Nuovo scontro tra Meta e l’Unione Europea. Bruxelles ha aperto una nuova indagine antitrust sul gigante guidato da Mark Zuckerberg, contestando l’introduzione di funzioni di intelligenza artificiale all’interno di Whatsapp.
Come aveva anticipato il Financial Times, la Commissione europea ha avviato un’indagine formale per valutare se »la nuova politica di Meta sull’accesso dei fornitori di intelligenza artificiale a Whatsapp possa violare le norme Ue in materia di concorrenza», viene spiegato in una nota.
La nuova politica di Meta di ottobre 2025 «vieta ai fornitori di AI di utilizzare uno strumento che consente alle aziende di comunicare con i clienti tramite Whatsapp, la “Whatsapp Business Solution”, quando il servizio principale offerto è l’AI», continua. Le aziende, viene specificato, possono comunque utilizzare strumenti di AI per funzioni accessorie o di supporto, come l’assistenza clienti automatizzata offerta tramite Whatsapp. Questa politica viene già applicata ai nuovi fornitori di servizi AI, mentre verrà applicata anche a chi forniva già servizi AI prima di ottobre a partire dal 15 gennaio 2026.
Il timore della Commissione Ue è che questa politica «possa impedire ai fornitori di AI di terze parti di offrire i loro servizi tramite Whatsapp» in Europa. Mentre, invece, il servizio AI di Meta, «Meta AI», resterebbe accessibile agli utenti sulla piattaforma.
Confermate le indiscrezioni, quindi, secondo cui il nuovo scontro tra Meta e l’Ue non si sarebbe inquadrato come una possibile violazione del Digital Markets Act – la legge Ue dedicata a inquadrare le grandi piattaforme digitali e contestata dal presidente Usa, Donald Trump –, ma come una normale indagine per violazione di norme antitrust.
Le funzioni AI all’interno di Whatsapp erano state introdotte a marzo in Europa, dopo un rinvio dettato proprio dal «complesso sistema normativo» dell’Ue. All’interno di Whatsapp è ormai da mesi possibile utilizzare un assistente AI nelle chat, capace di suggerire prompt e testo aggiuntivo per completare i messaggi.
Non si tratta della prima contestazione fatta da un controllore a Meta riguardo proprio le funzionalità AI introdotte in Whatsapp. A percorrere per prima questa strada era stata l’Antitrust italiana pochi giorni fa, con l’apertura di un procedimento cautelare contro Meta per abuso di posizione dominante. E infatti l’Ue specifica nella sua nota che «l’indagine formale coprirà il Sistema economico europeo, ad eccezione dell’Italia» per «evitare sovrapposizioni con il procedimento in corso» dell’Agcm relativo alla «possibile imposizione di misure cautelari riguardanti la condotta di Meta».
In particolare, secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato di Roma, le nuove condizioni contrattuali di WhatsApp business solution terms, introdotte lo scorso 15 ottobre, e l’integrazione di nuovi strumenti di interazione o funzionalità di Meta AI in WhatsApp sarebbero in grado di limitare produzione, sbocchi o sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di AI Chatbot.
Dopo l’apertura dell’indagine europea, Meta ha rigettato le tesi dell’Ue. «Le accuse sono prive di fondamento – ha dichiarato un portavoce di Whatsapp –. La crescente diffusione di chatbot di intelligenza artificiale sulla nostra Business Api genera un sovraccarico dei nostri sistemi, che non sono stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. Tuttavia, il settore dell’AI è altamente competitivo e le persone possono accedere ai servizi che preferiscono in molti modi diversi: tramite app store, motori di ricerca, servizi email, integrazioni con terze parti e sistemi operativi». (riproduzione riservata)