L’Ue rilancia sulla sovranità tecnologica con un pacchetto di misure pensato per rafforzarsi in settori strategici come semiconduttori, AI, cloud e open source. L’obiettivo è potenziare l’autonomia e la resilienza digitale del Vecchio Continente (l’Europa produce meno del 10% dei chip globali) in un momento di crescente dipendenza da fornitori extra-Ue (Cina e Usa su tutti) e mentre la domanda di capacità di calcolo è esplosa grazie alla diffusione dell’AI. Il piano punta a ridurre proprio queste vulnerabilità, garantendo lo sviluppo e la protezione delle tecnologie chiave.
«Non possiamo dipendere su innovazioni che garantiscono il funzionamento dei nostri ospedali, la stabilità delle reti energetiche e la sicurezza dei nostri servizi», dichiara la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. «Disponiamo del talento, dell’eccellenza nella ricerca, della base industriale e del mercato unico. Dobbiamo trasformare questi punti di forza in sovranità tecnologica».
Il pacchetto presentato il 3 giugno si basa su due proposte legislative. Il Chips Act 2.0 «promuoverà la produzione in Europa dei microprocessori indispensabili per l’AI» accelerando le autorizzazioni e con un meccanismo di appalti pubblici che incoraggerà la pubblica amministrazione a usare chip made in Ue. Poi c’è il Cloud and AI Development Act, che dovrà triplicare la capacità dei data center europei entro sette anni. Due testi a cui si aggiungono la strategia sull’open source e una roadmap per la digitalizzazione e l’AI nel settore dell’energia.
Saranno necessari investimenti imponenti, almeno 200 miliardi entro il 2036 solo per i data center. Così la Commissione pensa a un fondo sovrano con una dotazione di decine di miliardi che investirà in società dell’energia, delle biotecnologie e delle tecnologie più moderne. Le prime risorse arriveranno dall’Ue o dai contributi nazionali, che dovrebbero sbloccare gli investimenti dei privati con un effetto leva.
In questo modo il fondo sovrano potrebbe produrre reddito che poi confluirebbe nel bilancio comunitario rifinanziandolo. È questa la strategia della Commissione, che si avvarrà anche della consulenza del danese Jim Hagemann Snabe, il nuovo inviato speciale per l’AI industriale con alle spalle oltre 25 anni di esperienza nel settore it. (riproduzione riservata)