La Bce apre alla blockchain. La banca centrale dal 30 marzo accetterà titoli emessi con la tecnologia a registro distribuito (Dlt) come garanzia nei rifinanziamenti delle banche presso l'Eurosistema. In altri termini gli istituti di credito potranno ottenere liquidità dalla Bce offrendo come collaterale anche attività negoziabili emesse da depositari centrali di titoli (Csd come l'italiana Euronext Securities Milan) utilizzando la Dlt.
Non si tratta tuttavia di un via libera a tutte le attività digitali: i titoli dovranno comunque soddisfare i criteri Bce di ammissibilità delle garanzie, validi anche per le altre attività di tipo tradizionale. Questo implica che per esempio continueranno a non essere accettati bitcoin. Tra gli asset che invece potranno essere usati come collaterale ci sono titoli di Stato, bond regionali o emessi da enti sovranazionali, covered bond e titoli di debito di banche e aziende.
La Bce vuole favorire lo sviluppo delle emissioni su Dlt: in tal senso un passaggio importante sarà anche la partenza operativa dal terzo trimestre di quest'anno della soluzione Pontes che collegherà le piattaforme Dlt con i servizi di Target, consentendo pagamenti per asset su blockchain in moneta di banca centrale.
La decisione della Bce sulle «è molto di più di un mero aggiornamento tecnico del framework sul collaterale», osserva Valerio Lemma, of counsel della divisione banking and finance di Dentons. «Si tratta di un passaggio di rilievo sistemico, destinato a incidere sul modo in cui la politica monetaria viene trasmessa all'economia reale. Per la prima volta infrastrutture e strumenti digitali basati su registri distribuiti entrano nel perimetro operativo della politica monetaria europea non come oggetto di sperimentazione, ma come componenti di un meccanismo istituzionale consolidato».
La Bce in ogni caso mantiene «una distinzione netta: non ogni rappresentazione digitale di valore è idonea a entrare nel perimetro della politica monetaria, ma solo quelle che presentano requisiti di sicurezza, trasparenza e affidabilità compatibili con le esigenze dell'Eurosistema», dice Lemma. «La Bce si colloca così in una posizione che è al tempo stesso monetaria e regolatoria: da un lato tutela la corretta trasmissione della politica monetaria, dall'altro contribuisce a definire standard di mercato che orientano le scelte degli emittenti e degli intermediari».
Per questi ultimi l'evoluzione della secondo Lemma «apre una nuova dimensione di valutazione strategica. La scelta tra emissioni tradizionali o digitali non riguarda più soltanto l'efficienza operativa, ma coinvolge anche l'accesso ai rifinanziamenti dell'Eurosistema. È un elemento che gli operatori dovranno attentamente considerare nelle decisioni di funding e di strutturazione delle emissioni».
L'Eurosistema «continuerà ad allineare allineare le pratiche di gestione delle garanzie ai progressi tecnologici nei mercati e a sostenere l'adozione di soluzioni innovative, nel rispetto dei principi di adeguatezza delle garanzie, sicurezza, efficienza e parità parità di condizioni», ha rilevato la Bce. In questa direzione l'Eurosistema ha anche avviato un piano di lavoro per valutare se in futuro possano essere accettati asset emessi con Dlt che oggi non sono rappresentati in sistemi di regolamento titoli idonei. (riproduzione riservata)