La Commissione Europea si prepara a introdurre nuove misure per incentivare l’adozione di auto elettriche nell’Unione Europea e aumentare la produzione locale di batterie. Lo rivela Reuters stando a quello che è contenuto in una bozza, visionata dall’agenzia di stampa, di un documento preparatorio al nuovo piano per il settore che verrà presentato ufficialmente il 5 marzo. Un piano che punta a supportare le case automobilistiche europee nella transizione elettrica, rafforzando la competitività del settore rispetto ai produttori cinesi e statunitensi.
Una delle principali azioni previste dalla Commissione riguarda l’accelerazione dell’adozione di veicoli elettrici nelle flotte aziendali, che attualmente rappresentano circa il 60% delle vendite annuali di auto nuove nell’Ue. La Commissione lavorerà con i governi nazionali per individuare nuovi incentivi finanziari a sostegno dell’acquisto di veicoli a zero emissioni. Inoltre, la bozza prevede l’esenzione dai pedaggi stradali per i veicoli pesanti elettrici, al fine di promuoverne l’uso nelle flotte di trasporto commerciale.
Le vendite di veicoli elettrici nell’Ue sono diminuite del 5,9% nel 2024, secondo i dati dell’Acea (l’associazione dei costruttori europei), a causa di una rete di ricarica ancora insufficiente e della fine improvvisa degli incentivi statali in Germania alla fine del 2023. Anche la mancanza di modelli accessibili ha limitato l’espansione del mercato delle auto elettriche in Europa.
Un altro punto chiave del piano riguarderà la necessità di ridurre la dipendenza dell’Europa dai fornitori stranieri di batterie. Attualmente le batterie rappresentano tra il 30% e il 40% del valore complessivo di un’auto elettrica e i costi di produzione in Europa risultano significativamente più alti rispetto ai concorrenti asiatici.
Per questo motivo la Commissione prevede di rafforzare i requisiti di contenuto locale per le batterie destinate ai veicoli elettrici venduti nel mercato Ue. Inoltre è previsto il sostegno agli impianti di produzione e riciclo delle batterie situati in Europa. Le aziende straniere potranno quindi beneficiare di questi incentivi solo se collaboreranno con partner europei, in un’ottica di condivisione di tecnologie e competenze.
Una prima reazione alle indiscrezioni relative al piano Ue sull’auto arriva dall’Anfia, con l’associazione che riunisce le aziende della componentistica italiana che esprime «incredulità e fortissima preoccupazione per i contenuti delle prime indicazioni del Piano d’azione Ue per l’automotive». Secondo l’associazione, per salvare il settore, serve un piano strategico forte, che ridisegni il percorso della transizione da qui al 2035 e oltre e lo faccia a partire da subito, quindi con l’annullamento delle previste multe ai costruttori europei. A preoccupare l’Anfia e il presidente Roberto Vavassori e l’assenza di un ridisegno complessivo del percorso della transizione, con l’adozione del principio di neutralità tecnologica invocato anche dal Rapporto Draghi. (riproduzione riservata)