Ancora una volta i titoli di Stato italiani vanno letteralmente a ruba. Dopo il successo del Btp Valore marzo 2030 (raccolta oltre 18 miliardi di euro, una cifra record per un titolo retail), il Tesoro ha collocato ieri la prima tranche del nuovo Btp indicizzato all'inflazione europea di ammontare pari a 5 miliardi di euro. A fronte di ordini finali superiori a 41 miliardi (il book più grande di sempre per un Bpei) da 165 investitori, il bond con scadenza 15 maggio 2036 offre un tasso annuo dell’1,8%, pagato in due cedole semestrali. L’importo è stato collocato al prezzo di 99,763 corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione dell’1,830%. Il collocamento è stato effettuato mediante sindacato da Banco Bilbao, BofA, Citibank, Hsbc e Société Générale. I rating attesi per il titolo sono Baa3/BBB/BBB/BBBH/BBB+ da parte di Moody's/S&P/Fitch/Dbrs/Scope.
Con i mercati che scontano l’inizio dei tagli dei tassi da parte della Bce a partire da giugno (il vicepresidente Luis De Guindos ha puntualizzato che Francoforte «dipende dai dati e non dalle date»), gli acquirenti sono attratti dai rendimenti ancora allettanti offerti dai Btp italiani e vedono il rischio Paese (2.848,7 miliardi il debito pubblico a gennaio) limitato grazie alle misure della Bce (il Tpi, Transmission Protection Instrument, introdotto nel luglio 2022 e mai usato) per ridurre lo spread, se necessario. Lo spread Btp/Bund resta sui livelli minimi da oltre due anni a 125 punti base e «continua a restringersi perché gli investitori corrono ad assicurarsi rendimenti a livelli che non si vedevano da oltre un decennio», ha sottolineato Erjon Satko, strategist di BofA. Senza contare che c’è ancora chi vuole proteggersi dal rischio inflazione. Infatti, nonostante il calo (2,6% a febbraio nell’area euro), alcuni temono che il caro vita possa restare elevato a lungo, se non addirittura tornare a crescere. «Con il mio governo abbiamo il record di titoli di Stato italiani richiesti sui mercati esteri, ma anche il grande risultato del Btp Valore, dedicato ai piccoli risparmiatori italiani che ha raccolto 53 miliardi in tre emissioni e per me è molto importante perché dobbiamo rimettere gran parte del debito italiano in mani italiane», ha ribadito la premier Giorgia Meloni.
Il Tesoro aveva annunciato il 18 marzo di aver dato mandato alle banche per l'emissione del nuovo Btpei a 10 anni. A fine gennaio, ricorda Reuters, Via XX Settembre aveva collocato un nuovo Btp a 15 anni da 10 miliardi di euro con ordini quasi otto volte l'importo, mentre a inizio anno la domanda per un dual tranche - un nuovo titolo a 7 anni da 10 miliardi e la riapertura del trentennale per 5 miliardi - aveva superato complessivamente quota 160 miliardi. Inoltre, il 1° marzo il Tesoro ha chiuso il collocamento del Btp Valore marzo 2030 con una raccolta di oltre 18 miliardi, una cifra record per un titolo retail. Unicredit la scorsa settimana, prima dell'asta a medio-lungo, rilevava che grazie a questi collocamenti il Tesoro ha già superato il 25% dell'obiettivo di funding per quest'anno contro il 20% circa nello stesso periodo del 2023. Resta elevato anche l’appetito per i green bond. L'Ue ha, infatti, collocato una nuova obbligazione verde con scadenza 4 febbraio 2050 da 7 miliardi di euro. A fronte di ordini oltre 86,5 miliardi, il titolo è stato prezzato a reoffer a 98,481% pari a un rendimento annuo del 3,339%. La cedola è del 3,250%. Incaricate del collocamento Barclays, JP Morgan, Morgan Stanley, Societe Generale e Unicredit.
Nel frattempo, lo spread Btp/Bund è rimasto vicino ai minimi degli ultimi 26 mesi a 125 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,7%. Dando per scontato che il Fomc il 20 marzo lascerà i tassi invariati, l'attenzione si concentrerà sulle nuove proiezioni macro e sui dot-plot oltre che sul possibile inasprimento dei toni da parte del presidnete della Fed, Jerome Powell, dopo che gli ultimi dati hanno mostrato la resilienza dell'economia Usa, a fronte di un'inflazione che stenta a rallentare. I mercati hanno ridimensionato le loro scommesse - ora poco sopra il 50% - su un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed a giugno, riducendo parallelamente l'ammontare di allentamento da parte della Bce visto per quest'anno a circa 85 punti base.