Come da previsioni l’inflazione dell’Eurozona è rimasta al palo ad aprile. Il tasso medio d’inflazione nei Paesi del blocco è stato pari al 2,4%, lo stesso livello registrato a marzo secondo la prima stima flash di Eurostat sull'andamento dei prezzi al consumo. Considerando le principali componenti dell’indice, sono i servizi ad aver registrato il tasso annuo più elevato ad aprile (3,7%, rispetto al 4% di marzo), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (2,8%, rispetto al 2,6% di marzo). In frenata però l’inflazione core, al netto cioè delle componenti più volatili di cibo ed energia, che è scesa al 2,7% in aprile rispetto al 2,9% di marzo.
Ad aprile, invece, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’inflazione torna a scendere portandosi a 0,9% dall’1,2% di marzo. La lieve decelerazione risente perlopiù della dinamica tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (-13,9% da -10,3% di marzo) e dei servizi relativi ai trasporti (+2,9% da +4,5%). In leggero rallentamento risultano anche i prezzi dei beni alimentari (+2,6% da +2,7%). Anche la dinamica su base annua dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa continua la sua discesa (+2,4% da +2,6%). Così come per l’area dell’Eurozona, l’inflazione di fondo ha rallentato in Italia portandosi al 2,2% dal 2,3% del mese precedente.
I dato sull’inflazione della zona euro in linea con le attese e il contemporaneo calo della componente di fondo non rappresenta un capovolgimento di scenario per la Banca Centrale Europea. Nel complesso, man mano che si ci avvicina all’obiettivo del 2%, sta emergendo un quadro più confuso sull’inflazione. Gli indicatori macroeconomici di aprile non dovrebbero sconvolgere lo scenario di un primo taglio dei tassi di interesse a giugno, ma nel lungo periodo la banca potrebbe comunque impiegare del tempo per normalizzare del tutto la politica monetaria, seguendo ancor più di adesso i prossimi dati.
«Per quanto riguarda l’inflazione nell’area, abbiamo fatto molta strada, ma c'è ancora del lavoro da fare. Tuttavia, stiamo andando nella giusta direzione», ha detto il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, puntualizzando che, «sebbene la dinamica dell’inflazione sia ampiamente orientata nella giusta direzione, il nostro lavoro non è ancora finito. Ci aspettiamo che nei prossimi mesi l'inflazione fluttui intorno ai livelli attuali». «Sebbene ci aspettiamo che l’inflazione torni al nostro obiettivo del 2% l’anno prossimo, le prospettive sono circondate da rischi sostanziali. La situazione geopolitica, soprattutto in Medio Oriente, rappresenta un rischio particolare per l'inflazione», ha avvertito de Guindos. (riproduzione riservata)