Nikkei ancora in rosso (-0,45%) e Asia in cauto recupero, mercoledì 24 giugno alle ore 7:40 italiane (Hang Seng +0,5%, Shanghai +0,2%), mentre il Kospi in Corea del Sud guadagna il 3,5% dopo aver perso l’8,2% nella sessione precedente accanto al -2,2% del Nasdaq sul selloff brutale dei mercati che ha preso di mira i titoli dell’AI.
A preoccupare il mercato sono i dubbi sull’entità e la sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale da parte dei grandi gruppi tecnologici. Il produttore di memorie Micron Technology e Sandisk hanno perso il 13%, mentre Intel, Advanced Micro Devices (AMD) e Qualcomm hanno registrato ribassi superiori al 5%. Occhi puntati oggi sui conti di Micron. Intanto l’euro perde lo 0,2% e scende a 1,1387, mentre i futures sul Nasdaq sono tornati positivi (+0,87%), complice anche il calo dei prezzi del petrolio.
Il petrolio prosegue mercoledì la discesa durante le contrattazioni asiatiche (Wti a 72,5 dollari, Brent a 76,4 dollari), mentre si attenuano i timori di possibili interruzioni dell'offerta e gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi nello Stretto di Hormuz.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato le compagnie petrolifere per non aver ridotto i prezzi dei carburanti in linea con il recente calo delle quotazioni del greggio. «Le grandi compagnie petrolifere non stanno abbassando i prezzi alla pompa in misura proporzionale al forte calo dei prezzi del petrolio che acquistano. I prezzi del greggio stanno crollando», ha scritto Trump sul social network Truth.
«In altre parole, i consumatori vengono sfruttati. Ho dato istruzioni al Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente verifiche su questa situazione. I prezzi della benzina dovrebbero scendere molto più rapidamente di quanto stiamo vedendo», ha aggiunto.
Karen Young, ricercatrice senior del Center on Global Energy Policy della Columbia University, ha definito il messaggio di Trump una sorta di «teatro politico», osservando che «non è così che funziona realmente la formazione dei prezzi della benzina negli Stati Uniti. Sul prezzo alla pompa incidono anche le imposte statali e locali», ha spiegato Young alla CNBC. «Inoltre servono alcune settimane perché il calo del prezzo del greggio si trasferisca alle raffinerie e successivamente ai consumatori finali». Gli investitori sono stati incoraggiati anche dai segnali di normalizzazione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.
Nei verbali della riunione di giugno, la Bank of Japan ha aumentato i tassi di 25 punti base, portandolo all'1%, il livello più elevato dal settembre 1995. La decisione è stata approvata con un voto favorevole di 7 membri su 8. L'obiettivo dell'istituto centrale è evitare che lo shock energetico provocato dalla guerra con l'Iran si traduca in un'accelerazione più ampia dell'inflazione. Si tratta del primo rialzo dei tassi da dicembre e della prima riunione ordinaria di politica monetaria tenuta senza la presenza del governatore.
Il consigliere Asada Toichiro ha votato contro la decisione, sostenendo che i rischi al ribasso per produzione e occupazione sono superiori a quelli al rialzo per i prezzi. Nel comunicato finale la banca centrale ha affermato che l'inflazione di fondo potrebbe superare il target del 2% a causa dell'aumento dei costi energetici. Ha inoltre precisato che le condizioni finanziarie rimarranno accomodanti nonostante il rialzo dei tassi, continuando a sostenere l'attività economica.
I responsabili della politica monetaria hanno infine ribadito che ulteriori aumenti dei tassi saranno possibili qualora l'evoluzione dell'economia, dell'inflazione e della stabilità finanziaria lo renda necessario, mantenendo al tempo stesso un attento monitoraggio degli effetti economici del conflitto in Medio Oriente. (riproduzione riservata)