Gta VI, il videogioco più atteso del decennio, non uscirà a breve. Rockstar Games, la software house statunitense sviluppatrice della saga di Grand Theft Auto, ha scritto sul suo sito: «Ci dispiace dover aggiungere ulteriore attesa, ma questi mesi extra ci permetteranno di completare il gioco con il livello di qualità che vi aspettate e che meritate». Prossima data: 19 novembre 2026.
Il mercato non ha reagito bene e ha venduto a mani basse il titolo Take-Two Interactive Software – la holding quotata al Nasdaq che controlla Rockstar Games, 2K, Private Division e Zynga – che venerdì 7 novembre ha ceduto l'8% bruciando oltre 3,4 miliardi di dollari di capitalizzazione. Questo perché il rinvio annunciato il giorno precedente rappresenta solo l’ultimo capitolo di una saga ormai tormentata, segnata da slittamenti continui, leak clamorosi e aspettative disattese.
Dopo l’enorme successo di Grand Theft Auto V - uscito nel 2013 e diventato un fenomeno culturale oltre che economico - le aspettative per il nuovo capitolo della saga erano altissime.
Il titolo ha venduto oltre 200 milioni di copie nel mondo, secondo quanto riportato dal sito ufficiale di Take-Two Interactive, per un indotto complessivo nel 2024, scrive la Cnbc, di oltre 8 miliardi di dollari. Si tratta del secondo videogioco più venduto di sempre dopo Minecraft e del titolo di maggior successo nella storia di Rockstar Games.
Dopo anni di speculazioni da parte di fan, analisti e addetti ai lavori, il 4 febbraio 2022 arriva la prima conferma ufficiale: Rockstar Games annuncia che il nuovo capitolo di Grand Theft Auto è in fase di «active development», cioè di piena produzione.
Sette mesi più tardi, il 18 settembre 2022, la software house diventa però vittima di un attacco hacker senza precedenti. Come riportato da Axios, circa 90 video di gameplay in sviluppo vengono trafugati e diffusi online su piattaforme come Reddit e YouTube, rivelando scene e meccaniche di gioco ancora in lavorazione. Il leak costringe Rockstar e la casa madre Take-Two Interactive a un difficile lavoro di contenimento dei danni e rafforzamento della sicurezza informatica, oltre che a una revisione interna delle pipeline di sviluppo. L’incidente, paradossalmente, aumenta la curiosità e le aspettative del pubblico, rendendo GTA VI ancora più mitizzato.
Poco più di un anno dopo, il 4 dicembre 2023, Rockstar pubblica il primo trailer ufficiale del gioco. Secondo quanto riportato da Youtube Official Blog, il video ottiene oltre 100 milioni di visualizzazioni nelle prime 24 ore, stabilendo il record assoluto per un trailer non musicale su YouTube. Sui social, l’hype raggiunge livelli senza precedenti. Il 16 maggio 2024, secondo quanto riportato nella sezione Investor Relations di Take-Two Interactive Software, la holding restringe la finestra d’uscita all’autunno 2025, pur precisando che la data potrebbe subire ulteriori modifiche.
E così avviene: il 2 maggio 2025, Rockstar e Take-Two annunciano ufficialmente un nuovo slittamento della data di lancio al 26 maggio 2026.
Sul sito ufficiale della società si legge che la decisione è motivata dalla necessità di dedicare più tempo al polish, termine che nell’industria videoludica indica la fase finale di rifinitura, ovvero il lavoro di ottimizzazione, correzione dei bug e miglioramento della fluidità e stabilità del gioco, per assicurare uno standard qualitativo all’altezza delle aspettative del pubblico e della tradizione Rockstar.
La traiettoria economica di Gta rende plausibile un prezzo di listino più elevato per Gta VI: il capitolo precedente ha venduto oltre 200 milioni di copie e ha generato ricavi plurimiliardari, consolidando il franchise come fonte primaria di incassi per Take-Two. Allo stesso tempo, come riportato da Bcg, i costi di sviluppo dei videogiochi Aaa sono esplosi a causa di team più grandi, richieste tecniche sempre più ambiziose, pipeline di produzione complesse e spese di marketing globali.
Il sito GamesRadar sostiene che analisti come Michael Pachter ipotizzano budget di sviluppo superiori a 1,5 miliardi di dollari e non escludono un prezzo al dettaglio fino a 100 dollari per alcune edizioni. Tuttavia i consumatori mostrano sensibilità al prezzo: indagini di mercato - riportate da TechRadar - segnalano un forte calo dell’intenzione d’acquisto passando da circa 70 a 100 dollari per la copia standard.
Inoltre, i costi imprevisti legati a leak, sicurezza e contenziosi hanno ulteriormente gonfiato il conto finale. Se, da un lato, la forza del marchio può arginare parte della reazione negativa al prezzo, dall’altro, un aumento significativo rischia di comprimere i volumi di vendita. (riproduzione riservata)