendenti pubblici della California, noto come Calpers, ha firmato un accordo per la gestione dei benefici farmaceutici con Caremark, divisione di Cvs, abbandonando così OptumRx, il servizio equivalente di UnitedHealth. Il titolo apre prossimo alla parità.