L’Asia apre il mese, lunedì 1° dicembre, con una certa volatilità. Alle ore 7:50 italiane, il Nikkei cede l’1,9% a causa della BoJ, Hong Kong sale dello 0,65% nonostante i dati macro deboli della Cina, Shanghai dello 0,5%, mentre i futures sul Nasdaq sono in rosso.
Il pmi manifatturiero della Cina elaborato da RatingDog è sceso a 49,9 (sotto 50 indica contrazione) a novembre 2025 da 50,6 di ottobre, toccando il livello più basso da luglio e deludendo le previsioni, che indicavano 50,5. Il dato segnala un lieve calo dell’attività industriale: produzione e nuovi ordini sono rimasti in gran parte stabili, mentre si sono registrati nuovi tagli ai posti di lavoro e livelli di acquisto deboli.
Lo yen si è rafforzato sul dollaro (155,5, +0,4%) e i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono saliti lunedì, dopo che il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, ha fornito una delle indicazioni su un possibile rialzo dei tassi a dicembre.
I rendimenti deibonf governativi a due anni — tra i più sensibili ai tassi — sono saliti di 0,04 punti percentuali all’ 1%, il livello più alto dal 2008. I rendimenti si muovono in direzione opposta ai prezzi.
«Se le prospettive per l’attività economica e i prezzi finora delineate si realizzeranno, la banca centrale — in linea con il miglioramento dell’economia e dell’inflazione — continuerà ad aumentare i tassi», ha detto Ueda in un discorso agli imprenditori a Nagoya.
Le probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione della BoJ del 19 dicembre sono balzate al 75% dal 60% circa dopo l’intervento di Ueda, secondo gli overnight index swaps. Le Borse sono scese: il Nikkei 225 ha perso quasi 2% e il Topix l’1,1%. Le dichiarazioni di Ueda «hanno segnalato chiaramente la possibilità di un prossimo rialzo dei tassi, in particolare nella riunione di dicembre», ha osservato Shoki Omori, chief desk strategist di Mizuho.
Negli ultimi giorni i bond e lo yen erano sotto pressione per i timori legati all’aumento della spesa pubblica sotto la nuova premier Sanae Takaichi. Il mese scorso ha presentato un pacchetto da 21.300 miliardi di yen (135,4 miliardi di dollari) per sostenere la crescita economica e proteggere le famiglie dall’aumento del costo della vita. Ueda ha chiarito che l’aumento dei tassi va visto come «un processo di graduale allentamento dell’acceleratore per favorire una crescita e una dinamica dei prezzi stabili, non come una frenata dell’attività economica».
Gli economisti hanno sottolineato come l’orientamento più restrittivo della BoJ sia in contrasto con i piani di spesa espansivi del governo. «Il governo sta premendo sull’acceleratore e la BoJ sta sollevando il piede», ha detto Marcel Thieliant, responsabile Asia-Pacifico di Capital Economics. «Non è coerente con ciò che vuole il governo». Ueda, ha aggiunto Omori, «ha identificato il cambio e i prezzi delle importazioni non solo come fattori temporanei di inflazione da costi, ma come rischi che potrebbero far salire le aspettative di inflazione e il tasso di inflazione di fondo».
Per quanto riguarda le gli stipendi, «riferendosi agli aumenti del salario minimo, Ueda ha espresso fiducia che i robusti gli incrementi proseguiranno anche il prossimo anno». Le parole del governatore seguono quelle di altri membri del board della BoJ nelle scorse settimane. Kazuyuki Masu ha detto al quotidiano Nikkei che, pur non potendo indicare in quale mese arriverà il rialzo, «in termini di distanza, siamo relativamente vicini». (riproduzione riservata)