Riflessioni e orientamenti in Italia sul sistema bancario nonché sulla qualità del credito e sull’indagine della Bce sui prestiti nell'area. Non è stata data tutta l’attenzione dovuta a quel punto del discorso del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta al congresso Assiom Forex in cui egli afferma che la solidità raggiunta dalle banche italiane costituisce un elemento di stabilità per il Paese; poi aggiunge che, traducendo questa solidità in sostegno agli investimenti, all’innovazione e alla diffusione delle tecnologie digitali, gli intermediari daranno un contributo fondamentale alla crescita della nostra economia.
Si riflette ora su come agisce la digitalizzazione nelle stesse banche: qui si incontrano i primi problemi, importanti e documentati, in un settore che fa da battistrada nell’impiego delle diverse forme di innovazioni digitali e che registra articolazioni importanti nelle propensioni e nelle attese della clientela, come dimostra un’indagine dell’Abi che segnala l’orientamento in crescita della clientela per servizi non finanziari quale l’assistenza nel campo fiscale e immobiliare nonché nel settore del welfare eccetera.
Ciò solleva l’altra questione: non dare affatto per scontato che stia per essere superato il contatto umano allo sportello e che tutto sia assorbito dall'operatività a distanza. Anzi, del rapporto diretto nelle filiali con la clientela si dovrebbe poter fare un fattore di concorrenza. A sua volta ciò richiama l’esigenza, anche con modalità alternative e forme consortili, della prestazione di servizi bancari anche in numerosi centri dove la si è smobilitata e ciò operando una sintesi tra ragioni di economicità e interessi del territorio anche con modalità non tradizionali di allocazione.
Quanto precede si può collegare anche con la indagine sui nuovi prestiti concessi dalle banche, promossa dalla Bce e che decollerà all'inizio di marzo. Ha l’obiettivo, con l'adozione dei principali indicatori di rischio, di prevenire l’accumulo di crediti deteriorati, come è stato scritto sul quotidiano MF-Milano Finanza di giovedì scorso. In generale, si registrerebbe al momento un aumento dei prestiti ma non vi sarebbero segni importanti di deterioramento. È sperabile che vi sia una semplificazione delle regole per tale indagine e che il fattore umano non venga relegato in secondo piano. Non si potrebbe oscillare tra l’introduzione da un lato di minuziose regole che hanno il sapore del dirigismo e dall’altro richiamare responsabilità e progettualità del banchiere, come avviene per esempio in sede ispettiva da parte di esponenti della Vigilanza Bce.
Come di norma avviene, i risultati dell’indagine saranno portati a conoscenza delle banche in forma anonima e sarà importante che, con le opportune modalità, se ne dia anche una pubblica informazione. Sussiste un dovere di accountability che inizia con la stessa evidenziazione dell’utilità di tali rilevazioni, della eventuale loro causazione di nuove misure. Bisogna tenere conto di quanto ha detto Panetta nel suddetto convegno per le banche italiane, ma che si ritiene qui estendibile a quelle europee, cioè che un eventuale peggioramento inatteso della congiuntura potrebbe incidere sulla qualità del credito, pur in presenza di banche nel complesso solide. D’altro canto indagini come quella della Bce non devono portare a un’eccessiva cautela del banchiere nell’erogazione dei finanziamenti, donde l'importanza ancora una volta della capacita dell’uomo di analizzare, dando il doveroso peso alle prospettive, il merito di credito.
Un discorso a parte merita l’intelligenza artificiale sia per il finanziamento della sua introduzione nelle imprese affidate sia per l'adozione nelle stesse banche, le quali potrebbero fare da battistrada in questo versante. Di tanto in tanto si fa riferimento anche ai rischi del formarsi di una bolla. Si tratta in effetti di una rivoluzione della tecnologia che va esaminata in tutti i suoi aspetti e che, in particolare per le banche, richiede il coinvolgimento di tutte le parti a vario titolo interessate, a cominciare da quelle sociali.
Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli tempo fa ha parlato di umanesimo tecnologico con riferimento al ruolo della persona che non viene meno né può venire meno anche nel caso delle più avanzate innovazioni indotte dall’intelligenza artificiale. Dal lato sindacale - si pensi alla posizione più volte esposta dal segretario generale della Fabi Lando Sileoni - si sollevano preoccupazioni che potrebbero diventare convergenti, così come le conseguenti proposte.
In definitiva, indagini come quest’ultima della Banca Centrale Europea possono diventare, per l’eterogenesi dei fini, la base per un ulteriore rafforzamento dei sistemi bancari, innanzitutto con la finalità della migliore tutela del risparmio. (riproduzione riservata)