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FABRIZIO CORONA PAPARAZZO
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La Consob blocca la meme coin di Fabrizio Corona

di Valeria Santoro (MF Newswires)
06 marzo 2025, 13:10 Ultimo aggiornamento: 20:02

Per offerta abusiva di cripto-attività: Corona non ha infatti notificato alla Consob il documento informativo richiesto da Micar

La Consob mette nel mirino $CORONA, la memecoin legata all'immagine del fotografo Fabrizio Corona. Nel dettaglio, la Commissione di Borsa ha ordinato la cessazione dell'offerta abusiva di cripto-attività denominate «memecoin $CORONA» rivolta al pubblico italiano e promossa anche tramite il sito internet www.getcoronamemes.com. L'offerta, spiega una nota, era stata fatta senza aver notificato alla Consob il documento informativo (white paper) richiesto da Micar.

Adrenalina pura

«Il meme $CORONA è concepito come un simbolo di espressione culturale, rappresentando resilienza, passione e lo spirito di comunità associato alla immagine di Fabrizio Corona», si legge sul sito internet www.getcoronamemes.com dove scorrono le immagini di Corona.

A tutta pagina campeggia la scritta «La Unica, Corona Meme». Poi, come sottotitolo, a caratteri più piccoli: «Questo non è il Circolino. Questa è adrenalina pura». In basso, a caratteri piccolissimi, le avvertenze sul memecoin. «Il meme $CORONA è concepito come un simbolo di espressione culturale, rappresentando resilienza, passione e lo spirito di comunità associato alla immagine di Fabrizio Corona. Non possiede alcun valore finanziario intrinseco, non offre diritti o proprietà e non è destinato a essere, né deve essere considerato, un'opportunità di investimento, un contratto di investimento o un titolo finanziario di alcun tipo. L'acquisto, il possesso o il trasferimento di $CORONA non conferisce alcun diritto economico, dividendi, profitti o alcuna aspettativa di ritorno finanziario». Infine, una precisazione, GetCoronaMemes.com non è affiliato ad alcuna istituzione finanziaria, organismo di regolamentazione o ente governativo.

L’esposto del Codacons

La decisione della Consob è scattata in seguito a un esposto del Codacons. Attraverso i suoi canali social, Corona ha promosso la sua criptovaluta promettendo che, a differenza di altre, sarebbe stata destinata a durare nel tempo. «In realtà, le prime fasi del lancio della criptovaluta sono state turbolente, con forti oscillazioni di valore e accuse di manipolazione del mercato a causa di un'attività altamente sospetta avvenuta nei minuti precedenti alla sua pubblicazione ufficiale», si legge nell'esposto dell'associazione.

Il fatto che «un wallet abbia acquistato token prima della pubblicazione dell'indirizzo indica un accesso a informazioni riservate, suggerendo un caso di insider trading. La rapida vendita dei token nei primi minuti di trading ha portato a un crollo del prezzo, con gli investitori successivi che si sono trovati a detenere asset fortemente svalutati, una dinamica tipica degli schemi di Pump & Dump», prosegue il Codacons che esprime anche dubbi sul «Progetto Corona. Sostanzialmente, le persone vengono invitate a investire denaro attraverso un broker specifico, con la promessa di guadagni elevati», scrive l'associazione nell'esposto. «A tal fine, devono accedere al gruppo Vip, creando un account con il broker tramite un link di affiliazione e un deposito di almeno 300 euro (che aumentano immediatamente a 600). Tuttavia, il broker suggerito sembrerebbe non essere autorizzato in Europa. Nonostante le dichiarazioni pubbliche di Fabrizio Corona in cui afferma di aver interrotto il progetto a seguito delle prime segnalazioni negative, emergerebbero evidenze contrarie che indicano il proseguimento dell'iniziativa sotto diverse forme».

Per questi motivi il Codacons ha chiesto a Consob e Banca d'Italia di «predisporre tutti i controlli necessari per accertare quanto esposto, verificando il configurarsi di eventuali illeciti nelle condotte descritte e conseguenti responsabilità, oltre che, in caso affermativo, irrogando le relative sanzioni e inibendo i relativi comportamenti».

Gli altri siti bloccati da Consob

Consob ha inoltre bloccato sei siti mediante i quali erano prestati servizi per le cripto-attività senza le autorizzazioni prescritte da Micar e ha oscurato quattro siti di intermediazione finanziaria abusiva. In tutto sono undici i siti oscurati questa settimana, mentre sale a 1.247 il numero totale dei siti bloccati dalla Consob a partire da quando, nel luglio 2019, l'Autorità è stata dotata del potere di ordinare l'oscuramento dei siti web degli intermediari finanziari abusivi. 



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