Intelligenza artificiale batte mercato: +1,1% nel periodo compreso tra fine giugno e fine luglio, con una performance del 4,19% contro il 3,09% dell’indice di riferimento. Questi i risultati della simulazione costruita per MF-Milano Finanza dalla fintech modenese Axyon AI, che utilizza algoritmi avanzati per il supporto alla creazione dei portafogli degli investitori istituzionali, prendendo come riferimento l’indice Eurostoxx 50 delle blue chip europee.
Per semplificare la comparazione tra il paniere Axyon (composto da 20 titoli) e il benchmark sono stati utilizzati gli indici equiponderati, quelli cioè in cui ogni titolo ha lo stesso peso a prescindere dalla capitalizzazione di mercato. Dati alla mano, nel periodo preso in esame il basket delle 20 società individuate da Axyon avrebbe comunque battuto anche l’Eurostoxx 50 nella sua versione generalista, in positivo del 3,2%.
Guardando ai singoli titoli del paniere, il supercervellone della fintech emiliana ne ha indovinati 14 su 20, pari al 70% del totale. Meno preciso l’ordine finale: Unicredit, indicata dalle previsioni come prima per performance potenziale, si è classificata nona per rendimento effettivo. Mentre a guidare la graduatoria ci sono Safran, Schneider Electric e Ferrari, che l’intelligenza artificiale aveva previsto rispettivamente come dodicesima, quinta e nona.
«Nel confronto tra le previsioni relative e i rendimenti», sottolinea Axyon nella nota di commento al report, «emerge una precisione del modello di un 70%, specialmente nella parte alta del ranking». I titoli ai primi cinque posti della classifica, continua l’analisi, hanno registrato in gran parte «performance positive: Unicredit ha guadagnato il 5%, Banco Santander il 7%, Prosus il 9%, Deutsche Telekom ha chiuso piatta, mentre Schneider Electric ha registrato un +11%».
Solo sei previsioni non sono riuscite a sovraperformare l’indice di riferimento: queste riguardano i titoli Sanofi, Deutsche Telekom, L’Oréal, Iberdrola, Asml e Air Liquide. «Titoli come Asml (-3%), Air Liquide (-4%) e Iberdrola (-2%) hanno avuto performance negative, segnalando una minore accuratezza nelle previsioni di medio-classifica», certifica Axyon.
«È interessante notare che i driver predominanti per questi titoli erano sentiment e stime degli analisti, suggerendo che in un contesto macroeconomico incerto come quello vissuto a luglio 2025, tra i segnali di rallentamento economico, il modello potrebbe avere sovrastimato la reazione dei mercati». In sintesi, conclude il report di analisti, il sistema ha mostrato un buona capacità di identificare i vincitori di breve periodo, «soprattutto nel settore finanziario e industriale».
Ovviamente tutte le previsioni dell’AI si basano su modelli tecnologici e non sulla sfera di cristallo. Il principio alla base del modello Axyon non è infatti quello di avere sempre ragione a ogni costo. L'obiettivo è piuttosto quello di fare molte previsioni e di avere ragione più del 50% delle volte, magari sovraperformando l'indice di riferimento. In altre parole, si fanno tante piccole scommesse: alcune saranno quasi sicuramente sbagliate, ma se la maggior parte risultasse corretta si dovrebbe ottenere un guadagno finale. Per farlo il modello di AI utilizza come input una grande quantità di dati, cercando di metterli in relazione per stimare i rendimenti attesi di titoli, indici e portafogli modello. (riproduzione riservata)