Mentre si ritorna sull'innegabile esigenza di un’omogenea tassazione del risparmio a livello europeo, come ha nuovamente sollecitato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, in un messaggio a un convegno dell’Accademia della Guardia della Finanza, a Bergamo, e, da un altro versante, viene riproposta la necessità di una riduzione degli interessi sul debito italiano, come nel commento di Roberto Sommella pubblicato ieri su queste pagine, a livello europeo sembra si sia alla fine dell'intesa franco-tedesca per la realizzazione del super caccia Facs.
Su questa innovazione si puntava anche per le potenzialità ultrattive che il progetto avrebbe generato.
Difficile dire, a questo punto, se l'abbandono del progetto stesso, ove definitivamente confermato per contrasti tra le parti innanzitutto su quale di esse dovesse avere il ruolo principale nella condizione della progettazione, significhi pure una grave lesione al cosiddetto «motore» dell'Unione franco-tedesco già in sofferenza.
Ciò comunque ha come conseguenza il rilancio, per la realizzazione dell’aereo concorrente, dell’intesa italo-britannica alla quale prenderebbe parte anche la Germania svincolatasi dall'accordo con la Francia. Un cambiamento che, naturalmente, non sarebbe senza conseguenze se dovesse comportare un isolamento della Francia, per di più verificandosi alla vigilia del Consiglio europeo informale di domani che preparerà la riunione formale di marzo.
E i nostri cugini hanno pure l’altra novità delle non previste dimissioni del governatore della Banca di Francia da parte di Villeroy de Galhau, non chiare nelle motivazioni, presentate però come dovute a fatti personali. Secondo quanto è noto, domani saranno affrontati i temi della competitività, del rafforzamento del mercato unico e, forse, dell’euro digitale.
Fondamentali saranno i riferimenti ai Report rispettivamente di Mario Draghi e di Enrico Letta, appunto sul futuro dell'Europa, sulla competitività, sull’unione dei risparmi e degli investimenti. Va da sé che questi temi debbono essere considerati non come argomenti di un seminario al quale si assiste, si registrano le belle esposizioni dei due relatori e, poi, tutto resta come prima.
L’approccio deve essere ovviamente non quello proprio dei discutidores, ma di chi si appresta ad attuare, almeno le parti dei Report che sembrino più convincenti e realizzabili. C'è necessità, però, di coesione e di partecipazione ampia dei partner, auspicabilmente unanime. Tuttavia già si parla di cooperazioni rafforzate comprendendo nove-dieci Paesi che sarebbero avanti su diverse realizzazioni, ivi inclusa quella del super caccia che comprende però la Gran Bretagna.
Ciò sarebbe, innanzitutto, la conseguenza della non piena adesione dei partner al superamento del potere di veto, quindi al requisito dell’unanimità. A questo punto, però, optare per le cooperazioni rafforzate o per le geometrie variabili, pur avendo presenti le motivazioni, significa tuttavia un’articolazione di competenze all’interno dell'Unione, una scomposizione del disegno unitario che potrebbe bloccare,ove ciò sia condiviso, lo stesso progetto, elaborato da Draghi, della «Federazione pragmatica».
E la medesima considerazione si può fare per l’unione dei risparmi progettata da Letta, che potrebbe essere adeguatamente uno dei settori in cui si sperimentano meno difficilmente le nuove forme di cooperazione. Significa, allora, star fermi e attendere le evoluzioni che saranno imposte dai tempi? No. Ma esistono ipotesi alternative, quale quella della valorizzazione della sussidiarietà verticale stabilendo che, come vollero i padri dell’Europa, ciò che si può fare a livello nazionale non va accentrato e, contemporaneamente, di far sì che, per il resto, i trasferimenti al centro delle conseguenti parti di sovranità non siano una mera cessione di poteri, ma una compartecipazione dei singoli partner all’esercizio di una più ampia sovranità, quella europea, garantendo ciò con meccanismi istituzionali idonei.
Ciò che sta avvenendo per il bombardiere franco-tedesco potrebbe essere l’occasione per aiutare una riconsiderazione profonda del ruolo e delle competenze dell’Unione. (riproduzione riservata)