Warren Buffett tiene fede alla promessa. La sua Berkshire Hathaway sta pianificando di emettere obbligazioni in yen dopo che il miliardario ha rivelato l’intenzione di aumentare la sua partecipazione nelle cinque principali società di trading giapponesi.
In particolare, la holding statunitense, che è un emittente abituale di obbligazioni in yen dal suo primo ingresso in questo mercato nel 2019, ha incaricato BofA Securities e Mizuho Securities per una possibile emissione obbligazionaria registrata presso la Sec, secondo una fonte vicina al dossier citata da Bloomberg.
L’operazione è attesa nel prossimo futuro, a seconda delle condizioni del mercato. A ottobre del 2024 la Berkshire ha emesso il più grande bond in yen (282 miliardi). La società statunitense è, infatti, un emittente regolare di obbligazioni in valuta giapponese (lo fa ogni anno) e ha titoli in yen in scadenza ad aprile, secondo i dati di Bloomberg. Si avvicina, quindi, una nuova raccolta fondi dopo che nella lettera annuale agli azionisti di febbraio Buffett aveva segnalato i suoi piani per aumentare «moderatamente» la sua partecipazione nelle azioni delle società di trading giapponesi tra cui Mitsubishi, Marubeni, Mitsui, Itochu.
Intanto, però, negli ultimi sei mesi Buffett ha venduto più azioni di quante ne abbia acquistate. In particolare, il leggendario investitore ha completamente abbandonato o ridotto le posizioni della Berkshire in almeno 12 titoli. Tre nel quarto trimestre del 2024. Tecnicamente due Etf negoziati in borsa: Spdr S&P 500 Etf Trust e Vanguard S&P 500 Etf. Il terzo era Ulta Beauty.
Sotto la scure sono finite anche diverse azioni di banche. Buffett ha, infatti, ridotto le partecipazioni in Bank of America, Capital One Financial e Citigroup sempre nel quarto trimestre dello scorso anno. Inoltre, ha dimezzato (riduzione del 53,5%) la partecipazione della Berkshire in Nu Holdings, leader nel settore bancario digitale in America Latina.
Nel mirino poi le azioni nei settori delle telecomunicazioni e dei media. Infatti, l’oracolo di Omaha ha venduto azioni di Charter Communications e T-Mobile US e la quota in Formula One Group di proprietà di Liberty Media. Berkshire ha anche ridotto del 5% la sua partecipazione nel produttore di materiali da costruzione Louisiana Pacific. Mentre a febbraio del 2025 ha ceduto azioni di DaVita, fornitore di servizi di dialisi.
L’uscita totale dalle posizioni in Spdr S&P 500 Etf Trust e Vanguard S&P 500 Etf, a detta degli analisti di Motley Fool, potrebbe essere stata una semplice operazione di «pulizia», dato che la Berkshire deteneva solo piccole quote in questi fondi. Al contempo, spiegano gli esperti, Buffett è diventato meno entusiasta nei confronti delle azioni bancarie rispetto al passato. Mentre i problemi legali di DaVita potrebbero aver influenzato la decisione di Buffett di ridurre la sua partecipazione nella società.
E per quanto riguarda Ulta Beauty, Charter, T-Mobile, Formula One Group e Louisiana Pacific? Forse Buffett non è più così fiducioso nelle loro prospettive di crescita. Ulta, in particolare, ha avuto alcune difficoltà di recente: nel 2025, per la prima volta nella sua storia, la sua linea di prodotti di bellezza ha perso quote di mercato. Ma «alcuni investitori potrebbero considerare alcune delle azioni vendute da Buffett come opportunità di acquisto», indicano a Motley Fool. «Nu Holdings, ad esempio, ha ancora ottime opportunità nei mercati dell'America Latina e il titolo ha una valutazione ragionevole con un rapporto prezzo/utile atteso di 20». (riproduzione riservata)